{"id":24351,"date":"2022-08-07T09:02:57","date_gmt":"2022-08-07T07:02:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicatistampa\/?p=24351"},"modified":"2022-08-07T09:02:57","modified_gmt":"2022-08-07T07:02:57","slug":"lavoro-quando-4-morti-al-giorno-non-sono-piu-leccezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicatistampa\/lavoro-quando-4-morti-al-giorno-non-sono-piu-leccezione\/","title":{"rendered":"Lavoro: quando 4 morti al giorno non sono pi\u00f9 l&#8217;eccezione"},"content":{"rendered":"<div class=\"main_color container_wrap_first container_wrap sidebar_right\">\n<div class=\"container\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Foto-di-congerdesign-da-Pixabay.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<div class=\"post-entry post-entry-type-page post-entry-5461\">\n<div class=\"entry-content-wrapper clearfix\">\n<section class=\"av_textblock_section \">\n<div class=\"avia_textblock av_inherit_color \">\n<h2>UN RITMO IMPLACABILE DI MORTI SUL LAVORO<\/h2>\n<p>Qualche giorno fa, avevamo pubblicato un articolo (che trovate\u00a0<a href=\"https:\/\/life81.it\/la-sicurezza-sul-lavoro-in-epoca-di-crisi-costanti\/\">qui<\/a>) di sicurezza sul lavoro in tempi di crisi. Si ricordava il 15 aprile 2022, un giorno che verr\u00e0 iscritto come uno dei pi\u00f9 infausti nella tragica conta dei decessi avvenuti nello svolgimento di un\u2019attivit\u00e0 lavorativa, quel giorno i morti sul lavoro furono 4. Ma Il 21 giugno, a distanza di poco pi\u00f9 di 2 mesi sono decedute nuovamente altre 4 persone in poche ore. Tutte le vittime avevano tra i 26 e i 72 anni e gli incidenti mortali sono avvenuti da Nord a Sud passando per il Centro, senza dimenticare i feriti anche gravi lo stesso giorno.<\/p>\n<p>Al Nord un giovane viticoltore \u00e8 stato travolto da un trattore che stava conducendo che si sarebbe ribaltato, dopo aver urtato un muretto, schiacciandolo. Sempre al Nord, nella stessa provincia, un operaio ha perso la vita a seguito della caduta dall\u2019alto di una matassa di ferro che lo ha colpito mentre lavorava in un cantiere edile, mentre al Centro un altro operaio \u00e8 stato travolto da un treno in transito mentre stava lavorando sulle canaline a lato dei binari\u00a0 e ha perso la vita. Al Sud la vittima pi\u00f9 anziana; un uomo di 72 anni ha perso la vita cadendo da un\u2019impalcatura. Sempre lo stesso giorno risultano anche 3 gravi incidenti sul lavoro, per fortuna con esiti non fatali, ma uno dei quali costato ad un operaio ustioni sul 40% del corpo.<\/p>\n<p>Le serie di 4 morti al giorno (con picchi superiore) si ripete con sconcertante frequenza. Altri 4 morti il 14 luglio 2022, di cui\u00a0<strong>tre schiacciati da un trattore.\u00a0<\/strong>\u00a0Il 18 luglio 2022, addirittura i morti sono stati 5 in un giorno,\u00a0<strong>di cui tre stranieri<\/strong>, ricordiamo che la media \u00e8 di due al giorno!<\/p>\n<p>Gli incidenti mortali continuano al ritmo medio di 2 al giorno, incessantemente. Come i due\u00a0 morti dimenticati di Lecco e Roma. A Roma un uomo di 47 anni \u00e8 rimasto schiacciato da lastre di legno mentre lavorava in una falegnameria. Nel Lecchese, invece, un operaio di origini straniere di 58 anni, \u00e8 morto travolto da un mezzo in movimento.\u00a0<strong><em>Raccontiamo anche questi casi di cronaca per non dimenticare che dietro le statistiche si nascondono persone<\/em><\/strong>. Ricordiamo che in Europa, ogni anno, muore sul lavoro una popolazione equivalente ad un comune come Castellina in Chianti con tutti i suoi abitanti. E accade ogni anno, incessantemente.<\/p>\n<p>Cosa possiamo trarre da queste ennesime tragedie? Poco per ora, se non l\u2019estremo dolore dei familiari, amici e colleghi di lavoro. La capogruppo del PD alla Camera,\u00a0<strong>Debora Serracchiani<\/strong>, in merito ad uno degli incidenti ha dichiarato inammissibile che un uomo si fosse trovato a dover salire su un\u2019impalcatura a 72 anni. Il fatto sar\u00e0 oggetto di particolari indagini. L\u2019 aspetto che emerga nuovamente \u00e8 l\u2019estrema eterogeneit\u00e0 anagrafica e settoriale delle vittime. Ci\u00f2 dimostra che nessun settore \u00e8 al riparo da incidenti e che in nessun settore la prevenzione \u00e8 mai veramente sufficiente.