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Ecco spiegato perchè lo xilitolo stenta ad arrivare in Italia

uno dei motivi principali causa della totale disiniformazione sullo xilitolo in Italia sono I media.
Si, perchè al dilà dei castori finlandesi e di alcune pubblicità di note gomme da masticare, in Italia non abbiamo mai visto una puntata di qualche trasmissione, trattare lo xilitolo che tra i vari effetti benefici, da più di 30 anni è considerato in campo medico il miglior sostituti dello zucchero ad oggi esistente.
Nei paesi scandinavi questo sostituto dello zucchero è diffuso da oltre 30 anni e viene usato prevalentemente per cucinare dolci senza zucchero.
Lo Xilitolo infatti oltre a proteggere i denti e a rimineralizzarli, ha il 40% in meno delle calorie del normale zucchero da cucina ed entra automaticamente così a far parte della categoria di prodotti atti a perdere peso.
La diffusione dello xilitolo in Europa, al di fuori dei paesi scandinavi dove è il sostituto dello zucchero più utilizzato in assoluto, sta avvenendo lentamente tramite il passaparola. Internet in questo è al primo posto tra i media che hanno determinato la sua promozione e commercializzazione ma ancor più per il semplice fatto di aver messo a disposizione delle persone interessate l’aspetto che i mezzi informativi non sono stati in grado di darci relativamente a questo ritrovato scientifico: le informazioni.
Lo xilitolo è un alcaloide che si trova in natura in molte bacce (lamponi e fragole ne contengono quantitativi importanti), lo si trova anche nel grano e nel legno di betulla da cui, generalmente, viene estratto.
La prima fabbrica di xilitolo è nata in Finlandia ma il processo produttivo è stato presto spostato in Cina da cui proviene il 90% di questo prodotto che costa il 120% in meno circa rispetto al suo concorrente Finlandese.
Lo xilitolo cinese viene sottoposto a severi controlli in Europa ed essendo la formula dello Xilitolo relativamente semplice, eseguire dei controlli appurando che non vi siano residui di sostanze utilizzate nei processi chimici, risulta decisamente poco impegnativo. Questo ha spinto tutte le case farmaceutiche e i produttori di quasi tutto il mondo ad acquistare lo xilitolo in asia.
Tornando alle qualità per cui questo sostituto dello zucchero si è distinto negli ultimi 30 anni, è da notare come lo xilitolo sia la prima sostanza che di fatto rimineralizza le piccole lesioni dei denti.
Inoltre lo xilitolo non viene demolito e quindi utilizzato come forma di nutrimento dagli oltre 400 ceppi di batteri che generalmente abitano la bocca e, anzi, contribuisce a mantenere un abiente alcalino in cui lentamente molti di questi batteri si trovano letteralmente a morire di fame, riducendo il rischio di carie del 70% e sbiancando i denti impedendo alla placca e al tartaro di macchiare la nostra dentatura.
Come se non bastasse lo xilitolo viene usato nelle diete per diabetici e in terapie per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi in base a degli studi che hanno visto emergere effetti benefici anche in questo senso.
Lo xilitolo in america oltre che per cucinare dolci senza zucchero viene inoltre già usato come “sapone da naso” inquanto è risultato prevenire le allergie e, nel caso del cosiddetto raffreddore da fieno, addirittura eliminando i sintomi.
Inoltre proprio per la sua qualità antibatterica, lo xilitolo riduce fortemente la probabilità di infezioni alla gola e al naso eliminando tra il resto anche l’alito pesante.
Arrivati a questo punto vi chiederete di come sia possibile che un prodotto simile non venga pubblicizzato. Le motivazioni sono a dir poco deludenti:
le case farmaceutiche e i produttori in genere, non hanno interesse a sostenere i costi di lancio di una linea di prodotti da pubblicizzare che funzionerebbe solamente se unita a una campagna informativa sugli effetti dello xilitolo.
Si preferisce aspettare che l’informazione, gratuita, faccia prima aumentare la domanda.
Un altro aspetto da considerare è che i produttori hanno spesso già un prodotto avviato per questa nicchia di mercato. Sostituirlo con un altro che non va solo pubblicizzato ma anche spiegato, non rientra nell’ottica di un business in cui il return of investment rappresenta la differenza tra un buon investimento e un’uscita che mai verrà integrata.

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