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SEO | Etica e competenza in tecnica e professione

SEO ha notoriamente un duplice significato: sta sia ad indicare la Search Engine Optimizzation, ovvero l’ottimizzazione di siti e pagine Web rispetto ai motori di ricerca, sia l’Optimizzator, ovvero colui che conosce e pratica la tecnica.

In seguito al rapido e profondo cambiamento delle regole della SEO, soprattutto conseguente ai sostanziali aggiornamenti degli algoritmi di Google avvenuti nel 2012, si è affermata l’esigenza di una professionalità più ampia negli operatori.

Un esempio è dato dal prepotente affermarsi dei social media, oramai percepiti e persino dichiarati dai motori di ricerca come autorevoli se non indispensabili fonti di backlink. Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e Linkedin vanno gradualmente sostituendosi alle vecchie risorse nella prassi moderna del link building, che ha oramai bocciato come inefficaci e persino controproducenti i network di scambio.

Il SEO – e dunque il professionista che pratica l’ottimizzazione – nel rinnovato quadro della materia necessita dunque di un profondo aggiornamento della sua professionalità. Che deve necessariamente spaziare in tutte le specialità dell’inbound marketing.

Abbiamo citato i social media, ma è solo un esempio. Tra le nuove competenze del SEO si dovrebbero annoverare quelle di analisi, necessarie tanto alla selezione preventiva delle keyword, quanto alla verifica dei dati di Google Analytics o delle metriche per il calcolo del ROI.

A quelle si dovrebbero poi aggiungere ulteriori abilità nello SMO (Social Media Optimization), in tutto il SEM (Search Engine Marketing) e, perché no, anche nel SEA (Search Engine Advertising).

D’altra parte – come si sostiene in un interessante articolo riportato a seguire – un SEO ha anche il dovere di valutare preventivamente l’applicabilità di una campagna inbound e, nel caso in cui a suo parere possa ritornare più utile una soluzione outbound (l’advertising, ad esempio), segnalare la necessità all’azienda committente.

Naturalmente sono ancora salve le esigenze che da sempre contraddistinguono un’attività che vive a metà strada fra tecnica e creatività. Ci riferiamo alle capacità linguistiche, indispensabili per curare i contenuti anche in termini di leggibilità e di capacità di catturare l’attenzione del lettore.

Persino la struttura del sito Web oggetto della SEO necessita di particolari accorgimenti, fino a ieri considerati poco influenti rispetto al posizionamento nella ricerca organica. È il caso dei microformat, altrimenti noti come Google rich snippets, dei breadcrumbs e della mappa HTML (oltre quella, ovviamente, in formato XML).

In definitiva l’attività del Search Engine Optimizer si va sostanzialmente evolvendo verso una figura professionale poliedrica, caratterizzata dalle più profonde e diffuse competenze in tema di digital marketing.

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