Il settore manageriale richiede da sempre ai suo componenti spiccate doti di adattamento e aggiornamento delle proprie competenze, se infatti il percorso di rinnovamento non comincia in primis dai vertici aziendali, il rischio di incorrere in un economia stagnante e incapace di svilupparsi diventerebbe altissimo.Ne sanno qualcosa gli executive head hunter che, occupandosi del recruiting delle figure executive, devono necesariamente conoscere le competeneze e le doti più adeguate a dirigere un’impresa nell’attuale contesto economico; sanno altrettanto bene che, data la volubilità del contesto stesso, queste caratteristiche vanno modificandosi molto rapidamente.Questo discorso vale soprattutto per periodi di crisi come quello attualmente in corso, in cui, reagire con prontezza trovando nuove soluzioni e vie percorribili risulta l’unica possibilità per uscire dal momento nero dell’economia mondiale.L’evoluzione della mentalità e delle competenze della classe dirigente riguarda peró anche questioni più profondamente radicate nella cultura stessa di ogni singolo paese, in Italia ad esempio il numero di donne presenti nei Cda aziendali risulta ancora decisamente inferiore rispetto a quello di altri paesi, ma l’esigenza di mantenersi al passo con i tempi ha portato a notevoli iniziative in merito a questa problematica.Le quote rosa nei CdaE’ stato approvato al senato il disegno di legge relativo all’introduzione delle “quote rosa “ nelle società quotate e a partecipazione pubblica, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2015 una presenza femminile nei consigli di aminstrazione pari al 30%.Per quanto l’intento sia dei migliori e condivisi da tutti, restano perplessità sulla via scelta per arrivare ad una effettiva parità sul posto di lavoro, soprattutto a livello manageriale.Sono molti infatti coloro che ritengono che questo sia un problmea prima di tutto culturale, e che in quanto tale occorre intervenire proprio su questo aspetto. Imporre per legge la presenza femminile nei Cda, secondo alcuni, significa sminuire le capacità delle donne manager, che potrebbero ricoprire quella carica per merito e non per un privilegio acquisito per legge.E’ altrettanto vero peró che un cambiamento culturale di questa portata sia quasi impossibile senza un deciso primo passo avanti come quello che si sta per compiere; infatti, sebbene per un’imposizione di legge, questo porterà ad un maggiore coinvolgimento delle donne nell’ambito manageriale e potrebbe l’occasione giusta per aprire gli occhi sulle loro capacità e su quanto, spesso, la mancata parità sessuale porti alla perdita di risorse umane di grande valore e competenza. Un privilegio acqusito per legge potrebbe infatti rivelarsi un primo importante passio la costruzione di un sistema propriamente meritocratico, senza differenze salariali o di posizone tra i due sessi; si tratta infatti di un problema che, seppure spesso poco trattato, riguarda la maggior parte delle imprese, e che proprio perchè radicato nella cultura del paese, spesso non viene considerato con l’importanza che meriterebbe.
Tags: dirigente, executive, manager
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