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Tamponi covid, i no vax sempre più aggressivi contro le farmacie

Tamponi covid, i no vax sempre più aggressivi contro le farmacie

Le farmacie forse non avevano messo in conto – o avevano comunque sottovalutato – i rischi che sarebbero derivati dall’essere subito “scese in campo” per assicurare ai cittadini il servizio di effettuazione dei tamponi antigenici rapidi, resi necessari dall’entrata in vigore – lo scorso 15 ottobre – dell’obbligo di green pass anche per entrare nei luoghi di lavoro, fatto decisivo che ha fatto esplodere la richiesta dei test e ha prodotto un vero e proprio assalto agli esercizi dalla croce verde un po’ in tutto il Paese.

Il risultato è quello che raccontano le cronache quotidiane e, ancora meglio, le testimonianze di molti farmacisti sui social: i cosiddetti no vax, ovvero i cittadini che hanno consapevolmente deciso di non vaccinarsi contro Covid, pur contestando in radice l’obbligo del green pass debbono necessariamente procurarselo per lavorare, e non hanno altra strada che quella di sottoporsi ogni due giorni al tampone.
Facile immaginare quale sia il loro spirito al momento di recarsi in farmacia per effettuarlo, trovandosi spesso – come accade –  a dover aspettare a causa delle lunghe code prodotte dalla grandissima richiesta dei test. Secondo molte testimonianze raccolte, proprio le file sono vissute dai no vax come un ulteriore, fastidioso tributo da pagare alla decisione di non vaccinarsi  (che loro definiscono una scelta di libertà, conculcata – insieme al diritto al lavoro – dall’obbligo di green pass) e diventano spesso il pretesto, la miccia che accende le proteste.
Queste, una volta partite, fanno in fretta a trascendere in scalmane varie e in rivendicazioni prive di ogni criterio: da quella molto diffusa di effettuare il tampone senza pagare o pagandolo a prezzo ridotto rispetto ai 15 euro fissati dal commissario Figliuolo, fino alla pretesa ancora più assurda – ma assai frequente – di ottenere il green pass senza nemmeno effettuare il test.

Le scalmane e le rivendicazioni, a loro volta, non ci mettono molto a trasformarsi in vere e proprie aggressioni e minacce. Proprio questa, allo stato, sembra essere la situazione: i no vax, sempre più frustrati ed esasperati da una situazione della quale si ritengono vittime (?), stanno di fatto alzando il tiro, come dimostra  il delirante tweet dei giorni scorsi con le minacce di morte a Marco Cossolo, presidente di Federfarma.
Il timore è che dalle proteste, gli insulti e le  intimidazioni (già molto difficili da incassare e tollerare, per i farmacisti che altro non fanno che rendere un servizio) si possa arrivare a qualcosa d’altro e di peggio, come alcune testimonianze sul campo lasciano presagire.

Paradigmatica quella di Rossella Danise, direttore della Farmacia Internazionale di piazza Barberini a Roma (nella foto a destra), dove – secondo quanto la stessa farmacista haRossella Danise raccontato in un’intervista a la Repubblica qualche giorno fa –  si fanno 200 tamponi al giorno (e tutti vorrebbero farli alle 8 del mattino, prima di andare al lavoro: richiesta ovviamente impossibile da soddisfare): ” Il telefono squilla solo per quello, è un continuo, e sarà sempre peggio, dato che tutti prenotano per più tamponi, così da assicurarseli ogni due giorni”.

Il problema vero, oltre all’aumento delle richieste, sono però  le problematiche legate all’approccio ostile dei soggetti tamponati nei confronti dei tamponi“Ormai non è più un servizio al cittadino”  ha spiegato Danise. “Ci trattano come bestie, si arrabbiano se spieghiamo che non è possibile farlo immediatamente. Ma si andassero a vaccinare… E ci chiedono pure gli abbonamenti”.

La farmacista  romana e le sue colleghe lavorano ormai in un clima di paura, dopo che – nel giorno della manifestazione contro il green pass svoltasi nella Capitale due settimane fa e caratterizzata da disordini, lancio di fumogeni e bombe carta, cori e scontri con le forze dell’ordine –  i no vax “hanno tentato di aggredire la nostra infermiera.
Ci siamo rinchiuse qui dentro mentre ci urlavano di tutto” 
 ha raccontato Danise. Ci accusavano di essere ‘parte del sistema’, a noi, che siamo solo lavoratori.
A piazza San Lorenzo in Lucina, poco distante da qui, hanno persino distrutto il gazebo. È gente disposta a tutto e sempre più pericolosa”.

Andrea Cicconetti Presidente Federfarma RomaAconfermare il clima difficile nel quale sono costrette a operare le farmacie è lo stesso presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti (nella foto), in un’intervista a TgCom di venerdì scorso dove si fa riferimento a una serie di aggressioni. “C’è una minoranza che quando viene a fare il tampone protesta e minaccia” afferma Cicconetti, che pur manifestando preoccupazione per le minacce ricevute dal presidente nazionale Cossolo, ribadisce la ferma determinazione a “sposare la linea di Federfarma nazionale, che è quella di spingere tutti i cittadini che non l’abbiano fatto a vaccinarsi”.

Lo stesso Cossolo conferma la linea, tagliando corto sulla minaccia via Twitter dei giorni scorsi: “Direi che sono dichiarazioni incommentabili e non intendo commentarle” afferma il presidente di Federfarma sempre ai microfoni di TgcCom“Dico semplicemente che non ho preso in giro nessuno nel merito, ho sempre e solo invitato i cittadini a entrare in farmacia per fare i vaccini, e non i tamponi. E rispetto a questa convinzione non arretro di un millimetro”.

Cossolo, dunque, ribadisce la piena adesione alla richiesta rivolta alle farmacie nei giorni scorsi dal commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, ovvero fare “opera di persuasione” nei confronti dei cittadini renitenti e resistenti alla vaccinazione, affinché decidano finalmente di immunizzarsi. Ma – al netto dell’impegno che certamente le farmacie (come confermato da Cossolo e Cicconetti) ci metteranno – è  ragionevole ritenere che se qualche italiano “indeciso” potrà forse essere convinto a vaccinarsi, le schiere di chi è pregiudizialmente ostile e contrario al vaccino non si lasceranno convincere: da che mondo è mondo, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Il problema, dunque, sarà impedire che da questa minoranza di irriducibile antagonismo sanitario (purtroppo non proprio non residuale) arrivino problemi per la sicurezza delle farmacie, di chi vi lavora e dei cittadini che ogni giorno le frequentano. Ed è un problema del quale chi di dovere deve farsi subito carico.

FONTE: rifday.it
IMMAGINE: pixabay.com (elaborazione)

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