{"id":3709,"date":"2009-12-22T18:24:25","date_gmt":"2009-12-22T17:24:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/senza-categoria\/alcune-questioni-globali-viste-da-mosca\/"},"modified":"2009-12-22T18:24:25","modified_gmt":"2009-12-22T17:24:25","slug":"alcune-questioni-globali-viste-da-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicati\/societa\/politica\/alcune-questioni-globali-viste-da-mosca\/","title":{"rendered":"Alcune questioni globali viste da Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Il 5 dicembre \u00e8 scaduto il corso legale del trattato Start, una delle<br \/>\nbasi del disarmo e della sicurezza mondiale, firmato agli inizi degli<br \/>\nanni Novanta.<br \/>Russia e Stati Uniti sono prossimi ad un nuovo<br \/>\naccordo, scrivevano le agenzie a fine novembre. Ora \u00e8 confermato che di<br \/>\nun nuovo Start non si potr\u00e0 parlare prima dell&#8217;anno nuovo.<br \/>I<br \/>\nrapporti tra le due superpotenze della Guerra Fredda sono notevolmente<br \/>\nmigliorati con la presidenza Obama. Ne parliamo con Viktor Kremenjuk,<br \/>\nvice direttore dell&#8217;influente Istituto Usa-Canada. &quot;La politica del<br \/>\nreset &#8211; esordisce uno dei massimi esperti di rapporti est-ovest,che<br \/>\nespone con orgoglio nel suo studio varie fotografie in compagnia di<br \/>\ntutti gli ultimi capi della Casa Bianca &#8211; ha raggiunto il suo primo<br \/>\nobbiettivo. E&#8217; stato fermato il peggioramento nei rapporti bilaterali.<br \/>\nIl secondo obbiettivo \u00e8 tornare indietro al punto da dove sono partite<br \/>\nle incomprensioni. Tanti sono i problemi accumulatisi, ad incominciare<br \/>\ndall&#8217;allargamento della Nato ad Est. Ormai non si pu\u00f2 pi\u00f9 levare lo<br \/>\nstatus di membro dell&#8217;Alleanza atlantica ai Paesi neo-aderenti. Allo<br \/>\nstesso modo , la Russia non pu\u00f2 ritirare il proprio riconoscimento all&#8217;<br \/>\nAbkhazia ed all&#8217;Ossezia del sud.<br \/>Sarebbe una perdita di prestigio.<br \/>\nRussi ed americani si devono sforzare di trovare una strada nuova,<br \/>\ncercando, se necessario, percorsi mai seguiti prima, evitando<br \/>\natteggiamentida scontro. Sono numerosi i teatri a cui guardare insieme.<br \/>\nPrendiamo il Medio Oriente, inteso come Grande Medio Oriente, da dove<br \/>\nprovengono segnali minacciosi per tutti. C&#8217;\u00e8 la guerra in Iraq,<br \/>\nAfghanistan, Pakistan. I rischi di un conflitto con l&#8217;Iran sono alti.<br \/>\nNon ci sono situazioni tranquille in Tagikistan, nella regione cinese<br \/>\ndello Xinjiang.<br \/>Se si discuter\u00e0 con Obama di questi argomenti le relazioni bilaterali prenderanno nuovo impulso&quot;.<br \/>I<br \/>\nrussi sperano in Barack Obama, un presidente con all&#8217;apparenza<br \/>\ncaratteristiche differenti da quelle dei precedenti inquilini della<br \/>\nCasa Bianca?<br \/>&quot;Si. Mi sembra che sia un leader di un&#8217;altra<br \/>\ngenerazione. Per prima cosa soltanto una parte della sua vita \u00e8<br \/>\ntrascorsa durante la Guerra Fredda che Lui non ricorda o preferisce non<br \/>\nricordare. Pensa in maniera differente. Purtroppo, come lui dice<br \/>\ngiustamente, alcuni dei nostri politici sono con un piede nel passato.<br \/>\nMa \u00e8 difficile per noi russi dimenticare una guerra persa&quot;.<br \/>Lei \u00e8 il primo russo in tanti anni di lavoro che sento affermare una cosa simile. La gente della strada non ha questa coscienza.