{"id":11676,"date":"2009-12-02T17:36:33","date_gmt":"2009-12-02T16:36:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/senza-categoria\/la-privatizzazione-delle-terre-in-cina\/"},"modified":"2018-07-10T04:05:41","modified_gmt":"2018-07-10T02:05:41","slug":"la-privatizzazione-delle-terre-in-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/societa\/news-e-attualita\/la-privatizzazione-delle-terre-in-cina\/","title":{"rendered":"La privatizzazione delle terre in Cina"},"content":{"rendered":"<p><strong>La questione della privatizzazione della terra nel processo di integrazione \u201cCitt\u00e0 &#8211; Campagna\u201d in Cina<\/strong><\/p>\n<p>Come un brusco risveglio agli albori del millennio, i funzionari cinesi<br \/>\ne gli intellettuali dopo un\u2019eccessiva attenzione allo sviluppo urbano<br \/>\nstanno ridando centralit\u00e0 alle problematiche dei contadini.<\/p>\n<p>I contadini costituiscono ancora il 56-70% della popolazione cinese e<br \/>\ncirca il 12-15% della popolazione mondiale. &quot;La popolazione rurale&quot;<br \/>\ncinese (nongmin) rientra tra i ranghi della piccola propriet\u00e0 agraria<br \/>\nfamigliare precariamente integrata nel capitalismo globale a causa di<br \/>\nuna crescente dipendenza dal mercato per soddisfare i bisogni primari.<br \/>\nLa popolazione rurale \u00e8 sottopagata&nbsp; (spesso costituisce la<br \/>\nforza-lavoro delle multinazionali) e subisce usurpazioni di tutti i<br \/>\ntipi.<\/p>\n<p>La riforma rurale di Deng Xiaoping (1978-1984) ha decollettivizzato la<br \/>\nproduzione rurale, ha smantellato il sistema delle Comuni e ha affidato<br \/>\nla distribuzione dei prodotti agricoli e dei mezzi di produzione alla<br \/>\nregolamentazione del mercato.<br \/>\nI diritti di utilizzo della terra sono stati separati dalla propriet\u00e0<br \/>\nper instaurare ci\u00f2 che \u00e8 conosciuto come il &quot;sistema di responsabilit\u00e0<br \/>\nfamigliare&quot;. I terreni agricoli e le altre risorse naturali sono ancora<br \/>\ndi propriet\u00e0 collettiva (dei villaggi o di gruppi di famiglie<br \/>\nnumerose). I diritti di utilizzo della maggior parte dei terreni<br \/>\nagricoli sono contratti da singole famiglie che sono &quot;responsabili dei<br \/>\nprofitti e delle perdite&quot;.<\/p>\n<p>Dopo diversi anni di diversificazione, di&nbsp; crescita della produzione<br \/>\nagricola e del reddito, alla met\u00e0 degli anni \u201890, l&#8217;economia rurale,<br \/>\naveva cominciato a stagnare e in molti settori addirittura a declinare.<br \/>\nLa societ\u00e0 rurale continuava ad essere stratificata, atomizzata e<br \/>\nafflitta da molti problemi, alcuni dei quali eliminati durante il<br \/>\nperiodo delle Comuni: malattie come la schistosomiasi, le malattie<br \/>\nsociali come la criminalit\u00e0 organizzata, la prostituzione, la<br \/>\ntossicodipendenza e il suicidio erano soprattutto tra donne e anziani.<\/p>\n<p>Nel frattempo, le citt\u00e0 in rapida espansione e&nbsp; sempre pi\u00f9 inquinate<br \/>\npesavano&nbsp; sempre di pi\u00f9 sulle risorse rurali. Spesso si verificavano<br \/>\nirregolarit\u00e0 nelle modalit\u00e0 di trasferimento e di compensazione dei<br \/>\nprodotti agricoli che conducevano anche a violenti conflitti aggravando<br \/>\ncos\u00ec i contrasti tra gli abitanti e i funzionari. Questi spesso erano<br \/>\nin combutta con gli imprenditori immobiliari e industriali.<br \/>\nQuesto antagonismo sociale trovava origine anche nelle imposte agricole<br \/>\ndel 1958 con numerosi contributi che si sono moltiplicati dopo la<br \/>\nriforma fiscale 1994. Questa\u2019ultima riforma ha reso le autorit\u00e0 locali<br \/>\n&quot;responsabili del bilancio delle amministrazioni locali&quot; per cui ha<br \/>\nincoraggiato tali funzionari a rifarsi sugli abitanti dei villaggi.