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Torre dell’Orso e la sua memoria preistorica

Inviato da: chiara_ma | Visite totali: 0 | Numero di parole: 618 | Data: 3-02-2017 - 4:52 PM




Al di là delle innegabili fascinazioni paesaggistiche che hanno permesso a Torre dell’Orso di affermarsi come località d’eccellenza del panorama salentino e non solo, la località melendugnese rappresenta anche un sito affascinante sotto il profilo storico. Non si tratta di testimonianze artistiche di alta caratura tecnica come il Barocco che impreziosisce città come Lecce o Gallipoli, ma di documentazioni che diventano motivo di profondo interesse perché correlate a un mondo antichissimo e ormai distante millenni da noi.

La testimonianza più vivida e suggestiva delle orme dell’uomo preistorico a Torre dell’Orso è rappresentata dalla Grotta di San Cristoforo. Si tratta di una nicchia scavata tra le rocce che cingono il perimetro costiero della località e che risale al V – III secolo a. C. Non si tratta di una cavità naturale formatasi dall’erosione della pietra bensì di un giaciglio creato artificialmente dall’uomo di quel tempo scavando nella roccia. La grotta divenne nel corso della storia luogo di ristoro per i numerosissimi naviganti e mercanti che attraversavano in continuazione il Mediterraneo e che all’interno della grotta trovavano un luogo adatto a riposarsi. Ma nono solo, perché il riparo divenne in un certo modo un tempio pagano, numerosi graffiti ancora visitabili presentano scene a tema marinaresco e simbologie divine criptiche, emblema di una sacralità che la grotta custodiva e tramandava.

A ciò si aggiungono i numerosi megaliti che si sviluppano sul territorio di Melendugno: dolmen e menhir risalenti ad Neolitico racchiudono in sé una spiritualità atavica, approssimativa nelle forme ma intensa nel significato e che ancora oggi suscita fascino e curiosità. Così la località balneare si sviluppa tra attrazioni marine e incanti storici, cresce di importanza e di riconoscibilità e b&b, hotel e case vacanze a Torre dell’Orso (www.adriatica2000.it) sono lo specchio di una società in continua evoluzione sotto ogni punto di vista, con uno sguardo al passato e uno al futuro. Dal punto di vista turistico, Torre dell’Orso propone un’offerta che verte profondamente sulle suggestioni paesaggistiche che la caratterizzano e la rendono immediatamente riconoscibile. Tra di esse, particolarmente noto è il cosiddetto Scoglio delle Due Sorelle. Si tratta di due peculiari frammenti di roccia che emergono sullo sfondo cristallino del mare; a essi si lega anche una leggenda (da cui il nome) secondo cui i faraglioni erano in realtà due sorelle che, attratte dalle acque, si gettarono nel fondale azzurro, persero la vita e si trasformarono in pietra perché la loro bellezza potesse essere custodita per sempre. Altro simbolo della marina è la torre d’avvistamento che nel ‘500 fu posta sulla costa per monitorare la spiaggia da possibili invasioni turche e da cui, secondo alcune ricostruzioni, deriva il nome della località. La torre, nfatti, se osservata da una certa angolazione, forma il profilo del viso di un orso, anche se sulla toponomastica locale vi sono diverse teorie e congetture. Spostata di qualche centinaio di metri a sud della spiaggia si staglia la Grotta di San Cristoforo, al cui interno è possibile contemplare graffiti risalenti con ogni probabilità al V secolo A. C. e che ancora oggi rappresentano un fantastico mistero per gli archeologi. A ciò si aggiungono i numerosi dolmen e menhir che ricoprono la zona e che concorrono a intensificare quel fascino criptico che si lega strettamente a un’arte così antica e ricca di significati, in un contesto già di per sé incantevole.

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