<\/p>\n<p>Molto spesso si sente dire che alcune aziende (e parliamo soprattutto di PMI) sarebbero costrette a contenere gli investimenti in sicurezza, perch\u00e9 questi assieme ad altre voci, inciderebbero sulla competitivit\u00e0. \u00c8 un luogo comune che dal punto di vista della microeconomia non ha alcun senso. In realt\u00e0\u00a0<strong>la sicurezza sul lavoro \u00e8 una delle voci della competitivit\u00e0,\u00a0<\/strong>perch\u00e9 la prima \u00e8 strettamente correlata alla qualit\u00e0 ambientale, materiale e professionale dei lavoratori e quindi alla loro produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci sarebbero da fare molti ragionamenti sulle cause che hanno fatto dell\u2019Italia uno dei paesi a pi\u00f9 alto numero di incidenti mortali in Europa \u2013 solo in Francia sono pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Ma per capire la reale gravit\u00e0 della situazione italiana occorre fare un confronto con altri paesi europei, ad esempio con quelli ritenuti pi\u00f9 virtuosi.<\/p>\n<p>Cominciamo dai dati assoluti. Dobbiamo fare un\u2019importante precisazione sull\u2019affidabilit\u00e0 dei dati assoluti usati per raffrontarli a quelli di altri paesi. \u00c8 la stessa\u00a0<strong>EUROSTAT<\/strong>\u00a0a farlo:<\/p>\n<p>fa presente che le statistiche espresse in valori assoluti presentano ancora oggi gravi carenze dal punto di vista della completezza dei dati, per una serie di motivi fondamentali:<\/p>\n<ol>\n<li><em>alcuni Paesi membri (Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia), non disponendo di un sistema assicurativo specifico, non sono in grado di fornire dati completi ma presentano \u201clivelli di sotto dichiarazione compresi tra il 30% e il 50% del totale\u201d;<\/em><\/li>\n<li><em>alcuni Paesi membri (in particolare anglosassoni) non rilevano gli infortuni stradali avvenuti nell\u2019esercizio dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa, in quanto rientranti nella tutela non dei rischi da lavoro ma dei rischi da circolazione stradale.<\/em><\/li>\n<li><em>in molti Paesi membri i lavoratori autonomi (una categoria quasi ovunque molto consistente) e relativi coadiuvanti non sono coperti dai sistemi di dichiarazione nazionali e quindi esclusi dalle rispettive statistiche, o totalmente (Belgio, Grecia, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Irlanda) o parzialmente (Germania, Spagna, Austria, Finlandia). In Italia, come \u00e8 noto, tale categoria \u00e8 normalmente coperta.<\/em><\/li>\n<li><em>in alcuni Paesi membri diversi importanti settori economici non vengono considerati nelle statistiche; in particolare, parti del settore pubblico (amministrazione pubblica), dell\u2019Estrazione di minerali e parti del settore Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni non sono coperti o sono coperti solo in parte.<\/em><\/li>\n<li><em>disomogeneit\u00e0 nelle procedure di registrazione dei casi mortali: per esempio, in Germania vengono presi in considerazione solo i decessi avvenuti entro 30 giorni.<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Per i raffronti tra i vari Paesi, invece, Eurostat raccomanda di utilizzare esclusivamente i tassi standardizzati di incidenza infortunistica elaborati dai tecnici Eurostat intervenendo sui dati assoluti con procedimenti statistici appropriati sia per finalit\u00e0 tecniche di armonizzazione delle diverse strutture produttive nazionali, sia per rapportarli alla corrispondente forza lavoro e per apportare quei correttivi di integrazione dei dati necessari per renderli pi\u00f9 coerenti, omogenei e confrontabili.