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Search & recommending di mobile app

Il bisogno di servizi di search & recommending di mobile app per utenti individuali e aziende sta crescendo molto negli ultimi mesi per i seguenti fattori principali:

Il numero crescente di app disponibili Ad oggi negli store dei marketplace ufficiali e alternativi si possono trovare circa 1,8 milioni di app, con un trend di crescita di circa 50.000-80.000 al mese. Il fenomeno è alimentato dalla convergenza di diversi fattori: lo sviluppo del settore del mobile internet, l’aumento dei device che supportano tecnologie sw e hw adatte alle app e la facilità con cui è possibile sviluppare e introdurre sul mercato mobile app (nel 2012 è cresciuto l’utilizzo di framework per realizzare app da parte di operatori non specializzati, anche se queste app non sono ovviamente ottimizzate per il s.o. né possono supportare tutte le funzionalità).

Il numero crescente di download di app, sia gratuite sia a pagamento comprova il forte interesse del mercato per le mobile app. Ad esempio in Italia, il 2012 sembra essere l’anno del boom per i ricavi da mobile app (che raddoppiano rispetto al 2011) e di vendite di contenuti tramite Mobile Web agli utenti che possiedono gli Smartphone (+190%) [Fonte: Rapporto 2012 Mobile Apps del Politecnico di Milano].

I servizi di search & recommending sono limitati nei marketplace ufficiali. Questi servizi sono limitati essenzialmente alla ricerca di app compatibili con la propria piattaforma, e ristretti a Gplay o Itunes. Inoltre, le funzioni di search e recommending dei marketplace primari privilegiano deliberatamente solo l’ 1 o 2 % del numero di app disponibili. Solo i primi 500 titoli del mercato (su un totale di 1.5 milioni di app disponibili al mondo) realizzano almeno l’80% del fatturato, sulla vendita e sull’indotto advertising e servizi correlati. In breve, quella che viene chiamata la “long tail” di app non incluse nei ranking di questi servizi rimane sconosciuta alla maggioranza degli utenti. [Fonte: analisi dei diagrammi di servizi di generazione chart: Nielsen]

Il numero di app disponibili è in continuo aumento su tutte le piattaforme, rendendo auspicabili servizi di search e recommending multipiattaforma. Nei primi 7 mesi del 2012 le due principali piattaforme Gplay (Android market) e iTunes (che insieme rappresentano circa 1,5 milioni di apps su un totale che si aggira sui 1,8M, hanno ognuna accresciuto di 350.000 unità le app disponibili sui loro marketplace). Inoltre, nei prossimi mesi con il sopraggiungere di nuovi attori (il 26 ottobre è uscito Windows 8, il nuovo sistema operativo di Microsoft, la cui interfaccia utente METRO sarà orientata alle app) le quote di mercato delle varie piattaforme potrebbero subire forti cambiamenti.

I sistemi di search e recommending esistenti trascurano i market store indipendenti. Negli ultimi anni sono sorti molti app store indipendenti, specialmente nella galassia Android in quanto meno vincolante e ‘open’ rispetto ad iTunes. Ma la vera svolta su questo fronte è avvenuta nell’ultimo anno, da quando sono entrati grandi company di online retailing come Amazon, e da quando è iniziata una politica di grandi investimenti su startup in questo segmento di mercato (es. Appsfire). Si è inoltre sviluppata una proficua interazione tra questi market store, i circuiti di affiliazione e le web agency più specificatamente orientate a servizi di app e game promotion. Questi cambiamenti fanno sì che nuovi market store come Amazon abbiano in catalogo app che non si trovano direttamente sul market ufficiale Android, e a prezzi più bassi (spesso gratuite). Alcune di queste app, poiché lontane dalle strategie di mercato e dalle policy dei portali del gruppo Google, possono riscuotere un forte interesse degli utenti, una volta diffuse adeguatamente. Inoltre alcuni market store Android indipendenti permettono lo scaricamento delle app direttamente, senza passare per il marketplace ufficiale Google Play.

Con la diffusione delle app sui diversi device (quali smartphone, tablet, smart TV, e-reader, e altro) e grazie a una politica integrativa di questi servizi, sempre più utenti e aziende avranno l’esigenza di istallare app su diverse piattaforme. Un servizio di search e recommending multipiattaforma è candidato a diventare quindi sempre più influente, anche sul settore B2C.

I servizi di search e recommending offerti dalla concorrenza sono oggi per lo più in lingua inglese e basati su query ‘google style’ (ossia un’insieme di keyword che l’utente prova a cercare). Questa lacuna offre due possibilità:
a. Un’apertura ai mercati dove sta crescendo l’utilizzo di smartphone e tablet, come quello del Sud America, di lingua spagnola e portoghese (fondamentalmente: Messico, Brasile e Argentina).
b. Una modalità di interrogazione in linguaggio naturale (rispetto alla quale possiamo vantare uno skill e un’esperienza significativa di ricerca). Analizzando le nostre statistiche, emerge come l’utente medio sia disorientato di fronte a una ricerca generica, e non sappia bene cosa richiedere. A volte le interrogazioni non possono venire risolte in effettive possibilità di trovare delle soluzioni soddisfacenti, come emergerebbero per esempio dalla ricerca di pagine web (es.: esistono app capaci di soddisfare la query “Bed & Breakfast in provincia di Ragusa”, se non banalmente app generaliste orientate agli alloggi turistici)

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