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Museo di Roma in Trastevere –  i migliori scatti di Lisetta Carmi

Museo di Roma in Trastevere –  i migliori scatti di Lisetta Carmi

Grande esposizione dedicata alla fotografa genovese ultranovantenne

Una grande esposizione, la prima pubblica a Roma, racconta l’intensa vita professionale della fotografa genovese Lisetta Carmi, donna dalla grande personalità espressiva e dalla straordinaria vicenda umana. Fino al 3 marzo 2019 il Museo di Roma in Trastevere ospita la mostra antologica “Lisetta Carmi – La bellezza della verità”, dedicata all’artista ultranovantenne che, con i suoi scatti, ha anticipato i tempi e realizzato con autonomia interpretativa un percorso artistico caratterizzato dall’uso innovativo del medium fotografico.


Circa 170 immagini tra le quali numerose inedite, gli originali di alcuni libri d’artista da lei stessa realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo, le sue amate macchine fotografiche originali (Leica e Nikon) ripercorrono in un esaustivo percorso espositivo i circa venti anni durante i quali la Carmi si è completamente dedicata alla fotografia con sguardo sincero. Dai bambini nei campi profughi palestinesi ai camalli del porto di Genova, il suo sguardo curioso e lucido rimane punto imprescindibile per la conoscenza profonda di luoghi e persone.

Oltre ai lavori più noti, esposti a testimonianza di un percorso fotografico caratterizzato sempre da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale, all’interno della mostra sono presenti anche tre nuclei di lavori concepiti come progetti di pubblicazione su tre temi molto diversi fra loro: il primo, Metropolitain del 1965, è stato realizzato dall’artista in unica copia che è presentata al pubblico per la prima volta. Si tratta di un libro d’artista in cui le immagini della metropolitana parigina sono accompagnate dal testo Instantanés di Alain Robbe-Grillet.
Il secondo è invece il libro I Travestiti del 1972, uno dei più importanti reportage e ormai icona del lavoro di Lisetta Carmi, nonché riflessione sull’attuale tematica dell’identità di genere con immagini di grande impatto percettivo, esposte in tutto il mondo. Il suo personale racconto prende avvio dalla notte di San Silvestro del 1965, sulla comunità del centro storico di Genova anche se il recente ritrovamento di una maquette, realizzata dalla fotografa stessa ed esposta per la prima volta in mostra, composta da trentaquattro fotografie realizzate dal 1965 al 1967, testimonia di come il progetto sia stato pensato come pubblicazione fin dal 1967.
Il terzo volume dal titolo Acque di Sicilia, pubblicato nel 1977 con i testi di Leonardo Sciascia, è una ricerca sui percorsi d’acqua nell’isola attraverso una serie di fotografie che raccontano il paesaggio siciliano e i suoi abitanti.

Dopo aver abbandonato una avviata carriera da pianista, Lisetta Carmi si affaccia all’arte fotografica agli inizi degli anni ’60 realizzando i primi reportage nella sua città natale. Tra le prime sezioni visitabili in mostra c’è proprio Genova: la città, il porto, un insieme di tre reportage che raccontano l’Italsider del 1962, una piccola serie di scatti fotografici dei cantieri e degli interni delle acciaierie, Genova Porto del 1964, uno dei più significativi reportage del dopoguerra sul tema del lavoro che testimonia l’intensa attività del porto con particolare attenzione alla difficile situazione dei portuali, costretti a lavorare in condizioni disumane e Erotismo e autoritarismo a Staglieno del 1966, dedicato alla straordinarietà e al fascino del cimitero monumentale del quartiere genovese.
Le sculture commissionate dalla ricca borghesia genovese dell’Ottocento a scultori valenti, per testimoniare ai posteri la propria ricchezza materiale e i propri valori, rappresentano per Lisetta Carmi lo spunto per catturare gli aspetti di una vita repressa da regole famigliari e religiose oppressive.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Giovanni Battista Martini con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
Per i possessori della nuova MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – l’ingresso alla mostra è gratuito.

http://www.museodiromaintrastevere.it/

FONTE: askanews.it

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