<\/p>\n<p>Con la fine del secolo, tutti questi fattori si sono combinati con<br \/>\nl&#8217;integrazione della Cina nel mercato globale peggiorando le condizioni<br \/>\ndi vita e generando disordini nelle zone rurali.<\/p>\n<p>Nella primavera del 2000 il quadro rurale Li Changping ha presentato<br \/>\nuna petizione all\u2019allora premier Zhu Rongji con una lettera aperta: &quot;vi<br \/>\nracconto la verit\u00e0 sulla dura vita dei contadini, sulla povert\u00e0 dei<br \/>\nvillaggi e sulla crisi dell\u2019agricoltura.&quot;<br \/>\nL\u2019aumento di questi appelli ha coinciso con fermenti sociali crescenti<br \/>\ne con la rivolta delle campagna in particolare dei lavoratori che<br \/>\nmigravano dalle zone rurali. Nel 2003 ci sono stati 58.000 &quot;incidenti<br \/>\ndi massa\u201d, 74.000 nel 2004 e 87.000 nel 2005.<\/p>\n<p>Per far fronte a tali minacce alla stabilit\u00e0 sociale e alla \u201cpacifica\u201d<br \/>\naccumulazione di capitale, la nuova leadership cinese ha considerato il<br \/>\ncosiddetto &quot;problema rurale in tre dimensioni&quot; (wenti sannong) come la<br \/>\n&quot;priorit\u00e0 assoluta&quot;&nbsp; cui far fronte.<br \/>\nNel 2004 il governo ha emanato una serie di misure di politica rurale,<br \/>\nabolendo l&#8217;imposta agricola, aumentando vari sussidi per le famiglie<br \/>\nrurali, e, come parte dell\u2019undicesimo piano quinquennale, annunciando<br \/>\nun progetto per &quot;la costruzione di nuove zone rurali socialiste&quot;<br \/>\nprincipalmente attraverso l&#8217;aumento degli investimenti nelle<br \/>\ninfrastrutture rurali.<\/p>\n<p>Molti attivisti e studiosi di sinistra hanno accolto con favore questa<br \/>\nnuova attenzione al problema rurale, ma non hanno risparmiato critiche<br \/>\nal costante predominio dell&#8217;ideologia neoliberista&nbsp; tra i funzionari e<br \/>\ni principali circoli intellettuali.<br \/>\nEssi hanno proposto metodi alternativi alla &quot;costruzione di nuove zone<br \/>\nrurali socialiste&quot; avvalendosi delle esperienze di economia contadina<br \/>\ntradizionale, degli esperimenti passati e presenti di aiuto mutuale,<br \/>\ndell&#8217;economia collettiva, delle reti di commercializzazione cooperativa<br \/>\ncitt\u00e0-campagna e dei modelli di &quot;sviluppo alternativo&quot; del&nbsp; Kerala, in<br \/>\nIndia.<\/p>\n<p>La questione delle privatizzazioni \u00e8 recentemente tornata alla ribalta<br \/>\nnel dibattito sulla Cina rurale sia sui mezzi di informazione di lingua<br \/>\ninglese sia nel dibattito riguardo la sperimentazione di politiche<br \/>\nstatali. Questa discussione era stata accantonata nella met\u00e0 degli anni<br \/>\n\u201890 mentre le privatizzazioni creavano altri problemi sociali negli<br \/>\naltri paesi post -socialisti e &quot;in via di sviluppo&quot;.<\/p>\n<p>Se si tratti di amnesia storica o di rigore ideologico non si pu\u00f2 dire,<br \/>\nma numerosi servizi di informazione inglesi&nbsp; hanno recentemente<br \/>\nriscoperto la loro decennale vecchia passione di salvare i \u201cdannati<br \/>\ndella terra\u201d con ricette di privatizzazione delle risorse comuni.<br \/>\nQuesta volta i giornalisti hanno sostenuto che le masse contadine in<br \/>\nCina sono in aumento come una tempesta neoliberista volta a<br \/>\nprivatizzare &quot;una nazione nelle mani dello Stato&quot; . Ma con qualche<br \/>\nindagine si scopre che i quattro casi confermati di incitazione dei<br \/>\ncontadini a \u201cprivatizzare\u201d sono stati redatti, nel corso di 10 anni,<br \/>\ndallo stesso intellettuale, che, sostenuto dagli imprenditori<br \/>\nimmobiliari, ha perlustrato le campagne per due anni alla ricerca di<br \/>\nabitanti impegnati in dispute