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Il graffito di Hitler sulla Roma-Lido

Il graffito di Hitler

Sono sempre più convinto che in generale quello che viene graffitato sui treni non sia realmente arte, credo sia merda!
E ragazzi novelli Bansky de noantri, per comodità chiamiamoli vandali, coperti dal torpore di chi dovrebbe controllare, per comodità anche in questo caso chiamiamolo menefreghismo, scatenano la loro (poca in realtà) fantasia imbrattando treni a più non posso, anche con semplici scritte volte solo ad imbrattare la proprietà comune.
Ho raccolto sul blog http://odisseaquotidiana.blogspot.it/ gallerie e gallerie di immagini, dove potete ammirare alcune delle loro “opere”, ma oggi vorrei soffermarmi soprattutto su un graffito in particolare e sulla pessima gestione dell’evento da parte di chi avrebbe dovuto controllare.
Inquadramento geografico
Ferrovia Roma-Lido zona Roma sud, X Municipio, Ostia.
Cosa è successo?
Da qualche tempo su un vecchio treno della Roma-Lido “parcheggiato in via defiitiva” imbrattato e vandalizzato da mesi, è comparso un graffito inneggiante ad Hitler ed è rimasto a fare bella mostra di se per qualche settimana. Fino a che il giorno 10 febbraio Repubblica non ne ha denunciato la presenza, subito seguita da altri giornali, blog, twitter ed altri social.
A questo punto l’Atac che gestisce la linea si è premurata immediatamente di far sapere che ha fatto sapere che “Il deprecabile graffito sarà rimosso il prima possibile”, fonte Ansa, mica lo ha detto a me. Ebbene un paio di giorni dopo ho vuluto controllare di persona, ma il graffito stava ancora là a Tor di Valle. D’altronde se un minuto di attesa di un mezzo Atac corrisponde ad almeno un minuto e mezzo di tempo reale, allora “il prima possibile” poteva essere “mai” .
Superata la metà di febbraio ho cominciato a chiede in giro quanto fosse complicato rimuovere un graffito di quel tipo e, il 18 pubblicavo questo post: “”Ma quanto tempo ci vuole per rimuovere un graffito?” Così scrivevo la settimana scorsa. Nonostante l’impegno formale di Atac: “Il deprecabile graffito sarà rimosso il prima possibile”, credo che non sarà tanto facile”.
Ecco come si poteva rimuovere il graffito in questione, partiamo dal presupposto che mi risulta infatti che il treno in questione un treno modello MA100 sia rotto e per essere pulito può essere solo rimorchiato fino al vicino deposito di Magliana, in nessun modo può andarci coi mezzi propri.
Ma a Magliana non c’è posto, perché il suddetto deposito è pieno soprattutto dei Caf della Metro B che sono nuovi, ma in riparazione e sono impossibilitati a viaggiare.
A questo punto si potrebbe obiettare:

  1. Ma non si può fare su un binario di parcheggio sulla linea? No, tutti i binari di parcheggio sono occupati da altri cadaveri.
  2. Ma non si può fare in loco? No, troppo pericoloso poiché (anche se raramente) qualche treno passa ed è troppo pericoloso
  3. Ma non si può fare di notte? No, neanche di notte poiché quello non è il luogo preposto… Mancano gli attrezzi ovvero il gel antigraffito (trasportabile) e la lancia ad alta pressione.

Morale della storia: O Atac ha qualche idea diversa quelle esposte qui sotto, oppure il graffito resta li, come tutti gli altri del resto, ma su questo in particolare l’azienda aveva promesso… ma promettere in fondo cosa costa?
A seguito della pubblicazione di questo post, mi arriva un commento sulla mia pagina di Facebook dove un utente mi dice di non aver visto il graffito, devono averlo cancellato. Urge una nuova verifica.
Verifica fatta il 19 febbraio mattina, meno male che nel post del giorno prima ero stato dubitativo : “O Atac ha qualche idea diversa quelle esposte qui sotto, oppure il graffito resta li”, perché l’idea c’è stata, una piccola romanella in grigio e via, la romanella per i non romani, sarebbe una mano di vernice data male, per coprire, una riparazione che dura poco in effetti.
Comunque sia promessa mantenuta.

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