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel calcolo dei tassi standardizzati riferiti agli Stati membri, vengono esclusi anche gli incidenti stradali e a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto (<a href=\"https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/attivita\/dati-e-statistiche\/statistiche-europee.html\">settore \u201cI\u201d per i dati fino al 2007, settore \u201cH\u201d per quelli dal 2008<\/a>), allo scopo di fornire tassi di incidenza comparabili, in quanto in alcuni Stati membri essi non vengono registrati come infortuni sul lavoro. Per completezza di informazione nelle tavole vengono riportati anche i tassi che includono gli incidenti stradali e a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto.<\/em><\/p>\n<p>Fatta questa importante considerazione, si pu\u00f2 fare una prima analisi sui dati assoluti le cui differenze sono influenzate anche da fattori comparativi di tipo oggettivo legati ad aspetti socioeconomici e demografici che ci consentono di individuare delle linee di tendenza, ma consapevoli, per\u00f2, che alcuni scarti tra i vari paesi sono \u201csfalsati\u201d e amplificati dai fattori indicati da Eurostat.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/public.flourish.studio\/visualisation\/10612098\/\"><strong>Grafico 1<\/strong><\/a><\/h3>\n<div style=\"width: 100%!; margin-top: 4px!important; text-align: right!important;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 105px!important; height: 16px!important; border: none!important; margin: 0!important;\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/made_with_flourish.svg\" alt=\"Made with Flourish\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<h2>I VALORI ASSOLUTI DICONO POCO DEL CONTESTO REALE DI UN PAESE<\/h2>\n<div><strong>Nel Grafico 1<\/strong>, che si riferisce ai valori assoluti, vediamo che le prime tre potenze manifatturiere d\u2019Europa, Germania, Francia, Italia (in questo confronto non c\u2019\u00e8 il Regni Unito) presentano una prima caratteristica comune: si trovano ai primi tre del grafico che nel nostro caso \u00e8 ovviamente un dato negativo.<\/div>\n<p>In questi tre casi possiamo intuire che ci possa essere una relazione tra la concentrazione produttiva (PIL) di questi tre paesi, il numero di abitanti (sono i pi\u00f9 popolosi d\u2019Europa) e un elevato numero di lavoratori.<\/p>\n<p>Se un paese ha 40 milioni di lavoratori (ad esempio la Germania) e un altro 5 (come per i paesi pi\u00f9 piccoli), considerata una certa incidenza di morti ogni determinato numero di lavoratori, \u00e8 molto probabile che in termini assoluti il primo registrer\u00e0 pi\u00f9 morti alla fine di un anno (Ma anche pi\u00f9 infortuni in generale). D\u2019altro canto, essere nella parte centrale o bassa del grafico (dx) non significa affatto essere automaticamente tra i paesi virtuosi. Se consideriamo il dato assoluto di questi ultimi, in rapporto al numero di abitanti e al loro PIL, scopriremmo (e lo vedremo poi) come in realt\u00e0 alcuni di loro siano messi peggio dei primi tre paesi in termini relativi.<\/p>\n<p>\u00c8 il caso di paesi come il Portogallo, in cui a fronte di circa 11 milioni di abitanti circa \u2013 meno di 1\/7 alla Germania \u2013 abbiamo un numero di lavoratori attivi significativamente pi\u00f9 basso e un PIL di \u201csoli\u201d 200 miliardi di euro contro gli oltre 4.300 miliardi di euro (1\/20). \u00c8 evidente, quindi, il motivo per cui il Portogallo si trovi ad essere, nel Grafico 1, nella parte pi\u00f9 centrale.<\/p>\n<p>Nella parte pi\u00f9 bassa, invece, (destra) del grafico abbiamo i paesi come Danimarca, Svezia, Norvegia e Olanda che sono considerati proverbialmente virtuosi secondo quasi tutti gli standard internazionali socioeconomici. Per capire veramente queste differenze, ci serve per\u00f2 un dato\u00a0<em>standardizzato di incidenza infortunistica,\u00a0<\/em>come quello che rileva quanti lavoratori subiscono incidenti mortali ogni 100.000 lavoratori, assegnando a ogni settore la stessa ponderazione a livello nazionale di quella totale dell\u2019Unione Europea. In questo calcolo vengono esclusi anche gli incidenti stradali e a bordo di qualsiasi mezzo di trasporto, in quanto alcuni Stati membri non li registrano come infortuni sul lavoro. Vediamo come cambia il quadro.