sulla terra che fossero disposti a<br \/>\nfirmare il loro &quot;manifesto&quot;. La prima sezione della nostra rivista<br \/>\npresenta tre lettere aperte ai mezzi di informazione volte a spiegare<br \/>\ngli argomenti per rafforzare, piuttosto che indebolire attraverso la<br \/>\nprivatizzazione, il controllo degli abitanti sulle risorse collettive<br \/>\ndel territorio. <\/p>\n<p>Nel frattempo i governi locali hanno ripreso tranquillamente la spinta<br \/>\nverso la privatizzazione de facto che il governo centrale aveva<br \/>\nabbandonato nel 1990 a causa dell\u2019instabilit\u00e0 sociale che si veniva a<br \/>\ncreare. La seconda sezione comprende due relazioni circa la<br \/>\nsperimentazione di \u201cgoverni municipali\u201d volti a gestire la<br \/>\nprivatizzazione del territorio rurale e&nbsp; trasformando i diritti<br \/>\nfamiliari di utilizzo delle terre in azioni di imprese agricole gestite<br \/>\nin maniera moderna. Questi esperimenti, parte di diversi progetti<br \/>\npilota, avviati dal governo centrale per &quot;integrare sviluppo urbano e<br \/>\nrurale&quot;, sono appena iniziati, quindi \u00e8 troppo presto per valutare gli<br \/>\neffetti della loro attuazione. Tuttavia, non \u00e8 troppo presto per<br \/>\nprevedere che, se non si istituir\u00e0 una rete di sicurezza sociale, tale<br \/>\nprivatizzazioni non faranno altro che esacerbare il problema rurale,<br \/>\nper cui questa sezione comprende anche una critica di questi esperimenti scritta dall\u2019economista Hu Jing.<\/p>\n<p>Vorremmo aggiungere che questa nuova forma di &quot;trasferimento di terra&quot;<br \/>\nrappresenta una sfida per le strategie convenzionali di resistenza dei<br \/>\ncontadini contro gli espropri della terra. Considerando che gli<br \/>\nabitanti dei villaggi spesso organizzano, con un certo grado di<br \/>\nsuccesso, la resistenza collettiva contro i tentativi di esproprio, nel<br \/>\nnuovo villaggio le unit\u00e0 abitative sono state dislocate lontane dal<br \/>\nvillaggio, quindi sar\u00e0 pi\u00f9 difficile organizzare la resistenza o<br \/>\ncontrollare le operazioni delle nuove imprese, di cui sar\u00e0 improbabile<br \/>\nche i contadini riusciranno a possedere le azioni di controllo.<br \/>\nInoltre, mentre, in passato, la maggior parte delle espropriazioni<br \/>\nerano limitate a usi non agricoli, nel territorio circostante le citt\u00e0<br \/>\npi\u00f9 importanti, questa nuova forma di trasferimento apre le porte alle<br \/>\nprivatizzazioni che portano allo spopolamento delle campagne cinesi in<br \/>\nnome della &quot;modernizzazione dell&#8217;agricoltura.&quot; Abbiamo il sospetto,<br \/>\ndunque, che tale privatizzazioni siano una forma insidiosa di nuova<br \/>\nrecinzione capitalista.<br \/>\nIl terzo gruppo di articoli esplora il significato e i rischi della<br \/>\nprivatizzazione; \u00e8 inclusa una traduzione originale dall\u2019inglese di un<br \/>\nimportante dichiarazione del 2003 di Li Changping, oggi uno dei pi\u00f9<br \/>\nnoti tra gli attivisti rurali di sinistra.<\/p>\n<p>La quarta sezione presenta tre relazioni sulla questione dei movimenti contadini di protezione della terra, e un articolo in inglese<br \/>\nche presenta alcuni dei risultati pi\u00f9 rilevanti dello studio CASS<br \/>\nriportati in cinese dal politologo Yu Jianrong. Queste relazioni<br \/>\nsostengono&nbsp; che le espropriazioni organizzate da parte dei governi<br \/>\nlocali e dagli imprenditori sono la principale minaccia per molti<br \/>\ncontadini. Gli studi di casi dettagliati effettuati da Zhai Minglei e<br \/>\nGao Luli descrivono uno scenario comune di tali controversie, in cui<br \/>\ngli abitanti dei villaggi non rivendicano la propriet\u00e0 dei terreni di<br \/>\nfamiglia, ma