{"id":2866,"date":"2009-09-28T13:17:01","date_gmt":"2009-09-28T11:17:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/senza-categoria\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/"},"modified":"2009-09-28T13:17:01","modified_gmt":"2009-09-28T11:17:01","slug":"insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/","title":{"rendered":"Insulti leciti nei reality, cos\u00ec cresce la tv dei barbari"},"content":{"rendered":"<p>http:\/\/www.mondoeventi.com\/blog\/Spettacolo_e_Tv\/2409-Insulti_leciti_nei_reality_cos%C3%AC_cresce_la_tv_dei_barbari<\/p>\n<p><\/p>\n<p>Dare del pedofilo ad una persona in diretta televisiva, di fronte a<br \/>\nmilioni di telespettatori, \u00e8 perfettamente lecito e anzi, non potrebbe<br \/>\nessere diversamente, dato che ci si trova nell&#8217;ambito di un reality<br \/>\nshow. E&#8217; il succo della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione<br \/>\nitaliana, la quale ha respinto la richiesta di risarcimento danni<br \/>\navanzata da Franco Mancini, concorrente del reality Survivor, insultato<br \/>\nda un &quot;rivale&quot; perch\u00e9 molto amico di un altro partecipante al<br \/>\nprogramma, molto pi\u00f9 giovane d&#8217;et\u00e0. Mancini aveva gi\u00e0 perso in primo<br \/>\ngrado, davanti alla Corte d&#8217;Appello di Rieti. La Cassazione ha ribadito<br \/>\nl&#8217;importanza di decidere tenendo conto del contesto.<br \/>\n<br \/>Qualsiasi cosa per un po&#8217; di celebrit\u00e0 &#8211; L&#8217;argomentazione dei<br \/>\ngiudici della Cassazione \u00e8 che per giudicare casi di insulti anche<br \/>\nmolto pesanti si debba tenere conto della particolarit\u00e0 dei reality<br \/>\nshow, i quali esistono per &quot;sollecitare il contrasto tra i<br \/>\npartecipanti. Quella trasmissione \u00e8 volutamente indirizzata alla rissa<br \/>\nverbale&quot;, gli insulti subiti devono essere intesi come &quot;conseguenza<br \/>\ndella notoriet\u00e0 volontariamente acquisita con la partecipazione a<br \/>\nquella trasmissione&quot;. Morale: fatevi di tutto, distruggetevi in<br \/>\ndiretta, stando attenti a non arrivare all&#8217;omicidio e a non mandare<br \/>\nall&#8217;ospedale nessuno, perch\u00e9 altrimenti il reality a cui partecipate<br \/>\nperde senso e audience.<\/p>\n<p>Vince chi urla di pi\u00f9 &#8211; Insomma, anche i giudici si piegano alle<br \/>\nesigenze di palinsesto. Ogni Paese ha la tiv\u00f9 che si merita, recita un<br \/>\nvecchio adagio, e non \u00e8 un caso che format ormai alla frutta come Il<br \/>\nGrande fratello stiano chiudendo i battenti nel resto d&#8217;Europa e negli<br \/>\nUsa. Da noi il padre di tutti i reality si prepara per la decima<br \/>\nedizione che durer\u00e0, caso unico al mondo, la bellezza di cinque mesi.<br \/>\nCon il paradosso che il reality non \u00e8 realistico: altrove se i<br \/>\nconcorrenti vogliono fare sesso in diretta o dar luogo ad altri<br \/>\ncomportamenti eccessivi lo possono fare, anche perch\u00e9 le puntate<br \/>\nvengono trasmesse in seconda serata e a pagamento, bypassando buona<br \/>\nparte del pubblico generalista. In Italia non si va oltre la solita<br \/>\npruderie frustrata fatta di ammiccamenti erotici, spostando poi<br \/>\nl&#8217;attenzione dei telespettatori sugli scontri sempre pi\u00f9 violenti tra<br \/>\nconcorrenti, meglio se famosi (o celebrit\u00e0 decadute), in un gioco di<br \/>\nrivalsa dell&#8217;uomo della strada che gode a vedere tanto isterismo e<br \/>\nabbruttimento.<br \/>\n<br \/>La &quot;legge&quot; di Eco &#8211; Dunque la logica della riunione di condominio<br \/>\ncondotta a suon di urla e parolacce viene trasposta, sublimata e<br \/>\npotenziata sul piccolo schermo dai reality show. E funziona, ha<br \/>\nsuccesso. E&#8217; questo che vuole la gente e si \u00e8 sempre liberi di cambiar<br \/>\ncanale, sarebbe facile rispondere. Non \u00e8 moralismo per\u00f2, dire che ci\u00f2<br \/>\nche ha successo in tv rispecchia la cultura popolare di un Paese. Nel<br \/>\n1964 Umberto Eco, nel suo saggio rivoluzionario e molto discusso<br \/>\nApocalittici e integrati dimostr\u00f2 come, al di l\u00e0 della storiografia, di<br \/>\nCavour e di Garibaldi, a fare l&#8217;Italia sia stata soprattutto la<br \/>\ntelevisione, e in particolare i telequiz di Mike Bongiorno che<br \/>\ninsegnarono alla gente a parlare l&#8217;italiano, unificando sotto la nuova<br \/>\nlingua quello che era un