<\/p>\n<h3><strong>Grafico 2<\/strong><\/h3>\n<div style=\"width: 100%!; margin-top: 4px!important; text-align: right!important;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 105px!important; height: 16px!important; border: none!important; margin: 0!important;\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/made_with_flourish.svg\" alt=\"Made with Flourish\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<h2>IL DATO RELATIVO CONTA DI PIU\u2019<\/h2>\n<p>Se abbiamo visto che i dati assoluti non dicono molto se li si astrae dal loro contesto, il\u00a0<strong>Grafico 2<\/strong>\u00a0\u00e8 quello che pu\u00f2 meglio far comprendere la situazione reale di un paese analizzando il dato standardizzato. Intanto possiamo dire che anche su questo confronto l\u2019Italia non \u00e8 messa bene (superiore alla media UE), ma comunque meno peggio rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare avendo in mente il Grafico 1. A fronte di una media di 2,2 incidenti fatali su 100.000 lavoratori, l\u2019Italia ha una media di 2,6 (dato 2019).<\/p>\n<p>I dati di alcuni paesi si confermano. La Francia, ad esempio, se consideriamo la media europea del 2019 pari a 2,2, si trova a pi\u00f9 del doppio (4,8). Il fenomeno viene tuttavia spiegato dalla Dottoressa\u00a0<em>Camille Pradel<\/em>, avvocato specialista della salute sul lavoro:\u00a0<em>spesso, nel fare confronti, si mescolano dati che non sono comparabili.<\/em> Secondo lei il cattivo risultato della Francia si spiegherebbe in parte per l\u2019utilizzo di un diverso parametro di registrazione degli incidenti sul lavoro, molto pi\u00f9 rigido di quello adottato da altri paesi. In particolare, il carattere professionale di una lesione interna (crisi cardiaca, rottura aneurisma) non viene automaticamente riconosciuto. In Francia \u00abqualsiasi lesione sui luoghi di lavoro si presume essere di origine professionale\u201d.\u00a0Comunque lo si guardi, il dato francese rimane piuttosto sconcertante.<\/p>\n<p>La Germania \u00e8 uno di quei paesi che meglio chiarisce la differenza tra il dato assoluto e quello standardizzato. Se in numeri assoluti (<strong>Grafico 1<\/strong>), infatti, la Germania \u00e8 al terzo posto dopo Francia e Italia, in dati standardizzati (<strong>Grafico 2<\/strong>) passa dall\u2019 essere un paese tra i primi tre peggiori a paese virtuoso, situandosi ben sotto la media europea (1,1 contro 2,2).<\/p>\n<p>Intendiamoci, parlare di virtuosismo, quando ci riferiamo a persone decedute sul lavoro pu\u00f2 risultare freddo, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 essere veramente virtuoso finch\u00e9 ci sar\u00e0 anche un solo morto sul lavoro che si sarebbe potuto evitare. Il dato tedesco ci conferma, come anticipato prima, che in alcuni casi il dato assoluto \u00e8 solo apparentemente alto perch\u00e9 magari siamo di fronte ad un paese pi\u00f9 popoloso, con un PIL pi\u00f9 alto e con un numero di lavoratori conseguentemente pi\u00f9 elevato. E\u2019 il\u00a0<strong>Grafico 3<\/strong>\u00a0a rivelarci la dimensione dell\u2019economia tedesca, tanto per rimanere nel nostro esempio; In Germania, nel 2019, gli infortuni non fatali erano pari a 867.000. Un gigante economico e demografico, quindi, che spiega impietosamente il perch\u00e9 di numeri assoluti cos\u00ec alti.<\/p>\n<p>Il Portogallo, che in numeri assoluti \u00e8 sotto il valore mediano, nel dato relativo si trova sopra la media europea (2,7). Paesi come la Romania poi, si trovano sopra la media sia nel dato assoluto che in quello relativo. Anche la Spagna si conferma come paese con un\u2019alta incidenza. Senza analizzare tutti i paesi del grafico, possiamo osservare che, tendenzialmente, i paesi posizionati ai due estremi del grafico sono quelli che pi\u00f9 riflettono la loro situazione reale (Francia e Olanda). Come accennato prima, tra i paesi c.d. virtuosi solo la Danimarca evidenzia un dato relativo negativo, 2,9 contro 2,2 della media europea.