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IMPORTARE I FILES VIDEO DALLE REFLEX DSLR – 2 di 2

Ecco la seconda (ed ultima) parte di questo tutorial che ha riscosso grandissimo successo, almeno a giudicare dal numero di visite rilevate dal google. A questo link potete trovare la prima parte. Grazie a tutti.

WORKFLOW 2 – Conversione indiretta

Innanzitutto: perché due workflow? In fondo, la procedura descritta nella scorsa lezione non presenta problemi di sorta o falle operative. I video footage sono convertiti in formati di ottima qualità, vengono direttamente riconosciuti ed immagazzinati nel sistema, sono facilmente fruibili e rintracciabili. Perché dunque, cercare una strada diversa?

Queste sono le domande che mi fanno i colleghi quando parliamo di questo argomento. La risposta alle loro domande sta tutta nella premessa che qui abbiamo fatto. Premessa, lo ricordo, non di poco conto. Con la diffusione delle camere tapeless, TUTTO il processo di lavoro è diventato digitale, per cui in ogni step della produzione occorre accertarsi di aver compiuto i giusti passi per non trovarsi all’interno di un collo di bottiglia da cui non si può scappare.

Nel lungo articolo sul backup si sono sciolti tutti i nodi relativi allo storaggio; per quanto riguarda l’importazione, invece, occorre aggiungere un altro tassello. Questo tassello è relativo alla conservazione dei footage originali.

Quando si è terminato di girare, i footage esistono soltanto all’interno della card di lavoro. Non ci sono cassette, pellicole, bobine, sistemi di conservazione che permettano di ritrovare quei dati una volta manipolati o perduti. Nella (spero) piccola distanza che separa il set dagli hard disk di archiviazione, i footage sono esposti a qualsiasi incognita; per questo occorre duplicarne subito il contenuto, così da avere almeno due copie dello stesso girato.

Ma – domando io – se converto direttamente i files dalla card al computer, come recupero i files originali?

La questione, apparentemente stupida, passa quasi inosservata. Si pensa sempre che – convertendo i files video nei fantastici codec Apple – ogni problema sia risolto. Invece rimangono scoperti almeno due passaggi all’interno del workflow. Per questo io sono solito procedere attraverso una conversione “indiretta”. I due punti scoperti che ho accennato poco sopra sono:

1. La possibilità di mantenere e conservare i footage originali

2. La possibilità di trasformare i files originali, adattandoli a formati diversi o più performanti degli attuali, già presenti sul mercato oppure che saranno progettati in futuro

Importare-correttamente-files-video-canon-reflex-final-cut-proRiguardo al primo punto, c’è poco da dire. Quando si converte direttamente i footage dalla card, si smarriscono per sempre le riprese nei formati originali. Questo può apparire un problema marginale se visto nell’ottica del piccolo o medio produttore video (filmmaker amatoriali o locali, matrimonialisti ecc.) ma è del tutto inopportuno quando si ha a che fare con case di produzione di spessore nazionale o internazionale. Le case di produzione sono tassative: i footage vanno consegnati nei formati nativi: ci penseranno loro, e le loro editing crew a fare le conversioni necessarie in fase di post- produzione. Continua al lettura: http://www.thomasgraziani.com/tutorial/importare-i-files-video-dalle-reflex-dslr-2-di-2

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