<br \/>&quot;Posso<br \/>\nanche aggiungere che, in realt\u00e0, noi abbiamo vinto perch\u00e8 abbiamo<br \/>\nfermato colossali e stupide spese per la corsa agli armamenti ed<br \/>\nabbiamo smesso di minacciarci l&#8217;un l&#8217;altro con gli americani.<br \/>\nSostenendo questa interpretazione, ho, comunque, ragione. Tuttavia<br \/>\nl&#8217;Urss si \u00e8 disintegrato, abbiamo perso degli alleati e la Russia \u00e8<br \/>\nrimasta da sola e mezza isolata. Ed anche in questo caso non ho torto&quot;.<br \/>Torniamo<br \/>\nai vostri avversari della Guerra Fredda . Gli imperi crollano sempre<br \/>\nprima economicamente. La crisi finanziaria scoppiata nel 2008<br \/>\nrappresenta la fine degli Stati Uniti come unica superpotenza rimasta<br \/>\nall&#8217;epoca della globalizzazione? L&#8217;aspetto pi\u00f9 incredibile \u00e8 che \u00e8<br \/>\nstata stata proprio Washington a spingere verso la mondializzazione dei<br \/>\ncommerci e della vita in generale.<br \/>&quot;Gli Usa e noi tutti siamo<br \/>\nentrati in una nuova fase di sviluppo e non si sa dove si vada.<br \/>\nWashington ha assunto la posizione di leader dell&#8217;occidente e su questo<br \/>\nnonci piove. In tale posizione gli Stati Uniti attraggono il resto del<br \/>\nmond, o almeno un gran numero di Paesi, che vogliono sempre una realt\u00e0<br \/>\nunipolare e pro-americana. Questi Stati non si lamentano della loro<br \/>\nscelta poich\u00e8 Washington \u00e8 riuscita a garantire loro sicurezza,<br \/>\nprosperit\u00e0, svilupposoprattutto tecnologico ed altro. Mi sto riferendo<br \/>\nal &quot;miliardo d&#8217;oro&quot; di popalazione globale, come noi tecnici la<br \/>\nchiamiamo.<br \/>Nell&#8217;ultimo decennio sono apparsi nuovi attori<br \/>\ninternazionali, che sfidano questo sistema. Sto parlando in particolare<br \/>\ndel Bric (Brasile,Russia,India e Cina), che riunisce Paesi<br \/>\npotenzialmente molto forti, ma non alleati della Casa Bianca. George<br \/>\nBush jr. non voleva vedere questa realt\u00e0, che, invece, Obama comprende.<br \/>Il<br \/>\ngrande interrogativo \u00e8 se gli Usa troveranno un linguaggio comune con<br \/>\nqueto gruppo di Stati senza il quale: primo, non \u00e8 possibile<br \/>\nindividuare vie d&#8217;uscita per le crisi economiche-finanziarie; secondo,<br \/>\nnon si risolvono i problemi della proliferazione nucleare, della<br \/>\nsicurezza e del componimento dei conflitti &#8211; mi riferisco alle zone<br \/>\ncalde, ossia Afghanistan, Iraq, Iran -. Prendiamo la Russia. Senza la<br \/>\ncollaborazione del Cremlino i nodi del clima e dell&#8217;energia non si<br \/>\nsciolgono.<br \/>&quot;Per farla breve, riusciranno gli Usa ad attrarre il Bric<br \/>\nverso il proprio ordine mondiale con delle intese o questi Paesi<br \/>\ndiventeranno degli avversari? Ma come si pu\u00f2 fare ad instaurare<br \/>\nrapporti amichevoli? Quali contattistabilire? L&#8217;India \u00e8 una democrazia,<br \/>\nil Brasile non si sa, gli altri due no. Le basi ideologiche non sono<br \/>\nchiare e in questi Paesi vi sono diversi sistemi politici. E&#8217; possibile<br \/>\ncon loro collaborare? Forse, s\u00ec, ma si deve definire la sfera&quot;. <br \/>&quot;Poi<br \/>\nesiste un altro gruppo di Paesi a cui il presidente Usa guarda con<br \/>\npreoccupazione, ossia gli Stati tradizionalisti, per la precisione<br \/>\nquelli islamici con pi\u00f9 di un miliardo e mezzo di abitanti. L&#8217;Islam \u00e8<br \/>\nuna religione combattente che mobilita imponenti mezzi finanziari con<br \/>\npressanti ambizioni. Cosa fare con questi Paesi? Tra loro ci sono dei<br \/>\nregimi normali: Giordania, Marocco. Ma non sono quelli che dominano la<br \/>\nscena e che ascoltano Al Qaida e gli estremisti.