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GSE: dal 2016 nuove regole sugli incentivi agli impianti alimentati da rinnovabili

Dal 1 gennaio 2016 sono entrate effettivamente in vigore le nuove regole sugli incentivi agli impianti alimentati da fonti rinnovabili sancite dalla delibera 595/2014/R/eel dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
Questi incentivi agli impianti alimentati da fonti rinnovabili, infatti, d’ora in poi verranno erogati esclusivamente sulla base dei dati trasmessi dal gestore di rete, con eventuali adeguamenti necessari da parte dei produttori: in alcuni casi sarà necessario installare nuovi apparecchi di misurazione, in altri invece no.
Nello specifico, per gli impianti fotovoltaici che erano stati incentivati dal primo al quarto Conto Energia e quelli alimentati da fonti rinnovabili incentivati con i decreti 24 ottobre 2005 e 18 dicembre 2008, non è prevista l’installazione di nuove apparecchiature, e l’energia elettrica misurata sul punto di connessione alla rete può essere considerata equiparabile a quella prodotta. Per questi impianti la produzione netta da incentivare viene calcolata dal GSE a partire dai dati di misura dell’energia elettrica immessa in rete rilevati e trasmessi dal gestore di rete competente.
Per gli impianti non fotovoltaici, invece, dovranno essere soddisfatte le seguenti condizioni: gli impianti dovranno essere in regime di cessione totale, non presentare un secondo punto di connessione alla rete elettrica per alimentare i servizi ausiliari, non condividere il punto di connessione con altri impianti di produzione. Il produttore potrà eventualmente decidere di installare l’apparecchiatura di misurazione per rilevare l’energia elettrica prodotta funzionale all’erogazione dell’incentivo, dandone comunicazione al GSE dal gestore di rete.
In qualsiasi caso i produttori di energia da fonti rinnovabili dovranno comunicare con tempestività al GSE le eventuali modifiche significative apportate all’impianto, comprese quelle derivanti dalla necessità di installare nuovi contatori di produzione, allegando la documentazione relativa alle modifiche.
Se il sistema di misurazione dell’energia elettrica prodotta non è compatibile con il sistema di telelettura del gestore o è posizionato in un punto non idoneo alla telelettura, saranno d’ora in poi necessarie modifiche o sostituzioni, a carico del gestore di rete stesso o a carico del produttore a seconda della potenza nominale dell’impianto di produzione.
Il mancato adeguamento alle nuove disposizioni comporta la sospensione degli incentivi da parte del GSE. Se l’impianto è costituito da più sezioni anche non incentivate, infine, saranno da ora in poi necessarie idonee apparecchiature di misura che permettano di rilevare l’energia elettrica prodotta rispettivamente dalla porzione di impianto incentivata e da quella non incentivata.
Rispetto alle modalità di fatturazione al GSE da parte dei fornitori, per ora rimane tutto invariato. Chiunque debba emettere fatture al GSE potrà completare la proposta di fattura resa disponibile sul portale dell’Ente con numero fattura e data. Il GSE provvederà alla generazione del file XML, alla firma digitale ed all’invio.
A carico dei fornitori rimane invece la conservazione digitale a norma delle fatture trasmesse e delle relative notifiche di accettazione per un periodo pari a 10 anni. Naturalmente per chi non abbia un sistema gestionale provvisto di un modulo integrato per la conservazione digitale o per chi non abbia mai affrontato il tema il tutto può sembrar dispendioso e complicato.
Fortunatamente grazie a soluzioni come quella offerta da Indicom Document Care sono sufficienti pochi e semplici click per conservare a norma le proprie fatture emesse al GSE: una volta attivato il servizio, pagando un canone annuo alla portata di tutti, sarà sufficiente inviare i file scaricati dal fascicolo elettronico ad un indirizzo e-mail dedicato per conservare i propri documenti e rimanere in linea con le disposizioni normative.
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