puzzle di dialetti con relative culture<br \/>\ncontadine alle spalle. In un&#8217;altra sua opera pi\u00f9 recente, Diaro Minimo,<br \/>\nEco osserva ancora a proposito del padre della tv italiana: &quot;Quest&#8217;uomo<br \/>\ndeve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del<br \/>\npersonaggio cui d\u00e0 vita davanti alle telecamere traspare una mediocrit\u00e0<br \/>\nassoluta. [\u2026] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non<br \/>\nprova il bisogno di istruirsi. [\u2026] In compenso Mike Bongiorno dimostra<br \/>\nsincera e primitiva ammirazione per colui che sa. [\u2026] professa una<br \/>\nstima e una fiducia illimitata verso l&#8217;esperto. [\u2026] Mike Bongiorno \u00e8<br \/>\nprivo del senso dell&#8217;umorismo. Ride perch\u00e9 \u00e8 contento della realt\u00e0, non<br \/>\nperch\u00e9 sia capace di deformare la realt\u00e0.[\u2026]&quot;. Il risultato \u00e8, nelle<br \/>\nparole di Giorgio Simonelli, docente di Giornalismo radiofonico e<br \/>\ntelevisivo e di Storia della radio e della televisione all&#8217;Universit\u00e0<br \/>\nCattolica di Milano: &quot;Una tv da terzo mondo con un modello ormai<br \/>\nsuperato&quot;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dare del pedofilo ad una persona in diretta televisiva, di fronte a milioni di telespettatori, \u00e8 perfettamente lecito e anzi, non potrebbe essere diversamente, dato che ci si trova nell&#8217;ambito di un reality show. 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Quella trasmissione \u00e8 volutamente indirizzata alla rissa verbale&#8221;, gli insulti subiti devono essere intesi come &#8220;conseguenza della notoriet\u00e0 volontariamente acquisita con la partecipazione a quella trasmissione&#8221;. Morale: fatevi di tutto, distruggetevi in diretta, stando attenti a non arrivare all&#8217;omicidio e a non mandare all&#8217;ospedale nessuno, perch\u00e9 altrimenti il reality a cui partecipate perde senso e audience.<\/p>\n<p>Vince chi urla di pi\u00f9 &#8211; Insomma, anche i giudici si piegano alle esigenze di palinsesto. Ogni Paese ha la tiv\u00f9 che si merita, recita un vecchio adagio, e non \u00e8 un caso che format ormai alla frutta come Il Grande fratello stiano chiudendo i battenti nel resto d&#8217;Europa e negli Usa. Da noi il padre di tutti i reality si prepara per la decima edizione che durer\u00e0, caso unico al mondo, la bellezza di cinque mesi. Con il paradosso che il reality non \u00e8 realistico: altrove se i concorrenti vogliono fare sesso in diretta o dar luogo ad altri comportamenti eccessivi lo possono fare, anche perch\u00e9 le puntate vengono trasmesse in seconda serata e a pagamento, bypassando buona parte del pubblico generalista. In Italia non si va oltre la solita pruderie frustrata fatta di ammiccamenti erotici, spostando poi l&#8217;attenzione dei telespettatori sugli scontri sempre pi\u00f9 violenti tra concorrenti, meglio se famosi (o celebrit\u00e0 decadute), in un gioco di rivalsa dell&#8217;uomo della strada che gode a vedere tanto isterismo e abbruttimento.<br \/>\nLa &#8220;legge&#8221; di Eco &#8211; Dunque la logica della riunione di condominio condotta a suon di urla e parolacce viene trasposta, sublimata e potenziata sul piccolo schermo dai reality show. E funziona, ha successo. E&#8217; questo che vuole la gente e si \u00e8 sempre liberi di cambiar canale, sarebbe facile rispondere. Non \u00e8 moralismo per\u00f2, dire che ci\u00f2 che ha successo in tv rispecchia la cultura popolare di un Paese. Nel 1964 Umberto Eco, nel suo saggio rivoluzionario e molto discusso Apocalittici e integrati dimostr\u00f2 come, al di l\u00e0 della storiografia, di Cavour e di Garibaldi, a fare l&#8217;Italia sia stata soprattutto la televisione, e in particolare i telequiz di Mike Bongiorno che insegnarono alla gente a parlare l&#8217;italiano, unificando sotto la nuova lingua quello che era un puzzle di dialetti con relative culture contadine alle spalle. In un&#8217;altra sua opera pi\u00f9 recente, Diaro Minimo, Eco osserva ancora a proposito del padre della tv italiana: &#8220;Quest&#8217;uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui d\u00e0 vita davanti alle telecamere traspare una mediocrit\u00e0 assoluta. [\u2026] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. [\u2026] In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. [\u2026] professa una stima e una fiducia illimitata verso l&#8217;esperto. [\u2026] Mike Bongiorno \u00e8 privo del senso dell&#8217;umorismo. Ride perch\u00e9 \u00e8 contento della realt\u00e0, non perch\u00e9 sia capace di deformare la realt\u00e0.