È uscito nelle librerie e nei bookstore online il romanzo “Eliade (Gli eredi di Priamo)” di Bruna Spagnuolo, il secondo e atteso volume della saga “Angeli in ginocchio”, imperniata sul recupero delle identità non tramandate. Il romanzo, pubblicato nella collana “Identità italiche”, segue a distanza di un anno il volume Angela (Gli eredi dei Messapi).
Salvato da un eroe dalle misteriose implicazioni, Baletos, figlio di Brentos, figlio di Priamo, raggiunge la rada segreta delle navi già pronte e prende il mare con i suoi figli, il giovane Egeo e il piccolo Cheones. Le insidie di una sosta avventurosa permettono soltanto ai figli di Baletos di giungere alle coste italiche, dove, intorno a tre sorgenti sacre, il popolo di Egeo fa prodigi mai veduti con materiali pregiati, terreni, coltivazioni e giardini e crea tradizioni-meraviglia, tra cui quella dell’albero-calendario. Il fiume Siris, con il tempo, oscurerà il nome della città, ma, prima, il principe Cheones parte con metà del popolo di Egea, in cerca della patria perduta, seguito da Eliade, sua amata e suo alter ego, e da un dono con cui il re Egeo pone a dimora gli aghi laceranti delle vicende drammatiche in cui il principe schiavo Leuco è punto di riferimento. Mentre parte del suo esercito naviga il Sarmento al contrario e il resto del popolo s’inerpica verso i monti con animali da soma e clamore di armi e di voci, forze minacciose insidiano Cheones, per portargli via la sua amata. L’incantesimo del fascino di Eliade, bella come una dea, permette l’arrivo nella valle del grande Cubuk, il Sarmento, che Cheones elegge sua “patria” ritrovata. I prodigi delle albanelle indicano i siti dei formicai umani dall’indescrivibile vita operosa, teatro omerico di un amore epico scandito da tragici abissi esteriori e interiori e da guerre fatali tra le infedeltà dell’istinto e la fedeltà del cuore. I tempi di riferimento non tolgono all’amore tra Cheones ed Eliade nessuno dei respiri di attualità contenuti nelle grandi storie d’amore di tutti i tempi, poiché questo libro è, prima e al di sopra di tutto, una storia d’amore così grande che il vento ancora la racconta e che trafigge il cielo con ogni grido libero del falco pellegrino…Bruna Spagnuolo ha origini lucane. Collabora con molte riviste specializzate nazionali e internazionali. Vince il premio Romagna, nel 1985, ed esordisce con il suo primo libro di narrativa. Seguono molti premi e molte opere, che riecheggiano del fascino delle culture e dei popoli da lei conosciuti e amati nei suoi moltissimi lunghi soggiorni nelle più sperdute latitudini del mondo. I suoi libri, molto recensiti e anche recitati, rubano all’oblio personaggi indimenticabili, incastonandoli nell’irrinunciabile identità delle culture di appartenenza. È nella biblioteca del Quirinale.
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Tags: basilicata, Bruna Spagnuolo, Eliade, Libri, Priamo, romanzo
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