<\/p>\n<h3><strong>Grafico 3<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-5486 size-full ls-is-cached lazyloaded\" src=\"https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1.png\" alt=\"\" width=\"1607\" height=\"1082\" data-src=\"https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1.png\" data-srcset=\"https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1.png 1607w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-300x202.png 300w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-1030x694.png 1030w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-768x517.png 768w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-1536x1034.png 1536w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-1500x1010.png 1500w, https:\/\/life81.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Number_of_non-fatal_and_fatal_accidents_at_work_2019_persons-1-705x475.png 705w\" \/><\/p>\n<p>Confrontare le cifre dei vari paesi, se non si usa un dato standardizzato, ripetiamo che \u00e8 difficile perch\u00e9 non tutti usano lo stesso criterio. Pensiamo, ad esempio, alla definizione stessa di incidente sul lavoro. I dati\u00a0<strong>Inail<\/strong>\u00a0mostrano che nel nostro paese, nel totale degli incidenti denunciati rientrano i cosiddetti incidenti \u00ab<strong>in itinere<\/strong>\u00bb, cio\u00e8 quelli che si verificano sul tragitto per andare al lavoro, non solo quelli che si verificano sul luogo di lavoro. In Europa le agenzie di statistica sono divise tra l\u2019includere e il non includere gli incidenti in itinere tra gli incidenti sul lavoro, mentre l\u2019Italia \u00e8 uno dei pochi paesi ad adottare questa classificazione.<\/p>\n<p>EUROSTAT, invece, lo ribadiamo, considera solo i morti in occasione di lavoro e non i caduti \u201cfuori dall\u2019azienda\u201d.<\/p>\n<h2><strong>LA TRISTE CLASSIFCA DEI SETTORI<\/strong><\/h2>\n<p>In\u00a0<strong>Europa<\/strong>\u00a0nel 2019, il 22,2% di tutti gli incidenti mortali sul lavoro nell\u2019UE \u00e8 avvenuto nel settore delle costruzioni, seguito dal settore dei trasporti e del magazzinaggio con il 15% dal settore manifatturiero 14,8% e dall\u2019agricoltura, la silvicoltura e la pesca, con 12,5%.<\/p>\n<p>In\u00a0<strong>Italia<\/strong>\u00a0la situazione \u00e8 diversa. Come rileva l\u2019Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro\u00a0di Carlo Soricelli \u2013 all\u2019<strong>agricoltura,\u00a0<\/strong>purtroppo spetta il triste primato con il\u00a0<strong>30%<\/strong>\u00a0di tutti i decessi sui luoghi di lavoro. La cosa incredibile \u00e8 che il 75% di questi muoiono schiacciati dal trattore (come per 3 dei 4 morti del 14 luglio 2022) e l\u2019et\u00e0 varia dai 14 agli 88 anni.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 l\u2019<strong>edilizia<\/strong>, che rappresenta il\u00a0<strong>15%<\/strong> dei morti, dovuti soprattutto alle cadute dall\u2019alto. In questa categoria, sono moltissimi i morti tra i lavoratori in nero soprattutto nelle regioni del Sud, ma non solo.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>autotrasporto,<\/strong>\u00a0con circa\u00a0<strong>11%<\/strong> dei morti, di cui fanno parte tutti i lavoratori che guidano un mezzo sulle strade e autostrade.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>industria<\/strong> rappresenta il <strong>5,89%<\/strong> dei decessi sui luoghi di lavoro. Quasi tutti nelle piccole e piccolissime aziende dove non \u00e8 presente il sindacato o un responsabile della sicurezza. Nelle medie e grandi aziende i casi sono molti meno, rileva l\u2019osservatorio, e quei pochi sono quasi sempre lavoratori che operano all\u2019interno dell\u2019azienda stessa ma che non sono dipendenti diretti, bens\u00ec addetti di aziende appaltatrici.<\/p>\n<p>A questo proposito dice\u00a0<strong>Soricelli<\/strong>:<\/p>\n<p>\u201c<em>Le imprese e i sindacati devono accertarsi che questi lavoratori svolgano il loro lavoro in sicurezza e siano tutelati come i dipendenti<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, inoltre, \u201c<em>una miriade di artigiani o di loro dipendenti che perdono la vita lavorando. A questo aggiungiamo anche i poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco che non sono assicurati da INAIL<\/em>\u201c. I morti sul lavoro over 60 sono oltre il 20% del totale, soprattutto in agricoltura, in edilizia e tra gli artigiani.