[\u2026]&#8221;. 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Quella trasmissione \u00e8 volutamente indirizzata alla rissa verbale&quot;, gli insulti subiti devono essere intesi come &quot;conseguenza della notoriet\u00e0 volontariamente acquisita con la partecipazione a quella trasmissione&quot;. Morale: fatevi di tutto, distruggetevi in diretta, stando attenti a non arrivare all&#039;omicidio e a non mandare all&#039;ospedale nessuno, perch\u00e9 altrimenti il reality a cui partecipate perde senso e audience. Vince chi urla di pi\u00f9 - Insomma, anche i giudici si piegano alle esigenze di palinsesto. Ogni Paese ha la tiv\u00f9 che si merita, recita un vecchio adagio, e non \u00e8 un caso che format ormai alla frutta come Il Grande fratello stiano chiudendo i battenti nel resto d&#039;Europa e negli Usa. Da noi il padre di tutti i reality si prepara per la decima edizione che durer\u00e0, caso unico al mondo, la bellezza di cinque mesi. Con il paradosso che il reality non \u00e8 realistico: altrove se i concorrenti vogliono fare sesso in diretta o dar luogo ad altri comportamenti eccessivi lo possono fare, anche perch\u00e9 le puntate vengono trasmesse in seconda serata e a pagamento, bypassando buona parte del pubblico generalista. In Italia non si va oltre la solita pruderie frustrata fatta di ammiccamenti erotici, spostando poi l&#039;attenzione dei telespettatori sugli scontri sempre pi\u00f9 violenti tra concorrenti, meglio se famosi (o celebrit\u00e0 decadute), in un gioco di rivalsa dell&#039;uomo della strada che gode a vedere tanto isterismo e abbruttimento. La &quot;legge&quot; di Eco - Dunque la logica della riunione di condominio condotta a suon di urla e parolacce viene trasposta, sublimata e potenziata sul piccolo schermo dai reality show. E funziona, ha successo. E&#039; questo che vuole la gente e si \u00e8 sempre liberi di cambiar canale, sarebbe facile rispondere. Non \u00e8 moralismo per\u00f2, dire che ci\u00f2 che ha successo in tv rispecchia la cultura popolare di un Paese. Nel 1964 Umberto Eco, nel suo saggio rivoluzionario e molto discusso Apocalittici e integrati dimostr\u00f2 come, al di l\u00e0 della storiografia, di Cavour e di Garibaldi, a fare l&#039;Italia sia stata soprattutto la televisione, e in particolare i telequiz di Mike Bongiorno che insegnarono alla gente a parlare l&#039;italiano, unificando sotto la nuova lingua quello che era un puzzle di dialetti con relative culture contadine alle spalle. In un&#039;altra sua opera pi\u00f9 recente, Diaro Minimo, Eco osserva ancora a proposito del padre della tv italiana: &quot;Quest&#039;uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui d\u00e0 vita davanti alle telecamere traspare una mediocrit\u00e0 assoluta. [\u2026] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. 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E' il succo della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione italiana, la quale ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da Franco Mancini, concorrente del reality Survivor, insultato da un \"rivale\" perch\u00e9 molto amico di un altro partecipante al programma, molto pi\u00f9 giovane d'et\u00e0. Mancini aveva gi\u00e0 perso in primo grado, davanti alla Corte d'Appello di Rieti. La Cassazione ha ribadito l'importanza di decidere tenendo conto del contesto. Qualsiasi cosa per un po' di celebrit\u00e0 - L'argomentazione dei giudici della Cassazione \u00e8 che per giudicare casi di insulti anche molto pesanti si debba tenere conto della particolarit\u00e0 dei reality show, i quali esistono per \"sollecitare il contrasto tra i partecipanti. Quella trasmissione \u00e8 volutamente indirizzata alla rissa verbale\", gli insulti subiti devono essere intesi come \"conseguenza della notoriet\u00e0 volontariamente acquisita con la partecipazione a quella trasmissione\". Morale: fatevi di tutto, distruggetevi in diretta, stando attenti a non arrivare all'omicidio e a non mandare all'ospedale nessuno, perch\u00e9 altrimenti il reality a cui partecipate perde senso e audience. Vince chi urla di pi\u00f9 - Insomma, anche i giudici si piegano alle esigenze di palinsesto. Ogni Paese ha la tiv\u00f9 