rivendicano i diritti collettivi del villaggio nel suo<br \/>\ncomplesso. Tali relazioni illustrano come la politica ufficiale del<br \/>\ngoverno cinese, circa il mantenimento dei diritti collettivi sulle<br \/>\nrisorse, corrisponda spesso alle idee dei contadini sulla propriet\u00e0<br \/>\ncollettiva, per cui il vero punto della questione \u00e8 di trovare il modo<br \/>\nper rafforzare, anzich\u00e9 indebolire, la propriet\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p>La quinta sezione introduce un nuovo approccio di sinistra circa<br \/>\nl&#8217;interpretazione del problema rurale e la questione della terra.<br \/>\nL\u2019articolo del sociologo Xuefeng Si dimostra come questa corrente sia<br \/>\ncomposita, tuttavia scrutiamo una coerenza di fondo nel modo di<br \/>\ntrattare la faccenda, per cui la consideriamo come una nuova corrente<br \/>\nall&#8217;interno della &quot;Nuova Sinistra cinese&quot;. Questa corrente rimette in<br \/>\npiedi l\u2019eredit\u00e0 del Movimento di ricostruzione rurale del 1930 in Cina.<br \/>\nIn particolare viene ripreso il pensiero del modernizzatore<br \/>\nneo-confuciano Liang Shuming, ma viene sottolineato anche la<br \/>\nspecificit\u00e0 del problema rurale odierno, e viene tratto spunto<br \/>\ndall&#8217;esperienza maoista e dalle esperienze di &quot;sviluppo alternativo&quot; in<br \/>\naltri paesi. Per questi motivi, abbiamo ritenuto opportuno etichettare<br \/>\nquesta corrente come &quot;Nuova Ricostruzione Rurale &quot; (Xin xiangcun<br \/>\nJianshe Pai), un nome adottato da molti dei suoi sostenitori mentre il<br \/>\nPartito-Stato, nel 2006, annunciava la sua campagna per &quot;costruire una<br \/>\nnuova campagna socialista&quot;.<br \/>\nGli articoli di questa sezione trattano dell\u2019approccio&nbsp; della \u201cNuova<br \/>\nRicostruzione Rurale\u201d riguardo la questione della terra. In generale,<br \/>\nquesta corrente sostiene che la propriet\u00e0 collettiva, comprese le<br \/>\nterre, costituisca la base materiale delle &quot;comunit\u00e0 di villaggio&quot; e<br \/>\ndel \u201deconomia contadina\u201d, questi due fattori rappresentano ancora il<br \/>\nfondamento della societ\u00e0 cinese nel suo complesso e allo stesso modo<br \/>\nsono lo \u201cstabilizzatore&quot; e il &quot;serbatoio&quot; della forza-lavoro che<br \/>\nalimentano e stabilizzano il processo di modernizzazione della Cina. Vi<br \/>\n\u00e8 un certo disaccordo riguardo la misura in cui i diritti di utilizzo<br \/>\ndei terreni debbano essere controllati dalle famiglie, dai gruppi di<br \/>\nvillaggio o dalle amministrazioni locali. Ma la corrente \u00e8 unita<br \/>\nnell\u2019ergersi contro la privatizzazione e nello schierarsi a favore del<br \/>\ncontrollo collettivo della terra e delle altre risorse, sia per la<br \/>\nassegnazione periodica dei terreni agli abitanti dei villaggi che per<br \/>\npromuovere progetti comunitari come il controllo delle acque. <\/p>\n<p>La breve relazione svolta ad una conferenza dall\u2019economista Wen Tiejun<br \/>\nsi erge proprio contro le iniziative di privatizzazione rurale, come<br \/>\nquelle sopra descritte, dove le imprese agricole assumono il controllo<br \/>\ndei terreni. Il punto centrale della critica di Wen si basa sulla sua<br \/>\nlettura dell&#8217;economia cinese contadina che \u00e8 in qualche modo antitetica<br \/>\nalle logiche del mercato poich\u00e9, secondo le sue convinzioni, la<br \/>\nstabilit\u00e0 della Cina dipenderebbe dalla tutela delle terre come mezzo<br \/>\nsicuro di sussistenza non soggetto alle fluttuazioni del mercato. <\/p>\n<p>Il secondo articolo \u00e8 una co-relazione dettagliata scritta da Wen con<br \/>\nil sociologo, nonch\u00e9 quadro rurale, He Huili sulle esperienze di aiuto<br \/>\nmutuale&nbsp; \u201ccitt\u00e0-campagna\u201d e \u201cconsumatore-produttore\u201d&nbsp; a Lankao, nel<br \/>\nHenan.