Usura: un fenomeno dilagante e ancora poco conosciutoIl 21 settembre si è tenuto a Roma la prima giornata nazionale NO USURA DAY, promossa da Sos Impresa e Confesercenti con Avviso Pubblico, Strozzateci Tutti, Cittadinanzattiva. Questa piaga sociale oggi in Italia ha un giro d’affari che si aggira intorno ai 20 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal rapporto dell’associazione ‘Sos impresa presentato poche settimane fa. Secondo quanto emerge da questo rapporto i commercianti vittime di usura si concentrano prevalentemente nelle regioni di Campania, Lazio e Sicilia. In totale sono oltre 600mila le persone vittime dell’usura, a cui vanno aggiunte altre 15 mila persone immigrate. Sempre in questo rapporto si nota che a monte di questi dati le denunce sono poche. In particolare dal 1996, quando e’ stata introdotta la legge 108 (la legge antiusura), si assiste a un calo sistematico e inarrestabile del numero delle denunce. Nel periodo 92/96, cioè prima dell’approvazione della legge n. 108, il numero delle denunce era di 1250 denunce per anno: il 360% in più rispetto a prima. Nel periodo 97/2001, primo periodo della legge, il numero delle denunce scende a 1040/1050: il 17% in meno. Tra il 2001e il 2005, le denunce sono state 760/780 in un anno: il 26,4% in meno.In questo periodo di forte crisi ancora sulle spalle di moltissime famiglie ed imprese, la richiesta di prestiti aumenta, così come il rischio di cadere vittime dell’usura. Secondo le analisi Eurispes, pubblicate nel rapporto ‘L’usura: quando il credito e’ nero infatti, ben il 25% degli italiani conosce da molto vicino il fenomeno dell’usura. Il 25.2% del campione intervistato conferma di conoscere persone che si rivolgono ad usurai per ottenere prestiti. Nel Mezzogiorno il 30.7% del campione conosce persone che hanno fatto ricorso a prestiti usurai seguite dal Centro Italia con una percentuale che si attesta al 29.1%. Soffrono in particolar modo le famiglie, piccoli commercianti strozzati da una crisi che non sembra dare tregua: da quanto emerge dal rapporto Eurispes, il ‘28,6% delle famiglie non ha un reddito mensile tale da consentirgli di arrivare alla fine del mese; il 42,9% può sostenere economicamente le proprie esigenze di consumo solo utilizzando i propri risparmi; il 23,3% e il 18,1% delle famiglie, rispettivamente, dichiarano difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo e del canone di affitto. Una panoramica generale indica un elevato rischio legato ai prestiti usurai in Calabria e Campania, mentre sono a rischio usura ‘Medio’ le regioni del Centro Italia come Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Rischio usura praticamente inesistente di moltissime province del Nord Italia, primato a Trento e Bolzano.Si può migliorare la situazione se l’approccio al fenomeno usura non è solo di tipo repressivo ma anche di tipo culturale riguardo soprattutto a un cattivo uso del denaro che favorisce il fenomeno usura. La legislazione italiana è intervenuta in maniera efficace con la legge 7 marzo 1996, n. 108 che ha successivamente favorito la promulgazioni di leggi anche a livello regionale come nel caso della Toscana. All’interno di questa legge gli articoli 14 e 15, dettano le linee principali per quanto riguarda gli aiuti nei confronti di chi cade nella rete dell’usura. Ma cosa significa essere a rischio usura? Chi per esempio vive con 1500 € al mese e contrae un debito e a causa di questo non riesce a sopravvivere ed è costretto a tagliare rispetto ai primari bisogni e avendo contratto un prestito, non riesce a rimborsare il debito. Di conseguenza viene considerato “sopra indebitato” ma in base all’ articolo 15 della legge 108 ha la possibilità di attingere al fondo messo a disposizione delle Fondazioni antiusura. Un requisito importante per avere accesso al fondo antiusura è quello di avere una seria prospettiva di essere sottratti all’usura. Questo elemento si può collegare a quei casi che se anche hanno fatto richiesta al fondo antiusura, continuano a indebitarsi a causa di spese superflue rispetto alle loro possibilità per cui non esiste una seria prospettiva di essere sottratti all’usura e quindi non si potrà accedere ai fondi messi a disposizione dalle Fondazioni. Queste organizzazioni che ricevono gli euro dallo Stato, versano questo denaro alle banche le quali erogano prestito a tassi agevolati attraverso la stipula di una convenzione con la Fondazione. La banca usa la garanzia della Fondazione antiusura per l’erogazione dello stesso. In agguato ci sono organizzazioni che attraverso finanziarie, commercialisti, professionisti, ecc., offrono finanziamenti ad altissimo interesse sia ai singoli sia a piccole e piccolissime imprese. Infine, c’è l’usura della criminalità organizzata che utilizza questo strumento per riciclare denaro sporco ed estendere il proprio controllo sul tessuto economico e produttivo. Sono professionisti che quasi legalmente ti tolgono il futuro attraverso l’acquisizione delle attività imprenditoriali che contraggono un debito poi divenuto insolvibile, fanno la proposta di acquisto della stessa. Il riscatto degli usurati inizia nel denunciare per tutte le tipologie di usura perché questa ha la caratteristica di poter rovinare per sempre l’esistenza e mettere una seria ipoteca sul proprio futuro sia lavorativo che familiare. In questo baratro cadono soprattutto persone fragili ipnotizzati dalle sirene del consumismo e vivono per l’avere senza considerare i loro effettivi bisogni primari che vengono meno rispetto all’acquisto e consumo di beni voluttuari. L’usura è un problema complesso che coinvolge non solo la vittima ma anche tutta la comunità che senza un lavoro di sostegno e di rete, potrà difficilmente fare argine a questo problema sociale. E’ la conseguenza devastante di un sistema malato che la favorisce principalmente trasformando le persone in oggetti e non in soggetti. Non esiste poi un sistema bancario vicino davvero alla vita delle persone anche a causa delle condizioni imposte dal Basilea 2 il quale basandosi su parametri standard, non ha il polso di situazioni locali molto articolate e particolari per cui un minimo debito di un piccolo imprenditore o commerciante, non può avere il soccorso di un istituto di credito perché chi lo contrae, è uscito dai parametri molto stretti del Basilea 2. Una volta i direttori di banca vivevano nella realtà locale ed avevano molta autonomia nell’erogazione di prestiti. Oggi purtroppo chi per varie ragioni ha una attività imprenditoriale ed a causa di un investimento sbagliato si indebita con facilità, cade nelle mani di personaggi senza scrupoli.Fabio Ceseri8/10/10
Dai rom che non pagherebbero il biglietto dell'autobus ai soldi…
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