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L’amianto: immacolato ma non troppo

L’amianto, dal greco amiantos significa immacolato ma viene utilizzato anche per indicare qualcosa di incorruttibile ed è spesso associato alla parola asbesto che, sempre in greco, significa perpetuo e inestinguibile.

L’amianto è un minerale naturale con una struttura microcristallina e fa parte della classe chimica dei silicati; all’apparenza si presenta fibroso dato dalla sua composizione chimica costituita, appunto, da fasci di fibre molto fini. Un esempio spesso riportato sui libri è che 335.000 fibrille di amianto occupano le stesse dimensioni di 250 capelli.

Secondo le norme vigenti nel nostro Paese della categoria dell’amianto fanno parte sei composti divisi in due gruppi; uno denominato anfiboli, di cui fanno parte l’amianto blu, l’amosite, il tremolite, e molti altri; e uno detto serpentino che comprende l’amianto bianco dall’aspetto sfrangiato.

Gli usi dell’amianto

L’amianto è famoso per la sua resistenza al calore, agli agenti chimici, alla trazione e all’usura e, fattore non trascurabile, ha un costo molto contenuto. E, proprio per queste sue caratteristiche è stato spesso utilizzato nei campi dell’edilizia, dell’industria e dei trasporti. Tra il 1960 e il 1990 era usatissimo come materiale isolante, fonoassorbente, come copertura di edifici, presente nelle frizioni e nei freni dei veicoli ma anche utilizzato per usi insoliti come ad esempio la produzione di imballaggi, pavimentazioni, tessuti per l’arredamento e anche nel campo dell’abbigliamento.

Nel 1983, con una direttiva CEE, è stata vietata, in Italia, l’applicazione dell’amianto spruzzato in edilizia e, nel 1992 anche la produzione e il commercio di tutti i manufatti contenente amianto con la cessazione di tutte le attività di estrazione, importazione, utilizzo e conseguenze bonifica ove necessario.

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Danno e bonifica

L’amianto è stato indicato come fonte di pericolo perché rilascia delle fibre che potrebbero essere inalate. Le categorie di materiali più pericolosi sono quelli che hanno al loro interno amianto di tipo friabile, mentre l’eternit conosciuto come cemento-amianto, è comunque vietato anche se pericoloso in minor maniera perché contiene una quantità di fibre meno friabili rispetto a quelli visti in precedenza in quanto, la sua pericolosità è dovuta alla conservazione.

L’amianto però non è sempre da considerarsi pericoloso; infatti se di tipo compatto ha una scarsa tendenza a liberare fibre, ma, quello friabile lo è perché le sue fibre hanno la possibilità di disperdersi nell’ambiente a causa di sollecitazioni eoliche, termiche, meccaniche, o a causa delle dilatazioni prodotte da acqua piovana.

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