<\/p>\n<p>\u201c<em>Non si possono far svolgere lavori pericolosi a lavoratori anziani<\/em>. <em>Ci sono anche molti giovani ventenni a morire sul lavoro, soprattutto precari che hanno perso la vita nel 2021. Non solo Luana D\u2019Orazio (l\u2019operaia deceduta in un\u2019azienda tessile toscana), ma anche altre decine di giovani che svolgevano lavori pericolosi senza nessuna preparazione. Con il rischio di venir licenziati se avessero avuto da ridire sull\u2019attivit\u00e0 che dovevano svolgere<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Il report evidenzia, infine, che \u201cc<em>\u2018\u00e8 stato un netto calo delle morti tra gli stranieri rispetto agli anni precedenti<\/em>.\u00a0<em>Precedentemente agli anni del Covid, la percentuale era sempre intorno al 10% del totale. Soprattutto marocchini, albanesi e romeni tra i decessi<\/em>\u201c.<\/p>\n<h2><strong>COVID-19 HA \u201cSTRAVOLTO\u201d I DATI DEI DECESSI SUL LAVORO<\/strong><\/h2>\n<p>Vediamo infine quale \u00e8 stato l\u2019andamento durante il Covid, rispetto al periodo immediatamente precedente, il 2019, oggetto delle analisi statistiche. Occorre fare una premessa. <strong>C\u2019\u00e8 una grande differenza tra gli infortuni mortali denunciati e quelli effettivamente accertati<\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<h3><strong>Grafico 4<\/strong><\/h3>\n<div style=\"width: 100%!; margin-top: 4px!important; text-align: right!important;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 105px!important; height: 16px!important; border: none!important; margin: 0!important;\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/made_with_flourish.svg\" alt=\"Made with Flourish\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<p>Nel\u00a0<strong>Grafico 4\u00a0<\/strong>abbiamo riportato l\u2019andamento relativo alle denunce per infortuni mortali sul lavoro (linea blu) e quelli accertati (linea gialla). Gli ultimi due anni, vanno presi con estrema cautela, perch\u00e9 \u00e8 intervenuto il Covid-19. INAIL, infatti, considera i lavoratori assicurati morti da malattia Covid-19 come morti per infortuni sul lavoro. Sui dati del 2020, quindi, incide fortemente la pandemia e i decessi ad essa correlati, pensiamo a quanto accaduto tra gli operatori sanitari e parasanitari. C\u2019\u00e8 stato un aumento dei morti complessivi che passa da 1.205 del 2019 a 1.538 nel 2020 (+27%). Nel\u00a0<strong>2021<\/strong>, invece, il calo dei decessi, \u00e8 probabilmente dovuto alla latenza con cui l\u2019infezione virale tende a manifestarsi in forma letale. Gli incidenti mortali infatti \u2013 evidenzia Eurostat \u2013 sono definiti come quelli che portano alla morte della vittima\u00a0<strong>entro un anno dall\u2019incidente<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>In media, dal 2016 al 2020, sono stati riconosciuti dall\u2019INAIL circa 700 decessi sul luogo di lavoro a fronte di molte pi\u00f9 denunce annuali<\/strong>. Il 57% delle denunce di infortunio mortale pervenute all\u2019INAIL viene effettivamente \u201caccertato\u201d come decesso sul luogo di lavoro dall\u2019ente previdenziale.<\/p>\n<p>Un altro elemento che avvalora l\u2019impatto di Covid-19 sui dati, si evidenzia nel\u00a0<strong>Grafico 5<\/strong>. Balza subito all\u2019occhio, che mentre nel 2020 le denunce di incidenti totali calavano, si registrava un forte aumento di quelle mortali. Che cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"av_section_1\" class=\"avia-section main_color avia-section-default avia-no-border-styling avia-bg-style-scroll avia-builder-el-1 el_after_av_textblock el_before_av_textblock container_wrap sidebar_right\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"template-page content av-content-small alpha units\">\n<div class=\"post-entry post-entry-type-page post-entry-5461\">\n<div class=\"entry-content-wrapper clearfix\">\n<section class=\"av_textblock_section \">\n<div class=\"avia_textblock \">\n<h3><strong><em>Grafico 5<\/em><\/strong><\/h3>\n<div style=\"width: 100%!; margin-top: 4px!important; text-align: right!important;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 105px!important; height: 16px!important; border: none!important; margin: 0!important;\" src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/made_with_flourish.svg\" alt=\"Made with Flourish\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"avia_codeblock_section avia_code_block_0\">\n<div class=\"avia_codeblock \">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<section class=\"av_textblock_section \">\n<div class=\"avia_textblock av_inherit_color \">\n<p><em>*Dati del 2021 sono registrati fino a ottobre<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Per espandere la curva gialla cliccare su quella azzurra per disattivarla<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"after_section_1\" class=\"main_color av_default_container_wrap container_wrap sidebar_right\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"template-page content av-content-small alpha units\">\n<div class=\"post-entry post-entry-type-page post-entry-5461\">\n<div class=\"entry-content-wrapper clearfix\">\n<section class=\"av_textblock_section \">\n<div class=\"avia_textblock \">\n<p>Franco Bettoni, Il presidente di INAIL, ha dichiarato:<\/p>\n<p><em>la pandemia ha fortemente condizionato l\u2019andamento del fenomeno infortunistico nel 2020. Ha comportato la riduzione dell\u2019esposizione a rischio per gli eventi \u2018tradizionali\u2019 e \u2018in itinere\u2019 a causa del lockdown e al rallentamento delle attivit\u00e0 produttive. Ma ha generato la specifica categoria di infortuni per il contagio da Covid-19.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Il Covid19<\/em><\/strong><em>, se da un lato ha ridimensionato il numero delle denunce di infortunio rispetto al precedente biennio, come conseguenza diretta di una diminuzione della circolazione stradale in itinere e delle presenze assolute in azienda (smart working), dall\u2019altro, con la sua letalit\u00e0 \u00e8 riuscito comunque ad aumentare i casi mortali.<\/em><\/p>\n<p>Due settori hanno avuto un comportamento particolare.<\/p>\n<p>Uno \u00e8 il<strong> settore edile,<\/strong>\u00a0che\u00a0<strong>\u00e8 stato uno dei pochi a proseguire la sua attivit\u00e0 per garantire i lavori essenziali. <\/strong>L&#8217;altro \u00e8 quello del<strong> trasporto legato agli acquisti on-line<\/strong>\u00a0che hanno sopperito alla chiusura o alla limitazione delle attivit\u00e0 commerciali. Quest\u2019ultimo \u00e8 aumento moltissimo specie nei periodi di lock-down totale e parziale.<\/p>\n<p>Nel\u00a0<strong>2021<\/strong>, invece, il calo dei decessi \u00e8 probabilmente dovuto alla latenza con cui l\u2019infezione virale tende a manifestarsi in forma letale. Gli incidenti mortali infatti \u2013 evidenzia Eurostat \u2013 sono definiti come quelli che portano alla morte della vittima entro un anno dall\u2019incidente.<\/p>\n<p>Altro dato che dobbiamo tenere sempre a mente. Nei dati INAIL non compaiono gli abusivi,i sommersi e gli operatori di categorie che non ricadono sotto l\u2019ombrello INAIL. Facciamo un esempio sul settore agricolo, quello pi\u00f9 coinvolto assieme all\u2019edilizia nell\u2019incidenza totale dei casi mortali.\u00a0 Secondo un articolo pubblicato su <em>La Repubblica<\/em> il 21 luglio 2022, sarebbero 180.000 i lavoratori irregolari, di cui l\u201985% stranieri. Possiamo solo immaginare quanti sono gli infortuni (compresi quelli mortali) che sfuggono ogni anno alle statistiche Eurostat, Istat e Inail.<\/p>\n<p>Questa non \u00e8 una considerazione di poco conto, se si considera che in Italia, in alcune aree, il sommerso rappresenta il 20% dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Soricelli, ad esempio nella lista del 2022 dei morti sul lavoro regione per regione toglie quelli per Covid e quelli in itinere. Come scrive sul suo portale &#8221; <em>nel conteggio<\/em>\u00a0<em>non ci sono i morti per covid&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Non sono contati neppure i morti in itinere e sulle strade se non autotrasportatori.