<br \/>L&#8217;impegnativo<br \/>\ncompito strategico di Obama \u00e8 riuscire a trascinare il Bric per<br \/>\ncostituire una base forte che costringa l&#8217;Islam a risolvere,<br \/>\npacificamente e con l&#8217;uso della diplomazia, i suoi contrasti con il<br \/>\nmondo cristiano. Se lui non ce la far\u00e0 nessuno sar\u00e0 in grado di farcela.<br \/>Gli<br \/>\nUsa non sono mai stati un impero nell&#8217;intendimento classico. Non sono<br \/>\nmai stato d&#8217;accordo co la propaganda sovietica. Gli Stati Uniti hanno<br \/>\nuna struttura completamente diversa: sono una reale democrazia che<br \/>\npensa in maniera distinta. Non \u00e8 l&#8217;epoca imperiale romana. E&#8217; la Roma<br \/>\nrepubblicana prima dell&#8217;impero. Una categoria del tutto separata con<br \/>\ndelle similitudini.&quot;<br \/>Facciamo l&#8217;ipotesi che gli Usa non abbiamo<br \/>\nsuccesso e venga a mancare una guida. Secondo lei si potrebbe aprire un<br \/>\nperiodo pericoloso per l&#8217;umanit\u00e0?<br \/>&quot;Certo. Anche in presenza di un<br \/>\nsistema superorganizzato serve un leader che sappia dare delle<br \/>\nrisposte. Se la sua posizione si indebolisce &#8211; anche per un breve<br \/>\nperiodo &#8211; la situazione pu\u00f2 cambiare. Per anni gli Usa hanno ricoperto<br \/>\ntale compito: hanno risolto i propri problemi interni, poi hanno<br \/>\naiutato un vasto gruppo di Paesi &#8211; europei e non &#8211; e li hanno fatti<br \/>\ndiventare loro alleati. In futuro Washington riuscir\u00e0 a trovare nuove<br \/>\nrisorse per rispondere alle sfide contemporanee? Questa \u00e8 la domanda&quot;.<br \/>Quando<br \/>\nnel gennaio 2001 G.Bush jr entr\u00f2 alla Casa Bianca la questione cinese<br \/>\nera al primo punto della sua agenda internazionale. Poi \u00e8 venuto l&#8217;11<br \/>\nsettembre.<br \/>&quot;La Cina \u00e8 una superpotenza fin dall&#8217;inizio della sua<br \/>\nstoria. Adesso si sta muovendo. E&#8217; incredibile la velocit\u00e0 del suo<br \/>\ntasso di crescita come \u00e8 difficilmente comprensibile dove questo Paese<br \/>\nsi diriger\u00e0. La Cina d\u00e0 ad intendere seri contrasti tra la sua<br \/>\nideologia e la sua economia in espansione. Fino ad ora il sistema<br \/>\npolitico ha garantito questi alti tassi, \u00e8 stato in grado di mobilitare<br \/>\nle risorse ed ha definito una strategia di sviluppo adeguato.<br \/>Ma<br \/>\ntutto questo avr\u00e0 delle conseguenze successive indirette sulla<br \/>\npolitica, sul ruolo del business. Provocher\u00e0 lo scontro tra interessi<br \/>\nmilitari per la sicurezza e quelli economici. E quale soluzione si<br \/>\ntrover\u00e0 per queste situazioni? Se l&#8217;accumulo di potenza economica<br \/>\ntrasformer\u00e0 il Paese in una grande forza militare allora la Cina sar\u00e0<br \/>\nun problema per tutti noi. Si dovr\u00e0 allora pensare a come contenerla.<br \/>\nOppure, al contrario, questo accumulo economico suggerir\u00e0 ai cinesi di<br \/>\nrifiutare la variante militare e di sviluppare quello che loro hanno<br \/>\nossia l&#8217;economia, la finanza, l&#8217;industria eccetera. Questa scelta non \u00e8<br \/>\nstata, per\u00f2, ancora fatta da Pechino&quot;.