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Migranti, 2325 minori non accompagnati a Roma nel 2017: “Meno dell’anno prima”

Migranti. Sono 2.325 i minori non accompagnati registrati a Roma nel 2017. In leggera diminuzione rispetto all’anno precedente, quando sul territorio della Capitale ne erano stati segnalati 2.625 e in linea con il 2015 quando i minorenni erano 2.625. Sono dati emersi dal convegno sul tema organizzato oggi in Campidoglio dall’Aimmf (Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia) con il Tribunale dei minorenni capitolino e il supporto di Roma Capitale.

L’evento – a cui hanno partecipato i rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e dell’associazionismo – è stato anche un’occasione per fare il punto sui cambiamenti introdotti dalla legge 47 del 2017, la cosiddetta legge Zampa. Questa prevede la figura del tutore volontario a cui sono affidati, tra le altre cose, compiti di vigilanza dei percorsi di accoglienza, sicurezza e protezione; di monitoraggio dei percorsi di educazione e integrazione tenendo conto delle inclinazioni naturale e aspirazioni dell’individuo. Non solo, al tutor, è affidata la rappresentanza legale e la tutela del benessere psico-fisico del minore. Altra novità introdotta dalla legge Zampa, è l’attivazione del Sistema informativo minori non accompagnati (Sim).

Una banca dati all’interno del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dove confluisce la cartella sociale del minore che dovrà essere compilata dal personale qualificato nella fase di prima accoglienza. La cartella include tutti gli elementi utili alla determinazione della soluzione di lungo periodo per il ragazzo, nel suo interesse.

“Siamo fortemente impegnati nella costruzione di ampie sinergie tra le istituzioni per coniugare accoglienza e inclusione – ha detto l’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre di Roma Capitale durante il convegno ai Musei capitolini – e soprattutto a garantire ascolto a questi ragazzi che si ritrovano in un Paese non loro e senza una famiglia. La legge Zampa, in quanto norma nazionale, consente di colmare le disparità territoriali e per garantirne una efficace attuazione occorre rafforzare il sistema di monitoraggio e raccolta dati”.

La figura del tutore volontario, “decisiva nel nuovo sistema di tutele dei minorenni – ha aggiunto il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti – nel Lazio i corsi di formazione hanno riscosso un successo enorme, basti pensare che all’avviso pubblico hanno risposto circa 900 persone di cui oltre 400 hanno gia’ completato il percorso formativo. Siamo la prima regione d’Italia. Il sistema garantisce l’insegnamento di aspetti giuridici, psicologici e sociosanitari, ma si tratta di un meccanismo in continua evoluzione che stiamo perfezionando progressivamente”.