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Tenete presente che i morti in itinere e sulle strade sono almeno altrettanti rispetto a quelli segnalati qui sotto nelle Regioni e Province. Ma noi preferiamo tenerli separati, perch\u00e9 richiedono altri interventi, che sono diversi da quelli delle morti sul Lavoro. Altri li conteggiano tutti insieme generando confusione tra chi vuole comprendere le reali dimensioni e qualit\u00e0 del fenomeno.<\/em>&#8221;<\/p>\n<h2><strong>I NUMERI DEL 2022<\/strong><\/h2>\n<p>Chiudiamo come abbiamo aperto, con il 2022, con i dati del primo semestre. I dati sono contaminati, come afferma Mauro Rossato,\u00a0<em>Presidente dell\u2019Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre<\/em>.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Il decremento della mortalit\u00e0 rispetto al <strong>2021<\/strong>\u00a0sembrerebbe un dato importante e confortante\u00a0<strong>(-16 %). <\/strong>Tale variazione \u00e8 per\u00f2 fortemente contaminata dalla quasi totale assenza dei decessi per Covid nel 2022 rispetto al 2021.<\/em>\u00a0<em> Lo scorso anno, nel primo quadrimestre, gli <strong>infortuni mortali per Covid<\/strong>\u00a0erano\u00a0<strong>210 su 306<\/strong>. Quest\u2019anno sono solo 6 su 261. Ci\u00f2 significa che gli i<strong>nfortuni mortali \u201cnon Covid\u201d,<\/strong>\u00a0sono passati dai 96 del 2021 ai\u00a0<strong>255<\/strong> del 2022 con un incremento del 166%.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Questo dato, stimato e non preciso a causa delle modalit\u00e0 con cui vengono realizzate le statistiche e validati i dati, evidenzia la rilevante differenza del\u00a0<strong>peso del fenomeno Covid<\/strong> tra il 2021 e 2022. Si spiega cos\u00ec la diminuzione degli infortuni mortali di quest\u2019anno.<\/p>\n<p><em>Sono <strong>364<\/strong>\u00a0i lavoratori che hanno perso la vita da Nord a Sud del Paese\u00a0<strong>nei primi cinque mesi del 2022<\/strong>. Una media angosciante di oltre <strong>due morti sul lavoro al giorno<\/strong>. In netto aumento, inoltre, le denunce di infortunio, che rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno scorso aumentano del 48%.<\/em><\/p>\n<p>Prevenzione e formazione, formazione e prevenzione. Queste le parole d\u2019ordine da ripetere e mettere pedissequamente in pratica. Per i lavoratori, il doversi guadagnare il pane e la dignit\u00e0 non si devono pi\u00f9 trasformare in una tragedia.<\/p>\n<p>Noi di Life81, ci impegnano a seguire la situazione per completare una valutazione complessiva del 2022, che ci auguriamo possa presentare segni positivi di miglioramento.<\/p>\n<p><em>Paolo Conte<\/em><\/p>\n<p><em>Comunicati stampa<\/em><\/p>\n<p><em>Life81<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN RITMO IMPLACABILE DI MORTI SUL LAVORO Qualche giorno fa, avevamo pubblicato un articolo (che trovate\u00a0qui) di sicurezza sul lavoro in tempi di crisi. Si ricordava il 15 aprile 2022, un giorno che verr\u00e0 iscritto come uno dei pi\u00f9 infausti nella tragica conta dei decessi avvenuti nello svolgimento di un\u2019attivit\u00e0 lavorativa, quel giorno i morti sul lavoro furono 4. Ma Il 21 giugno, a distanza di poco pi\u00f9 di 2<\/p>\n<p><a class=\"continue-reading\" href=\"https:\/\/www.article-marketing.eu\/comunicatistampa\/lavoro-quando-4-morti-al-giorno-non-sono-piu-leccezione\/\">Continue reading&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7194,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[369,394,419],"tags":[],"class_list":["post-24351","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-salute-e-benessere","category-servizi","category-tutela-e-denunce"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Morti sul lavoro,4 morti al giorno non sono pi\u00f9 un&#039;eccezione<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Morti sul lavoro, 4 morti in un solo giorno non sono pi\u00f9 l&#039;eccezione. 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