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E’ possibile bonificare il terreno di una raffineria? si secondo il Prof. De Ales

Il terreno intorno ad una raffineria di petrolio è certamente uno degli ambienti più ostili alla vita vegetale, ma è possible bonificarlo in modo biologico.
La raffineria CORAF a Point Noir nella Repubblica del Congo aveva questo problema ed ha indetto una gara internaziionale per trovare una soluzione.
La BEA di San Marino ha partecipato e vinto sfruttando il proprio metodo. Ma cosa fanno i prodotti BEA per la bonifica di terreni inquinati? Chiediamo al Prof. De Ales direttore scientifico di BEA di spiegare il proprio metodo.
“Le aree inquinate vengono irrorate con il nostro prodotto il BIOZIMOIL, una miscela enzimatico batterica, unitamente a nutrienti minerali ed eventuali emulsionanti, lasciando l’ossigenazione all’azione degli elementi
Il BIOZIMOIL infatti apporta e mantiene quelle forme di vita microbica che demoliscono il petrolio ed è necessario quindi effettuare un trattamento iniziale e diversi successivi dosaggi di mantenimento per garantire una completa bonifica”
Quanto tempo è servito per la bonifica del terreno nel caso della raffineria?
“L’intervento è partito a febbraio con la consegna dei batteri che sono stati applicati in giugno. In soli 3 mesi i nostri microrganismi sono riusciti a detossificare il petrolio consentendo la crescita della vegetazione nel terreno e il ritorno della fauna”.
Interessante, questa notizia è stata riportata dagli organi di stampa?
“Si, sono stato intervistato dal quotidiano Sammarinese La Tribuna Sammarinese in ottobre del 2015.”
E’ possibile utilizzare il vostro metodo anche in acqua, nel caso di sversamento di petrolio in mare?
“Certo, le chiazze di petrolio galleggianti, infatti, possono essere irrorate con il nostro BIOZIMOIL, lasciando l’ossigenazione all’azione del moto ondoso. Il trattamento delle acque colpite dall’inquinamento oleoso con il BIOZIMOIL permette, di metabolizzare il petrolio nel giro di qualche settimana o qualche mese al massimo. Se si desidera un’azione più rapida è necessario effettuare più interventi.”
Perchè questa differenza nei tempi?
“La velocità e la riuscita dell’operazione dipende direttamente dalla temperatura alla quale i batteri si trovano ad operare e dalla presenza di ossigeno disponibile; tanto più bassa è la temperatura (meno di 18 °C), tanto più lenta è la loro azione, mentre se per esempio se la temperature è maggiore di 18°C la resa è decisamente superiore, a condizione che si riesca ad operare con idonee quantità di ossigeno, la cui presenza in soluzione diminuisce con l’aumentare della temperatura.”
Molto interessante, è possibile un utilizzo pratico anche in casi più ridotti?
Certamente lo stesso metodo utilizzato per la bonifica del terreno dal petrolio della raffineria può essere utilizzato in scala ridotta anche per la bonifica dei distributori di carburanti.

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