<br \/>Il grande storico americano,<br \/>\nRichard Pipes, afferma che non si deve avere fiducia della Russia per<br \/>\nle sue tradizionali ambizioni imperiali. Bisogna dare una chance<br \/>\nall&#8217;odierna Russia? &quot;All&#8217;inizio degli anni Novanta volevamo un dialogo<br \/>\naperto con l&#8217;Occidente. Avevamo grandi speranze. Cosa abbiamo ricevuto<br \/>\nin cambio? L&#8217;allargamento della Nato. Quali conseguenze?<br \/>Per prima<br \/>\ncosa \u00e8 stato licenziato il nostro ministro degli Esteri Andrej Kozyrev,<br \/>\nche dirigeva il movimento di avvicinamento all&#8217;Occidente. Secondo:<br \/>\nguerra in Jugoslavia. Ma a che cavolo \u00e8 servita? Quali decisioni ha<br \/>\nportato? E&#8217; stato creato il Kosovo. Quale e&#8217; stato ilcosto di tutto<br \/>\nci\u00f2? Prima hanno mandato via Evghenij Primakov, quindi Boris Eltsin.<br \/>\nEcco che i servizi segreti sono arrivati al potere. Io dico agli<br \/>\namericani che loro con quelle decisioni ci hanno fatto saltare l&#8217;intero<br \/>\nprocesso di democratizzazione del Paese. Ma dove volevano andare quei<br \/>\nsignori? Bisogna pensare prima. Senza la Russia non si risolve nessuna<br \/>\nquestione globale. Il problema come comportarsi con noi \u00e8 tornato di<br \/>\nmoda. Non sono sorpreso&quot;.<br \/>Obama, tuttavia, pare dare alla Russia<br \/>\nnuova fiducia. Washington ha rinunciato ufficialmente al progetto di<br \/>\ndispiegamento del cosiddetto Scudo spaziale Usa in Europa centrale.<br \/>&quot;Lo<br \/>\nStart \u00e8 la prosecuzione di un processo iniziato negli anni Settanta.<br \/>\nServe a stabilizzare l&#8217;equilibrio strategico e ad abbassarlo, ossia<br \/>\nrendere le cose controllabili. Quella linea politica continua<br \/>\nnonostante che G.Bush jr sia uscito dall&#8217;accordo che vietava la<br \/>\ncreazione di sistemi missilistici di difesa. Questo aspetto era parte<br \/>\nintegrante delle deterrenza. E&#8217; chiaro che se gli Usa avessero creato e<br \/>\ndispiegato lo Scudo spaziale contro di noi tutti gli equilibri passati<br \/>\nsarebbero saltati. Avere lo stesso numero di vettori e di testate non<br \/>\navrebbe significato pi\u00f9 alcunch\u00e8. Gli americani si sarebbero potuti<br \/>\ndifendere e noi no.<br \/>Io sono in disaccordo con i nostri militari.<br \/>\nBush voleva piazzare in Europa un sistema non contro di noi ma contro<br \/>\nterzi, contro lanci missilistici inattesi, che so di talebani o<br \/>\niraniani. Questa possibilit\u00e0 potrebbe diventare realt\u00e0. Sarebbe stato<br \/>\nlogico che gli americani negli anni scorsi ci avessero proposto di<br \/>\npartecipare a quel progetto, ma cos\u00ec non \u00e8 stato.<br \/>Perch\u00e8? Il<br \/>\nproblema era a chi dovesse essere affidato il comando. Adesso sono gli<br \/>\namericani a dare ordini. Ma dov&#8217;\u00e8 la garanzia che se ci fosse un<br \/>\npericolo per Mosca un generale straniero darebbe l&#8217;ordine di difendere<br \/>\nla capitale russa? Non ci sono accordi e non siamo alleati. Quindi,<br \/>\nbisogna creare un sistema con un comando comune con un generale<br \/>\namericano ed uno nostro.<br \/>In ballo c&#8217;\u00e8 la sicurezza dell&#8217;emisfero settentrionale&quot;.<br \/>Autore : Giuseppe D&#8217;Amato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A colloquio con Viktor Kremenjuk esperto delle relazioni tra mondo exsovietico e Occidente. 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