<\/p>\n<p>Questa relazione illustra le varie forme di cooperazione economica e<br \/>\nculturale al di l\u00e0 del livello famigliare: si tratta delle forme di<br \/>\nvita collettiva presenti all&#8217;interno della societ\u00e0 contadina che il<br \/>\nNuova Ricostruzione Rurale mira a rafforzare. Inoltre vorremmo<br \/>\nsottolineare un chiarimento di Ha Xuefeng sulle diverse&nbsp; tendenze<br \/>\ninterne a questa corrente (in particolare, la sua differenza da Wen<br \/>\nTiejun) e sulla coerenza di questa. Ha Xuefeng delinea le sue tesi a<br \/>\nfavore del rafforzamento della &quot; comunit\u00e0-villaggio&quot;come elemento<br \/>\nnon-capitalista (fuori del mercato globale), anche se &quot;integrato &quot;da<br \/>\nalcuni fattori tipici del mercato. C\u2019\u00e8 anche da mettere in evidenza la<br \/>\nrelazione del sociologo Wang Ximing sulle squadre di villaggio presenti<br \/>\nnella pianura di Chengdu, il cui controllo sulla terra e sui meccanismi<br \/>\ndi cooperazione \u00e8 alla base di uno dei sistemi di maggior successo di<br \/>\nfornitura di beni pubblici, nonostante il limitato sostegno statale.<\/p>\n<p>Le sezioni 6, 7, 8 sono concepite per ragionare su quest\u2019ondata<br \/>\ncrescente di interessamento, di discussione e di sperimentazione circa<br \/>\ni problemi rurali, andando oltre i limiti della \u201cNuova Ricostruzione<br \/>\nRurale\u201d e introducendoci a quei sistemi grazie ai quali i villaggi<br \/>\nhanno utilizzato le loro terre comuni e le altre risorse per mettere in<br \/>\npiedi ambiziosi progetti di &quot;economia rurale collettiva.&quot; Questi<br \/>\nprogetti integrano sia l\u2019esperienza delle &quot;Comuni popolari&quot; tipiche del<br \/>\nsistema socialista cinese (dal 1958 ai primi anni 1980), sia i<br \/>\ncosiddetti \u201cvillaggi ricollettivizzati\u201d&nbsp; (Nanjie, Henan) nel contesto<br \/>\ndel capitalismo odierno. <\/p>\n<p>Usiamo il termine &quot;rurale&quot; perch\u00e9 entrambi questi tipi di<br \/>\norganizzazione economica sono avviati nelle zone rurali, ma nella<br \/>\nmaggior parte dei casi hanno lo specifico obiettivo di diversificare<br \/>\nl\u2019economia, al fine di migliorare la qualit\u00e0 della vita pur mantenendo<br \/>\nun certo grado di autosufficienza.<br \/>\nAlcuni esponenti di sinistra usano il termine &quot;socialista&quot; sia per<br \/>\ndescrivere le Comuni dell\u2019epoca di Mao sia per definire le forme<br \/>\ncollettive sorte in epoca post-maoista, in particolare Nanjie, spesso<br \/>\ndefinito il pi\u00f9 importante &quot;bastione del socialismo&quot; cinese. Essi<br \/>\nsottolineano che entrambe le forme di organizzazione coinvolgono almeno<br \/>\nnella forma, e in alcuni casi nella sostanza, i principi della<br \/>\npropriet\u00e0 collettiva e la gestione su ampia scala delle risorse.<\/p>\n<p>&nbsp;Essi sottolineano anche il fattore grazie al quale nelle Comuni e nei<br \/>\ncollettivi la distribuzione dei beni e dei servizi \u00e8 effettuato in base<br \/>\nalle necessit\u00e0, piuttosto che semplicemente in base al lavoro o<br \/>\nall&#8217;input di capitale. A Nanjie il rapporto ufficiale per gli abitanti<br \/>\ndei villaggi \u00e8 di 2\/3 di distribuzione a seconda delle necessit\u00e0 e 1\/3<br \/>\nin base al lavoro, e per i non residenti il rapporto \u00e8&nbsp; 1\/3 necessit\u00e0,<br \/>\n2\/3 lavoro. Secondo l&#8217;intervista al leader di Nanjie Wang Hongbin, il<br \/>\nvillaggio nei prossimi anni ha intenzione di distribuire il 100% dei<br \/>\nbeni unicamente in base alle necessit\u00e0 .