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Cosa sono i fondi comuni lussemburghesi

Tante volte sentiamo parlare dei fondi comuni lussemburghesi, senza sapere esattamente di cosa si tratti. In questa guida cercheremo di analizzarne le caratteristiche e i vantaggi.

Fondi comuni lussemburghesi: caratteristiche

I fondi comuni lussemburghesi sono formule di investimento effettuate attraverso istituti e professionisti di intermediazioni finanziarie. Questi ultimi realizzano piani personalizzati in base al profilo economico del risparmiatore, proponendogli strumenti adatti per far fruttare i propri risparmi. Il piano di investimento prevederà un periodo temporale ben definito ed un portafoglio diversificato, e potrà interessare sia fondi comuni lussemburghesi storici che armonizzati. La differenza sostanziale tra le due tipologie di prodotti si rileva nella tassazione a cui sono soggetti. Mentre i primi rientrano tra i fondi comuni a risparmio gestito domiciliati all’estero, i secondi vengono considerati fondi comuni esteri domiciliati all’estero a risparmio amministrato.

Tassazione dei fondi comuni lussemburghesi

Come abbiamo visto vi sono due diverse tipologie di fondi comuni lussemburghesi, con formule di tassazione diverse tra loro. Innanzitutto occorre premettere che, se fino al 2010 i fondi round-trip offrivano vantaggi fiscali derivanti da una tassazione fiscalmente vantaggiosa rispetto a quella italiana, dal 2011 tale differenza non esiste più e i fondi comuni lussemburghesi vengono assoggettati agli stessi trattamenti fiscali di quelli nazionali.

I fondi comuni lussemburghesi storici a risparmio gestito prevedono che l’investitore deleghi la propria banca o l’intermediario sia riguardo alla decisione della strategia d’investimento, sia per quanto riguarda gli adempimenti fiscali che tale strategia produrrà sull’operazione. L’intermediario corrisponderà gli interessi maturati già al netto del 12,5% previsto sulle plusvalenze e gestirà annualmente i propri profitti conteggiandoli attraverso un sistema di compensazione tra plusvalenze e minusvalenze.

Nel caso invece di fondi comuni lussemburghesi a risparmio amministrato l’investitore avrà ampio potere decisionale sulle strategie, mentre l’intermediario finanziario si assumerà gli obblighi derivanti dagli adempimenti fiscali, trattenendo l’imposta del 12,5% sulle plusvalenze realizzate.

Alla tassazione dei proventi realizzati dai fondi comuni lussemburghesi dovranno essere aggiunte poi le spese di commissione, che possono prevedere tempistiche di conteggio diverse tra loro.

I fondi comuni lussemburghesi convengono davvero?

Prima del 2011 la risposta a questa domanda sarebbe stata immediata e positiva. I vantaggi fiscali che prevedevano infatti li rendevano appetibili per molti investitori in cerca di un sistema per far fruttare al massimo i propri risparmi. Dal 2011 in poi invece quei vantaggi legati ad una diversa tassazione e di trattamento fiscale ha ridotto notevolmente i benefici di questa scelta.

Un’ultima valutazione da tenere presente riguarda la frequenza con cui vengono calcolate le spese di commissione. La Banca d’Italia infatti garantisce una severa vigilanza sui fondi italiani, imponendo il prelievo delle commissioni su lassi di tempo non inferiori ad un anno, mentre per i fondi comuni lussemburghesi la vigilanza si limita alla commercializzazione. Può quindi accadere che questi ultimi prevedano prelievi delle commissioni con cadenza trimestrale o addirittura mensile, andando così a penalizzare notevolomente il profitto realizzato dall’investitore.

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