Studiare all’estero: una decisione presa da un numero sempre più crescente di studenti. Cosa spinge gli studenti di tutto il mondo ad emigrare? Questa migrazione studentesca colpisce infatti gli universitari di tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Turchia, dall’Italia alla Spagna. Il famoso detto “tutto il mondo è paese” sembra rappresentare correttamente la situazione attuale. Le opportunità che i giovani studenti italiani hanno di studiare all’estero sono tantissime: utilizzando un servizio specifico come il Cerca Master puoi consultare un elenco di master tra cui trovare quello adatto a te.Vorrei citare un articolo di Luigi Offeddu uscito un mese fa su Corriere.it, che offre una panoramica interessante sull’argomento. L’articolo si apre con un aforisma di Milan Kundera “La vita è altrove”:
«La vita è altrove», diceva Milan Kundera lo scrittore. La vita è altrove, hanno detto i 2,4 milioni di studenti europei che negli ultimi vent’anni se ne sono andati a studiare per pochi mesi o pochi anni in un Paese diverso dal proprio, raddoppio secco dal 1980 a oggi: 200 mila in viaggio solo l’anno scorso, per i progetti Erasmus o Leonardo dell’Unione Europea (8,7% in più rispetto al 2009), ma anche 30.500 espatriati per frequentare stage nelle imprese (aumento del 50%). E decine di migliaia di altri per gli accordi bilaterali fra Stati e università, compresi i molti finiti in Giappone, negli Usa, in Cina o in Australia. Come gli studenti dell’università di Parma – ingegneria gestionale – che partecipano a una classe internazionale fra Spagna e Usa, o quelli che trascorrono a Tokyo 4 mesi di corso linguistico e poi 8 mesi di stage in un’azienda, sponsorizzati dal ministero dell’Economia giapponese; o ancora quelli che vanno a studiare per un anno il design o le energie rinnovabili in Finlandia, invitati dal governo di lassù.
Dall’analisi della documentazione fornita dal commissario europeo alla cultura, Androulla Vassiliou, Offeddu identifica le principali spiegazioni del fenomeno:
“prima il crollo del Muro, certo (la Polonia, da cui 20 anni fa non usciva quasi nessuno, oggi è in testa alle classifiche per il numero di studenti «espatriati»); poi la globalizzazione digitale, lo tsunami di Internet; e sulla scia di tutto ciò, la semplice scoperta che un passaporto può regalare cultura, snebbiare la testa.”
“Un passaporto può regalare cultura, snebbiare la testa.” È questo quindi che spinge i giovani universitari a studiare all’estero. La ricerca di un’esperienza di vita che li aiuti a crescere, che apra loro una finestra sul mondo, che li renda partecipi di una cultura universale e multietnica. Un’esperienza di valore sia dal punto di vista formativo sia da quello umano. L’opportunità di conoscere stili di vita diversi e creare una rete di amicizie e di ricordi che li facciano sentire cittadini del mondo.
Se vuoi leggere tutto l’articolo di Luigi Offeddu lo puoi trovare qui: “Se il prof dice agli studenti: andate a studiare all’estero”.
E tu, stai pensando di studiare all’estero?
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