<\/p>\n<p>Gli articoli nelle sezioni da 6 a 8, servono per illustrare gli aspetti<br \/>\npositivi di entrambi i modelli collettivi e per estendere la<br \/>\ndiscussione sulle lezioni da trarre per le sfide attuali circa il<br \/>\nproblema rurale della Cina e del resto del mondo. La sezione 8 aggiunge<br \/>\na questa discussione anche la dimensione ecologica, spesso trascurata.<\/p>\n<p>Tuttavia, per non essere considerati dei nostalgici di questi modelli<br \/>\ncollettivi, e nella speranza di stimolare un&#8217;analisi pi\u00f9 critica da<br \/>\nsinistra, dobbiamo brevemente annotare i loro limiti. Tali limiti non<br \/>\ndipendono dalla&nbsp; propriet\u00e0 collettiva , dalla gestione e dalla<br \/>\ndistribuzione a seconda delle necessit\u00e0, ma dai contesti sociali in cui<br \/>\nsi muovono sia le comuni di ieri che i collettivi di oggi.<\/p>\n<p>Come la monografia di Wen Tiejun, sull\u2019origine del problema rurale in<br \/>\nCina, dimostra che, dal 19 \u00b0 secolo, l&#8217;aggressione imperialista<br \/>\nstraniera ha costretto la Cina ad imitare, per poter sopravvivere, i<br \/>\npercorsi di industrializzazione degli&nbsp; Stati capitalisti. Ma la Cina<br \/>\nnon poteva, cos\u00ec come i paesi &quot;sviluppati&quot; hanno fatto, saccheggiare<br \/>\naltri paesi per acquisire il capitale necessario per iniziare<br \/>\nl&#8217;industrializzazione su scala nazionale. <br \/>\nL&#8217;unica soluzione era &quot;l\u2019auto-sfruttamento,&quot; cio\u00e8 aumentare<br \/>\ntemporaneamente l\u2019estrazione del surplus dal settore agricolo<br \/>\npre-industrializzato alfine di raggiungere un livello sufficiente per<br \/>\nsupportare la rapida espansione dell&#8217;industria. <\/p>\n<p>Lo Stato, nato dopo il 1949, che ha gestito l\u2019economia e il sistema<br \/>\ndelle Comuni post-1958 ha permesso che avvenisse proprio ci\u00f2,<br \/>\nminimizzando i costi di transazione, per favorire il trasferimento<br \/>\ndelle eccedenze da un settore all&#8217;altro. <br \/>\nDal nostro punto di vista, il valore politico principale di questa<br \/>\nanalisi \u00e8 quello di mostrare (come la lettera di Tan Tongxue nella<br \/>\nsezione 1 suggerisce) che molti dei problemi comunemente associati alle<br \/>\nComuni dipendono dal fatto che queste erano costrette a dover svolgere<br \/>\ninnanzitutto questa funzione di &quot;accumulazione primitiva&quot;. I problemi<br \/>\nsorti non dipendevano, quindi, dalla propriet\u00e0 collettiva o dalla<br \/>\ndistribuzione \u201ca seconda delle necessit\u00e0\u201d, ma dal conesto sociale in<br \/>\ncui si muovevano. <\/p>\n<p>Nel solco del saggio di Mobo Gao nella sezione 7 e secondo il libro che<br \/>\ntale saggio sintetizza, vorremmo anche aggiungere all&#8217;analisi di Wen<br \/>\nl&#8217;invito a studiare pi\u00f9 attentamente le metodologie che la Cina ha<br \/>\nabbracciato nei primi anni \u201870 per invertire il processo di<br \/>\ntrasferimento del surplus. Queste metodologie hanno apportato in molte<br \/>\nzone rurali un significativo aumento del tenore di vita e i mezzi per<br \/>\nmiglioramenti futuri (alcuni dei quali hanno subito un degrado a<br \/>\npartire dagli anni \u201890 con la commercializzazione dell\u2019assistenza<br \/>\nsanitaria e dell\u2019istruzione). Le analisi di Wen e gli studi di Gao<br \/>\nforniscono un punto di partenza per lo sviluppo di un&#8217;analisi sulle<br \/>\nComuni che ripudia l\u2019idea che ci fossero fenomeni di sfruttamento,&nbsp; che<br \/>\ninvece sono emersi nelle aree in cui le Comuni sono state abolite (a<br \/>\nvolte contro la volont\u00e0 dei membri del Comune) nei primi anni \u201980.<br \/>\nInvitiamo pertanto i lettori a togliersi i paraocchi ideologici e ad<br \/>\nesaminare seriamente l&#8217;esperienza delle comuni per trovare soluzioni ai<br \/>\nproblemi rurali odierni.