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Yes, we can: il caffè e le sue risorse ecologiche

Il caffè non si fregia semplicemente dell’onore di essere la bevanda più amata al mondo, ma anche dell’onere di salvaguardarne l’ambiente. Dai suoi fondi, infatti, è possibile ricavare materiali riciclati di altissimo livello, capaci di abbattere le emissioni di CO2. “I fondi di caffè sono un po’ la pietra filosofale dell’ecologico perché hanno milioni di applicazioni”. È questo il pensiero dell’imprenditrice Francesca Lovato che, insieme ai suoi due soci Andrea Maccari e Riccardo Mariani, ha dato avvio al progetto “Oltrecafè”, una startup innovativa modenese il cui obiettivo principale è quello di valorizzare le risorse nascoste di quei materiali che vengono trattati come rifiuti.
I fondi di caffè, in Italia, sono già impiegati nella coltivazione dei funghi, ma la Lovato ha pensato decisamente più in grande, specializzandosi nel settore merceologico della produzione e vendita di pellet per caldaie a biomassa. “Il caffè è al secondo posto tra le materie prime commercializzate a livello mondiale dopo il petrolio. Ogni anno vengono tostati in Italia 240mln di kg di caffè, di cui circa il 75% (180 milioni di kg) è consumato sul territorio italiano e diviene rifiuto”. Oltrecafè, dunque, non ha soltanto l’ambizione di creare il primo pellet di produzione italiana 100% ecologico, ma di immetterlo sul mercato nazionale in modo da renderci indipendenti dai fornitori europei, americani e canadesi. Il nostro paese è infatti tra i primi importatori di pellet al mondo, con quasi 3 milioni di tonnellate l’anno.
I risultati attesi sono innumerevoli e si costituirebbero della riduzione della produzione di rifiuti (fondi di caffè), seguita dalla riduzione dell’indifferenziato (1miliardo di capsule l’anno), dalla produzione di pellet locale con potere calorifico maggiore del legno, con conseguente diminuzione dell’abbattimento di alberi per la sua realizzazione ed infine dalla creazione di business locali. Inoltre, il progetto porterebbe alla costruzione di 50 impianti produttivi sul territorio, per un equivalente di 350 posti di lavoro green,coniugando un riciclo virtuoso con la possibilità concreta di creare opportunità lavorative.
Grazie alla vittoria del concorso “Intraprendere” del 2015, sezione “Responsabilità sociale d’impresa”, il progetto ha subito un’accelerazione che fa sperare nell’effettiva sua realizzazione. Il pellet “al caffè”, comunque, è ormai in commercio e Oltrecafè ha già organizzato servizi di raccolta del caffè usato e di fornitura del prodotto finale. Ora, quindi, spetta alle aziende rendersi più ecosostenibili sfruttando questa nuova risorsa. (leggi anche: Fondi di caffè: uno scarto dalle mille potenzialità)

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