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L’origine dei Tarocchi, sono nati in Italia?

Una lunga indagine ha portato a Michael Dummett, filosofo e studioso di giochi di carte, a concludere che – non essendoci altre antiche testimonianze – il mazzo dei Tarocchi probabilmente è stato inventato nell’Italia settentrionale nel XV secolo, per poi essere introdotto nel sud della Francia nel 1949, momento nel quale i francesi conquistarono Milano e il Piemonte.
I disegni di questo primo mazzo di tarocchi sono di carattere medievale e Micheal pensa che possano aver influenzato in qualche modo le vetrate gotiche, così colorate e mistiche.
Poi successe che in Italia il gioco dei tarocchi andò quasi perso, ma si da il caso che sopravisse in Francia e Svizzera. Poi ritornò nel Nord Italia con i disegni dei tarocchi di Marsiglia; per questo motivo tutti pensano che i tarocchi abbiano avuto origine in Marsiglia, ma si tratta di una modifica dei disegni medievali originali italiani.
I Tarocchi di Marsiglia, poi sono stati oggetto di studio da parte dello scrittore e regista cileno Alejandro Jodorowsky e da parte dell’insegnante di carte Philippe Camoin, insieme hanno ricostruito gli stampi originali. Inoltre Philippe Camoin ritiene che i Tarocchi di Marsiglia siano il segreto Vangelo della Santa Maria Maddalena e non c’è da stupirsi se si pensa che, secondo la leggenda, essa fosse la moglie di Gesù e che fosse fuggita in Francia.

Altre fonti dicono che i tarocchi erano addirittura conosciuti nell’antico Egitto. E difatti in alcuni bassorilievi egizi delle piramidi è possibile ritrovare parte delle carte che costituiscono i tarocchi, come ad esempio la carta de l’Innamorato, che rappresenterebbe l’iniziato esoterico… L’iniziato esoterico è colui che è stato ammesso come allievo dalle scuole esoteriche e che ora potrà ricevere la conoscenza mantenuta segreta, per gradi, a seconda del suo comportamento e meriti. Si tratta di una conoscenza spirituale che non è data alle masse. Ad ogni modo la carta de l’Innamorato rappresenta più precisamente l’attivazione simultanea dei due emisferi del cervello, ovvero ciò che nella cultura indiana viene chiamato come ida e pingala, due correnti energetiche che s’incontrano nel terzo occhio. Gli alchimisti chiamavano a questo le nozze alchemiche, perché appunto abbiamo due correnti, una femminile e una maschile, che si uniscono. E difatti la carta dei tarocchi de l’Innamorato rappresenta proprio questa unione energetica.
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