<br \/>\nAllo stesso modo, riteniamo che i collettivi parzialmente \u201csocialisti\u201d<br \/>\ndi oggi, come Nanjie, dovrebbero essere studiati per trovare soluzioni<br \/>\nai problemi del mondo rurale, ma devono anche essere considerati come<br \/>\nesperimenti limitati dal contesto capitalistico in cui operano. <\/p>\n<p>L&#8217;analisi di Liu Yongji su Nanjie, nella sezione 6, ci dice che i<br \/>\nsuddetti collettivi sono in primo luogo delle imprese commerciali<br \/>\nconcorrenti sul mercato capitalista. <\/p>\n<p>Per mettere la questione in termini marxiani, questi collettivi, se<br \/>\nvogliono sopravvivere, devono operare secondo la logica capitalistica<br \/>\ndi costante accelerazione dello sfruttamento o di auto-sfruttamento dei<br \/>\nloro membri. Nel caso di Nanjie invece i collettivi devono basarsi<br \/>\nsullo sfruttamento dei dipendenti non residenti, che apportano la<br \/>\nmaggior parte di valore alla produzione e hanno poca voce in capitolo<br \/>\nnella gestione del collettivo. Inoltre, come Liu e molti fautori della<br \/>\nNuova Ricostruzione Rurale mettono in evidenza, nelle condizioni<br \/>\nattuali e nella maggior parte dei villaggi cinesi, il modello di Nanjie<br \/>\nnon potrebbe essere riprodotto. <\/p>\n<p>Tuttavia, come con le Comuni dell\u2019epoca di Mao, riteniamo che i<br \/>\ncollettivi di maggior successo posseggano una duplice natura sia di<br \/>\nsfruttamento che di comunitarismo e che quest&#8217;ultimo aspetto pu\u00f2 essere<br \/>\nliberato dal primo e addirittura rafforzato se si adottassero le<br \/>\nriforme proposte da Liu. Ma sarebbe ancora pi\u00f9 importante trasformare<br \/>\nil contesto esterno di modo che i collettivi possano permettersi di<br \/>\nessere pi\u00f9 democratici e inclusivi.<br \/>\nAllo stesso modo dell&#8217;aiuto mutuale promosso dalla Nuova Ricostruzione<br \/>\nRurale, pensiamo che le Comuni maoiste e alcuni dei collettivi rurali<br \/>\nodierni offrano delle lezioni importanti circa l\u2019egualitarismo, la<br \/>\npartecipazione democratica e la gestione della produzione e della<br \/>\ndistribuzione orientate al miglioramento duraturo dello standard di<br \/>\nvita dei membri in circostanze di risorse limitate e di terreni<br \/>\ncollettivizzati.<\/p>\n<p>Crediamo che queste esperienze dovrebbero essere studiate da chiunque<br \/>\nsia interessato a superare la crisi del mondo rurale. Gli articoli in<br \/>\nqueste tre sezioni offrono alcuni spunti di riflessione per tale<br \/>\nindagine, tanto pi\u00f9 che sono solo l\u2019inizio di una letteratura che si<br \/>\nappresta ad emergere dalla palude dell\u2019ideologia che ha dominato<br \/>\nl\u2019argomento.<\/p>\n<p>Vorremmo in particolare sottolinear la prefazione di William Hinton<br \/>\nalla traduzione in cinese di Shenfan: La rivoluzione ininterrotta in un<br \/>\nvillaggio cinese, ripubblicata qui in preparazione del prossimo libro,<br \/>\na lungo atteso, e per celebrare la pubblicazione del libro finale di<br \/>\nHinton: Come in uno specchio: il punto di vista americano sulla<br \/>\nrivoluzione cinese (Monthly Review Press, 2006). I lavori di Hinton<br \/>\nrestano la documentazione pi\u00f9 importante circa i cambiamenti<br \/>\nistituzionali nelle zone rurali e riguardo le sperimentazioni&nbsp; durante<br \/>\nil periodo maoista.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, anche se il saggio di Gao Mobo, &quot;Scritti storici&quot;, \u00e8<br \/>\nstato pubblicato precedentemente ed \u00e8 stato ampiamente distribuito su<br \/>\ninternet, lo vogliamo allegare qui in attesa traduzione in cinese di<br \/>\nGao Village: Rural Life in Modern China, per celebrare il nuovo libro<br \/>\ndi Gao: La battaglia in difesa del passato maoista e della Rivoluzione<br \/>\nCulturale (Pluto Press, 2008).