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Balbuzie, un disturbo che affrontato può essere definitivamente risolto

BALBUZIE
Esistono due forme di balbuzie, la forma clonica in cui predominano le ripetizioni dei fonemi e sillabe (vo- vo- voglio la me- mela c- c- cotta), che interessano in particolare la prima sillaba della parola. Tali oltre ad essere involontarie e incontrollabili, sono anche variabili al punto che qualsiasi parola può causare il disturbo in base alla situazione che viene a presentarsi o della posizione che occupa nella frase. La forma tonica causa blocchi che non permettono al soggetto di dare inizio all’enunciazione della parola o ne bloccano il flusso con durata variabile. Nei casi più gravi, causano una forte tensione generalizzata nel corpo ed una fissità nello sguardo.
Non è critica se espressa da bambini, la percentuale dei bambini che balbetta si aggira intorno al 90% ma si de intensifica fino a scomparire nella maggior parte dei casi. Le ricerche evidenziano che la balbuzie sia trasmessa da legame di tipo parentale tuttavia non è mai stato scoperto “il gene della balbuzie” e questa teoria non ha evidenze scientifiche.

Quando il soggetto è colpito da questo disturbo, elabora svariati espedienti per eludere il problema, evitando situazioni in cui è tenuto a parlare, e diventerà un esperto nell’usare sinonimi per sopperire alle parole che non riesce a pronunciare. Il tutto condito con vari manierismi ed espressioni fisiche nervose.
Le conseguenze sono in una profonda umiliazione della persona, la inibiscono nei rapporti sociali, relegandolo a volte all’emarginazione. Tale disturbo diventa aggravata dalla poca sensibilità dell’interlocutore il quale scorrettamente esprime un sentimento di pietà, imbarazzo o di divertita ironia se non addirittura canzonatorio e deridente, rendendolo ancor più vittima del suo male. A scuola tali ragazzini sono spesso rifiutati e derisi dai coetanei, sono presi di mira e scimmiottati o etichettati con soprannomi offensivi che richiamano la balbuzie. Addirittura subiscono episodi di bullismo, e solo il 50% circa dei genitori e degli insegnanti dichiara di non essere informato del bullismo e delle derisioni. E’ facile comprendere come tali atteggiamenti accentuino la balbuzie.
Dimostrarsi sereni nell’ascoltare tale persona, senza mettergli fretta o addirittura ripetere le frasi al posto suo tranquillizzerà questo soggetto e non peggiorerà la sua situazione. Il lavoro incisivo resto lo potrà fare un esperto terapista, agendo senza tentare di coprire i blocchi ma rendendo più forte la persona sulle sue abilità evitando così di percepire il blocco nella mente, col risultato di un controllo sul pensiero che si trasformerà in pensiero fluido. Potrà così dedicare la totalità delle sue energie nel sentirsi comodo e sicuro nella comunicazione che sta creando istante per istante.
Marinalogica
www.psicodizione.it

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