{"id":33251,"date":"2013-03-13T17:26:09","date_gmt":"2013-03-13T16:26:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/senza-categoria\/donne-pi%25c3%25b9-reattive-alla-crisi-la%2580%2599indice-di-benessere-finanziario-femminile-va-oltre-quello-maschile\/"},"modified":"2013-03-13T17:26:09","modified_gmt":"2013-03-13T16:26:09","slug":"donne-pi%25c3%25b9-reattive-alla-crisi-la%2580%2599indice-di-benessere-finanziario-femminile-va-oltre-quello-maschile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/societa\/donne-pi%25c3%25b9-reattive-alla-crisi-la%2580%2599indice-di-benessere-finanziario-femminile-va-oltre-quello-maschile\/","title":{"rendered":"L&#8217;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile"},"content":{"rendered":"<p><a><\/a><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da <a href=\"http:\/\/www.ingdirect.it\/\">ING DIRECT<\/a>, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <br <\/a><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di &ldquo;austerity&rdquo; le donne sanno che non &egrave; il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro <strong>abilit&agrave; nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione<\/strong>, <strong>con pragmaticit&agrave; e senso di responsabilit&agrave;. <\/strong><br \/>Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la <strong>massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari<\/strong>, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non &egrave; disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><a> <\/a><strong>Donne pi&ugrave; reattive alla crisi, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario femminile supera quello maschile <\/strong><\/p>\n<p><strong>Milano, 28 febbraio 2012 <\/strong>&ndash; Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ci&ograve; ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti <strong>superiore a quello maschile l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, <\/strong>rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. <br \/>Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l&rsquo;Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di <strong>comfort <\/strong>percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: <strong>risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. <\/strong><br \/>Ebbene, se l&rsquo;Indice di benessere medio degli italiani dell&rsquo;autunno &egrave; di <strong>43 punti <\/strong>sulla scala, <strong>l&rsquo;indice femminile &egrave; di 45 contro i 41 del maschile<\/strong>, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell&rsquo;IBF &egrave; in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si &egrave; sempre dimostrato superiore a quello femminile. <br \/>Un <strong>segnale di maggiore ottimismo <\/strong>nel gentil sesso si era gi&agrave; intravisto la <strong>scorsa estate<\/strong>, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un&rsquo;inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. <br \/>Eppure <strong>non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. <\/strong>Le donne in media sono pi&ugrave; pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l&rsquo;80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. <br \/><strong>Cosa rende dunque il sesso debole pi&ugrave; ottimista verso la propria situazione finanziaria? <\/strong>Le donne sembrano <strong>pi&ugrave; pronte degli uomini a reagire <\/strong>alla crisi nel quotidiano e dimostrano <strong>maggiore abilit&agrave; a gestire il budget <\/strong>a disposizione, facendo di necessit&agrave; virt&ugrave;. 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Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po&rsquo; di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. <br \/>Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad <strong>antichi stratagemmi <\/strong>da &laquo;madri di famiglia&raquo; per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantit&agrave; di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce pi&ugrave; comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l&rsquo;80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% &egrave; disposta anche a risparmiare persino sul cibo. <br \/><strong><em>Note Metodologiche <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>IBF <\/em><\/strong><em>&#8211; <strong>L&rsquo;Indice di benessere finanziario <\/strong>&egrave; un indicatore che prende in esame in modo congiunto le sei dimensioni della finanza personale (debito a breve termine, debito a lungo termine, bollette e pagamenti, reddito, risparmio, asset e investimenti di lungo termine) &ndash; E&rsquo; calcolato su una scala da 0 a 100 per misurare il comfort delle famiglie con le finanze personali (dove 100 =massimo comfort, 50 =medio comfort, 0 = massimo disagio). La rilevazione &egrave; eseguita trimestralmente da <strong>GFK EURISKO <\/strong>su un universo di bancarizzati over 18 anni e un campione di 1000 individui. Periodo di rilevazione: settembre 2012 attraverso interrviste personali e domiciliari (CAPI). <\/em>Per informazioni: <\/p>\n<p><strong>ING DIRECT <\/strong><br \/>Silvia Colombo,&ndash; tel. 0255226645 &ndash; cell. 3481506213 <br \/>silvia.colombo@ingdirect.it <br \/>Elisa Pavan &ndash; tel. 0255226563, cell. 345 7271290 &#8211; elisa.pavan@ingdirect.it <\/p>\n<p><strong>Power Emprise <\/strong>&ndash; tel. 0239400100 <br \/>Cosimo Pastore, cell. 335213305, cosimopastore@poweremprise.com <br \/>Francesca Colombo, 347 1178743, francescacolombo@poweremprise.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le donne sono pi\u00f9 reattive alla crisi rispetto agli uomini. 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