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Immigrazione e tasso di criminalità

Immigrazione e tasso di criminalità, un rapporto difficile da giudicare ed al centro delle polemiche da molto tempo. Da gennaio 2010, sono emersi dati ufficiali che consentono di affermare che non esista un legame tra tasso di criminalità e aumento del tasso di immigrazione.
I dati ufficiali dimostrano che l’80% delle denunce a carico di stranieri riguarda irregolari; ma anche tra questi, in quattro casi su 5 il reato contestato è l’assenza del permesso di soggiorno.
Secondo i dati dell’Istat, il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è "solo leggermente più alto" di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%) ed è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni. Di fatto, i dati sono equiparabili.
E’ vero invece che la stragrande maggioranza dei reati commessi da stranieri in Italia è opera di immigrati irregolari. Il 70-80% degli stranieri denunciati sono irregolari. Anche qui, però, i dati sono da leggere con attenzione perché, sul totale delle denunce, l’87% riguarda proprio l’essere stati sorpresi in Italia senza permesso di soggiorno e dunque la violazione delle leggi sull’immigrazione. I lavoratori stranieri sono circa due milioni e producono il 10%
del Pil nazionale. I vantaggi dello Stato sono visibili da altri
numeri: gli immigrati versano ogni all’Inps sette miliardi di euro
e pagano al Fisco una cifra che supera i 3,2 miliardi di euro.
Inoltre, ogni cento neonati in Italia, ormai più del 12% ha un
almeno un genitore straniero.
Gli immigrati regolari in Italia sono più di 4 milioni e mezzo, con una crescita del 13,4%.  I regolari sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4
milioni e mezzo se si considerano i circa 300 mila regolarizzati lo
scorso mese. E’ straniero un abitante su 14 , circa la metà è donna. I lavoratori stranieri sono quasi un decimo degli occupati. Quasi la
metà è iscritto ai sindacati. I dati del 2007 evidenziano un apporto
all’economia italiana che ammonta a 134 miliardi di euro, pari al 9,5%
del prodotto interno lordo. La Banca d’Italia stima che agli immigrati
vada il 2,5% di tutte le spese di istruzione, pensione, sanità e
prestazioni di sostegno al reddito, all’incirca la metà di quello che
assicurano in termini di gettito. Sale anche uil numero degli alunni figli di genitori stranieri, che
ammontano a 628.937 su un totale di 8.943.796 iscritti, per
un’incidenza del 7%. L’incidenza più elevata si registra nelle scuole
elementari (8,3%). Di questi studenti, 1 ogni 6 è romeno, 1 ogni 7
albanese e 1 ogni 8 marocchino. Quasi 4 su 10 (37%) sono nati in Italia
e di questo Paese si considerano cittadini. E il rapporto sale a 7 su
10 tra gli iscritti alla scuola dell’infanzia.
Ottenere il permesso di soggiorno all’interno del nostro Paese diviene spesso un ostacolo insormontabile a causa della ostilità della burocrazia e della mancanza delle informazioni. Per sostenere lo sviluppo dell’integrazione e il fenomeno dell’imigrazione in maniera collaborativa, sono sorte numerose associazioni e gruppi di settore. Non da meno, anche Internet, che ha visto crescere il numero di portali, forum e blog dedicati ad immigrati e stranieri. Fra di essi, di recente costituzione e ricco di informazioni, immigratiestranieri.it, che contribuisce ad erogare informazioni e dati in un territorio difficile come quello della città di Napoli.
http://www.immigratiestranieri.it/ita/index.php

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