Può un figlio avere lo stesso destino del padre? Evidentemente sì se si tratta della famiglia Lee. Due uomini uniti nella stretta della morte; due draghi attorcigliati al simbolo di Plutone. L’inferno ha bussato per la seconda volta è ha preteso che venisse pagato il resto. Una maledizione? Certamente una buona storia per scrivere un romanzo dalla trama accattivante, incalzante, misteriosa. Roba per il cinema o la TV ma vera maledettamente. Una buona storia che si rispetti potrebbe cominciare dalla fine, magari con un Corvo. Tremate perchè dinnanzi al potere del simbolo noi siamo solo testimoni inermi; un progetto incomprensibile e forse duro da accettare. Questa è una storia vecchia, antica e affascinante che affonda le sui radici nello zoroastrismo. Persia, territorio pre-islamico. Una nuova religione si affacciava per rapire gli animi dei fedeli. Tra dualismo e monoteismo si rincorrevano i simboli archetipici delle ali di un corvo: l’animale benefico e puro che dissipava la corruzione scrutava la gente dall’alto. Il corvo era un animale associato alla saggezza, alla preveggenza, alla lungimiranza ma aveva un altra facciata oscura: rappresentava la morte e la distruzione. Nella mitologia greca era messaggero del dio del Sole e veniva collegato a Crono (tempo), Atena ed Esculapio. Sinonimo di sventura e morte perchè predisse la morte di Platone e Cicerone. Animale magico, medicamentoso, soprattutto gli occhi. La nostra storia dunque comincia con un Corvo e con un rito legato agli occhi di esso. Nella Persia dimenticata dal tempo, l’uomo annegava nel simbolo che è giunto a noi intatto: ci ha solo ricordato della sua esistenza segnando la vita di Brandon: un uomo e un destino beffardo, infame, difficile da digerire. Lee era figlio del grande Bruce, un fardello troppo pesante da portare sulle spalle: doveva scontrarsi con la dura realtà e sopportare il fatto di essere paragonato a suo padre e oggi anche nella morte. http://alramiastrologo.blogspot.com/2011/04/brandon-lee-il-figlio-del-drago-un-caso.html
Questi sono i grafici astrologici di Brandon e Bruce Lee. Come non notare immediatamente la pesante eredità? Brandon ha Marte, Plutone e Urano nell’8^ casa, quella legata appunto alla morte e allo scorpione. Bruce invece aveva 4 astri nello scorpione. Poi entrambi con Plutone in ottava casa: la morte misteriosa. I due condividevano il pianeta del genio e della metamorfosi: Nettuno dominava sul medio cielo infondendo quell’aria inafferrabile e irraggiungibile tipica di una star. E poi ancora entrambi col Sole in prima casa: un forte protagonismo e la passione per la recitazione. Brandon con tanti astri nell’acquario aveva ereditato dal padre caratteristiche equivalenti e intercettate nell 11^ casa. Tra i due vi era un legame superiore; un legame che potremmo definire atavico, karmico; possiamo utilizzare qualsiasi termine, anche di pura fantasia per descrivere queste spaventose “coincidenze”. La IV^casa, quella dei genitori, mostra Giove potente: la forza benevola del padre così famoso e prestigioso ma anche il peso di un genitore troppo ingombrante. Fortunatamente a dispetto del padre Brandon non era affatto sprovveduto: Mercurio in aspetto armonico a Urano oltre a permetterli un ottima intelligenza, ha dato gli strumenti opportunistici per sfruttare al meglio ogni opportunità; e con metodica pignoleria (Marte in vergine) si è creato un nome nell’Olimpo delle celebrità divenendo egli stesso un mito. Più paziente, meno impulsivo del padre, con l’ascendente capricorno sapeva quello che doveva fare con serietà e costanza. ma il corvo doveva bussare alla sua porta e giunse un’importante e decisiva proposta di lavoro: doveva rappresentare se stesso sul palcoscenico della vita e del cinema: realtà e finzione si poterono così incastrare per sigillare un copione scritto dal destino.
Tags: Al Rami, astrologia, Brandon Lee
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