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Il vostro superfluo per Associazione disabili

Il penultimo giorno di scuola (questo giugno) ho accompagnato mio figlio (Quinta elementare) Manuel ad una recita scolastica.
Mi aveva solo detto che per la fine delle elementari avevano deciso di preparare una recita per i ragazzi di una associazione volontaria nella cittadina a 15 Km da noi.
Solo all’arrivo ho scoperto che era una associazione di volontari e genitori che si occupano di ragazzi meno fortunati del mio. Non pensavo che così vicino a me ci fossero così tanti ragazzi “diversamente abili”.
Forse è meglio dire che non ho mai voluto sapere.
Me ne sono rimasto li senza sapere cosa fare ne dove guardare. Al contrario Manuel ed i suoi compagni si sono mischiati subito con questi ragazzi, alcuni più vicini alla mia età che alla loro, con una naturalezza ed una spontaneità che mi ha stupito.
Gli “attori” sono saliti sul palco ed io ero ancora li appoggiato al muro. Mi si è avvicinata una di questi ragazzi, (Caterina ha detto di chiamarsi) mi ha detto: “Vieni a sederti con noi, non è bello stare soli”. Ha voluto sapere tutto, nome, cognome, età, lavoro, qual’era mio figlio… Poi, con uno sguardo che non sono riuscito a sostenere, mi ha detto che non devo aver paura di loro, che non sono cattivi e che non devo vergognarmi a guardarli.
Mi ha accarezzato la mano in silenzio mentre io non riuscivo a trattenere le lacrime. Anche ora mentre scrivo mi lacrimano gli occhi.
Poi è iniziato lo spettacolo e li ho guardati mentre assistevano, concentrati per non perdere una parola, in silenzio… per poi esplodere in applausi e fischi di gioia… (Io non ho mai imparato a fischiare – mi sta insegnando Caterina)
Ho parlato molto con loro (io e Manuel ci torniamo almeno un paio di pomeriggi alla settimana), con i volontari e con i genitori.
Ho scoperto che molte cose che io consideravo inutili per loro sono una manna.
Avevo una scatola da scarpe piena di francobolli che non usavo, difficili anche da scambiare o vendere, mi vergognavo un po a offrila. Ed invece sembrava che gli avessi dato non so cosa… Subito si è formato un gruppetto di “filatelici” che si sono divisi il “malloppo”. C’è chi è partito in quarta cercando bolli con animali, aerei…
Da giugno in avanti ho fatto un bel po di spazio a casa mia: Vecchi fumetti e riviste, monete, figurine….
Tutto quello che avevo accumulato negli anni per poi mettere nel dimenticatoio ha finalmente trovato la ragione di esistere.

Sicuramente tutti voi avrete del materiale inutilizzato in casa, in soffitta, in garage…
Sicuramente (purtroppo) nel vostro paese o nelle vicinanze ci saranno altri centri come quello che sto frequentando io.
Date quello che non utilizzate a questi ragazzi, per voi sarà poca cosa ma per i ragazzi che riceveranno, ve lo assicuro io, sarà una festa.

Se non avete il tempo di cercare un centro a cui portare i vostri doni, mandateli a me ed io li darò ai “miei ragazzi”

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