<\/p>\n<p>Noi consideriamo che i problemi rurali della Cina rientrino nel pi\u00f9<br \/>\nvasto contesto della crisi globale, manifestatasi soprattutto tra i<br \/>\ndiseredati delle zone rurali che non possono o non vogliono integrarsi<br \/>\nnel esercito permanente del lavoro al servizio del capitale.&nbsp; Il nostro<br \/>\ninteressamento alla questione \u00e8 l\u2019emblema&nbsp; della contraddizione che da<br \/>\nuna parte vede le espropriazioni gestite dal capitale (tra cui<br \/>\nl&#8217;espropriazione delle terre dei contadini) come una correzione alla<br \/>\npropria estenuante crisi di sovra-accumulazione, e che dall\u2019altro vede<br \/>\nl\u2019incapacit\u00e0 del capitale a sostenere coloro che vengono espropriati.<\/p>\n<p>Secondo noi, i contadini della Cina sono simultaneamente inglobati ed<br \/>\nesclusi dal capitalismo globale cos\u00ec come i contadini, i proletari, i<br \/>\ndisoccupati, gli occupati e i lavoratori semi-autonomi del resto del<br \/>\nmondo. <\/p>\n<p>Pochissime famiglie contadine cinesi sono in grado di soddisfare i loro<br \/>\nbisogni di base se non partecipano al mercato globale, e quando lo<br \/>\nfanno, sia che si tratti di vendere il riso a prezzi di sfruttamento o<br \/>\ndi vendere forza-lavoro al super-sfruttamento o di pagare gli interessi<br \/>\nsui prestiti per l&#8217;acquisto di fertilizzante o di pagare i costi per<br \/>\nl&#8217;istruzione e la sanit\u00e0, le forze capitaliste locali e straniere le<br \/>\nsfruttano in Cina esattamente come in India,&nbsp; in Messico o negli Stati<br \/>\nUniti. <\/p>\n<p>E il capitale le minaccia allo stesso modo con espropriazioni illegali<br \/>\ne legali di ogni attivit\u00e0 conquistata nel corso di decenni di lotta,<br \/>\ncome i diritti collettivi per le risorse. Il grado di sfruttamento e di<br \/>\nresistenza alla spoliazione \u00e8 un fattore interamente politico che<br \/>\nriflette non solo la geografia irregolare dell&#8217;accumulazione<br \/>\ncapitalistica, ma anche il grado di organizzazione delle opposizioni<br \/>\ndei diversi gruppi di contadini e lavoratori. <br \/>\nGli ultimi anni di intensificazione della globalizzazione hanno visto<br \/>\nuna ripresa storica delle organizzazioni contadine transnazionali, come<br \/>\nVia Campesina e delle altre reti di contadini in lotta contro le<br \/>\nistituzioni del capitalismo transnazionale come l&#8217;OMC. I contadini<br \/>\ncinesi, i lavoratori e i loro sostenitori hanno gradualmente cominciato<br \/>\na entrare in queste reti. <\/p>\n<p>Riteniamo che i contadini cinesi abbiano molto da insegnare al<br \/>\nmovimento alter-mondista&nbsp; grazie alla loro esperienza di lotta politica<br \/>\ne grazie ai loro esperimenti di tipo cooperativo e collettivo. Offriamo<br \/>\nquesta serie di letture come punto di partenza per lo studio di queste<br \/>\nesperienze come una guida verso il coordinamento dell&#8217;uso sostenibile<br \/>\ndelle risorse del mondo, in modo che tutti possano godere dei frutti<br \/>\ndell\u2019industrializzazione senza dover lavorare a morte e senza dover<br \/>\ndistruggere la Terra.<\/p>\n<p>fonte: China Left Reviw<br \/>\ntraduzione di ossin<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l&#8217;introduzione di Sam Austin, uscita con il n\u00b01 della rivista China Left Review del 2008, sulla questione della privatizzazione delle terre in Cina e nel resto del mondo. Sono presenti interessanti spunti di discussione circa la questione delle lotte contadine contro la globalizzazione e circa gli esperimenti di economia colletiva portate avanti da questi movimenti. 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