che si merita, recita un vecchio adagio, e non \u00e8 un caso che format ormai alla frutta come Il Grande fratello stiano chiudendo i battenti nel resto d'Europa e negli Usa. Da noi il padre di tutti i reality si prepara per la decima edizione che durer\u00e0, caso unico al mondo, la bellezza di cinque mesi. Con il paradosso che il reality non \u00e8 realistico: altrove se i concorrenti vogliono fare sesso in diretta o dar luogo ad altri comportamenti eccessivi lo possono fare, anche perch\u00e9 le puntate vengono trasmesse in seconda serata e a pagamento, bypassando buona parte del pubblico generalista. In Italia non si va oltre la solita pruderie frustrata fatta di ammiccamenti erotici, spostando poi l'attenzione dei telespettatori sugli scontri sempre pi\u00f9 violenti tra concorrenti, meglio se famosi (o celebrit\u00e0 decadute), in un gioco di rivalsa dell'uomo della strada che gode a vedere tanto isterismo e abbruttimento. La \"legge\" di Eco - Dunque la logica della riunione di condominio condotta a suon di urla e parolacce viene trasposta, sublimata e potenziata sul piccolo schermo dai reality show. E funziona, ha successo. E' questo che vuole la gente e si \u00e8 sempre liberi di cambiar canale, sarebbe facile rispondere. Non \u00e8 moralismo per\u00f2, dire che ci\u00f2 che ha successo in tv rispecchia la cultura popolare di un Paese. Nel 1964 Umberto Eco, nel suo saggio rivoluzionario e molto discusso Apocalittici e integrati dimostr\u00f2 come, al di l\u00e0 della storiografia, di Cavour e di Garibaldi, a fare l'Italia sia stata soprattutto la televisione, e in particolare i telequiz di Mike Bongiorno che insegnarono alla gente a parlare l'italiano, unificando sotto la nuova lingua quello che era un puzzle di dialetti con relative culture contadine alle spalle. In un'altra sua opera pi\u00f9 recente, Diaro Minimo, Eco osserva ancora a proposito del padre della tv italiana: \"Quest'uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui d\u00e0 vita davanti alle telecamere traspare una mediocrit\u00e0 assoluta. [\u2026] Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. [\u2026] In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. [\u2026] professa una stima e una fiducia illimitata verso l'esperto. [\u2026] Mike Bongiorno \u00e8 privo del senso dell'umorismo. Ride perch\u00e9 \u00e8 contento della realt\u00e0, non perch\u00e9 sia capace di deformare la realt\u00e0.[\u2026]\". Il risultato \u00e8, nelle parole di Giorgio Simonelli, docente di Giornalismo radiofonico e televisivo e di Storia della radio e della televisione all'Universit\u00e0 Cattolica di Milano: \"Una tv da terzo mondo con un modello ormai superato\".","og_url":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/","og_site_name":"Article Marketing","article_published_time":"2009-09-28T11:17:01+00:00","author":"Redazione Comunicati Stampa","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione Comunicati Stampa","Tempo di lettura stimato":"3 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/"},"author":{"name":"Redazione Comunicati Stampa","@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/#\/schema\/person\/44372e4d4d0fa797b18e03ed1ace9017"},"headline":"Insulti leciti nei reality, cos\u00ec cresce la tv dei barbari","datePublished":"2009-09-28T11:17:01+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/"},"wordCount":679,"commentCount":0,"keywords":["barbari","grande fratello","insulti","parolacce","reality"],"articleSection":["Arte e cultura"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/","url":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/","name":"Insulti leciti nei reality, cos\u00ec cresce la tv dei barbari - Article Marketing","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/#website"},"datePublished":"2009-09-28T11:17:01+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/#\/schema\/person\/44372e4d4d0fa797b18e03ed1ace9017"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/arte-e-cultura\/insulti-leciti-nei-reality-cosi-cresce-la-tv-dei-barbari\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Insulti leciti nei reality, cos\u00ec cresce la tv dei barbari"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/#website","url":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/","name":"Article Marketing","description":"article marketing &amp; 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