Le stufe a pellet sono una novità nel mercato del riscaldamento e stanno rapidamente prendendo piede in questi ultimi anni. La “novità” sta nel fatto che finalmente è possibile bruciare legna in modo totalmente automatizzato. Queste stufe sono macchinari piuttosto versatili, la maggior parte sono autosufficienti per quanto riguarda l’accensione che è controllata tramite termostato o con un timer orario. Alcuni modelli sono dotati anche di un telecomando per comunicargli comandi da remoto. I modelli più moderni sono stati dotati anche di una vera e propria centralina di controllo che oltre ad occuparsi del ciclo di funzionamento provvedono anche a gestire la sicurezza con test diagnostici. Generalmente il pellet brucia in maniera molto pulita e crea solo una leggerissima cenere che vola via attraverso la canna fumaria senza lasciare residui. La quantità di cenere prodotta è inversamente proporzionale alla qualità del pellet utilizzato, un pellet scadente produrrà cenere in quantità e viceversa. Contrariamente a quanto avviene con i modelli a gas gli utilizzatori di stufe a pellet devono essere consapevoli che questi apparecchi necessitano di una notevole manutenzione, in particolare con cadenza massimo settimanale sarà necessario fare un’ottima pulizia del cassetto della cenere e soprattutto del vano dove avviene la combustione. La mancanza di manutenzione potrebbe causare gravi danni alla stufa e anche generare problemi di sicurezza.In rari casi le stufe a pellet possono bruciare anche combustibili a biomassa diversi quale mais o segatura che andranno mescolati nella giusta percentuale con il pellet. Un’altra particolarità delle stufe a pellet, in cui differiscono da quelle a legna, è che non necessitano di una classica canna fumaria : il tiraggio dei fumi di scarico infatti non è naturale ma forzata per mezzo di un potente ventilatore. Questo ventilatore provvede ad accelerare la combustione e ad espellere i fumi. In ogni caso è consigliabile che la canna abbia una certa altezza ed abbia meno curve possibile per creare un certo tiraggio naturale che aiuti i fumi ad uscire in caso di mancanza di corrente. Nel caso in cui non esista una canna fumaria preesistente un modo per crearne una velocemente sarà quello di far passare un tubo dalla stufa orizzontalmente attraverso il muro e poi farlo correre verticalmente fino al sottotetto. Una ulteriore accortezza nel montaggio della stufa sarà quella di creare una presa d’aria esterna per l’aria comburente, questo è necessario soprattutto per le abitazioni recenti in cui gli infissi sigillano molto bene.Veniamo al combustibile : il pellet, esso viene prodotto riducendo il legname in segatura, questa successivamente viene compressa in piccoli cilindri della grandezza di alcuni millimetri. Non c’è bisogno di utilizzare nessun collante (a meno che il pellet non sia di pessima qualità) in quanto la legna contiene già in se una sostanza collosa che si chiama lignina. Naturalmente la maggior parte del pellet viene prodotto utilizzando semplicemente gli scarti della lavorazione del legno e rappresenta quindi un sistema intelligente di risparmio.
Tags: biomassa, riscaldamento, stufe a pellet
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