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L’aglio e le sue incredibili proprietà

L’aglio, Allium Sativum, di cui si usa il bulbo, è famoso sin dall’antichità per le sue particolari e speciali proprietà. Il suo principio attivo più importante e rappresentativo è l’allicina, che non si riscontra nel bulbo integro, ma si forma quando gli spicchi che lo costituiscono – detti bulbilli – vengono tagliati, masticati o altrimenti triturati. Si afferma che possa prevenire il raffreddore, l’influenza, la tubercolosi, la bronchite e anche le malattie cutanee. Sembra che riduca il rischio di malattie cardiache e tumori. Gi è attribuita inoltre anche la proprietà di rafforzare in modo naturale il sistema immunitario. Anche se alcune di queste storie si sono rivelate solo delle leggende, molti ricercatori stanno scoprendo che le qualità medicamentose dell’aglio sono maggiori di quanto possa sembrare. Ma le sue vere qualità quali sono? E’ usato contro la glicemia e l’ipertensione, e in effetti l’odoroso bulbo è considerato uno dei più potenti anti-ipertensivi che cresca spontaneamente in natura, perché agisce come vasodilatatore delle piccole arterie.
Alcuni studi clinici effettuati confermano l’efficacia dell’Aglio nelle situazioni di ipertensione lieve, per intenderci, quella i cui i valori della minima sono compresi tra 90 e 99 e quelli della massima tra 140 e 159. L’assunzione di aglio con costanza porta a una riduzione della pressione sistolica sanguigna mediamente di oltre il 7%, per apertura dei canali degli ioni potassio e chiusura dei canali del calcio (azione calcioantagonista) nella membrana delle cellule dei muscoli lisci vascolari con conseguente vasodilatazione. Delle ricerche condotte sull’uomo hanno evidenziato una buona azione ipolipemica (cioè riduzione di colesterolo e trigliceridi) della polvere d’Aglio; le analisi hanno infatti confermato una riduzione della colesterolemia mediamente del 15%. Diminuisce l’aggregazione piastrinica mediamente di circa il 30%, che è complice delle occlusioni vascolari trombotiche, aumenta l’attività fibrinolitica, favorendo la regressione delle placche. La fibrinolisi porta alla dissoluzione della fibrina favorendo quindi la ricanalizzazione, quindi la riapertura del vaso sanguigno, che precedentemente era occluso dal coagulo. Per i motivi sopra elencati, aiuta a combattere efficacemente l’aterosclerosi e ad abbassa il tasso di zuccheri nel sangue (glicemia). L’allicina contenuta nell’aglio ha evidenziato un’ampia attività antisettica nei confronti dei batteri gram positivi e gram negativi favorendo anche un potenziamento del sistema immunitario. E’ infatti un valido antibiotico da utilizzare soprattutto nei casi i cui la flora batterica intestinale sia stata alterata da altre cure precedenti. Ma a differenza degli antibiotici sintetici, l’aglio – mentre si occupa dei batteri patogeni – non solo non attacca la flora batterica saprofita, ma ne favorisce addirittura il ripristino. Degli studi specifici hanno documentato, con esperimenti fatti in vitro, un’azione antagonista nei confronti:

  • dell’Helicobacter pylori, che concorre a causare l’ulcera e il cancro allo stomaco;
  • un’attività antivirale nei confronti dell’Escherichia coli;
  • dello Staphylococcus epidermidis;
  • della Salmonella typhi;
  • una decisa attività antiparassitaria e antielmintica (ascaridi ed ossiuri, i vermi e i parassiti dell’intestino);
  • una apprezzabile attività antimicotica.
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Sono state altresì documentate proprietà neurotoniche in grado di migliorare la performance cognitiva e favorire i processi di memorizzazione. L’aglio possiede discrete proprietà antiossidanti anche se probabilmente inferiori a quelle esercitate dalla vitamina E. Per avere questi benefici, però, è necessario assumere una dose media giornaliera che va dai 2 ai 5 g di bulbi di aglio freschi, in grado di assicurare una liberazione di allicina pari a 20 mg. Come sappiamo, l’effetto collaterale più fastidioso è dovuto all’alito pesante, poiché è proprio la molecola curativa dell’aglio che provoca il suo odore tipico. Per ovviare a questo problema, prima di lavarsi i denti è bene masticare della salvia, del prezzemolo o meglio della menta. Oppure, assumerlo nella sua forma più efficace: cioè l’aglio liofilizzato, soprattutto alla luce di una recente scoperta australiana che ne evidenzia l’efficacia. Anzi secondo la ricerca è proprio quello liofilizzato, l’aglio migliore per ridurre la pressione arteriosa. Anche per questo motivo viene raccomandata l’utilizzazione di polvere granulata in capsule gastroresistenti, che prevengono anche l’alito cattivo provocato dal suo consumo. Molte erboristere, anche on line, vendono capsule di aglio liofilizzato caratterizzato da elevati standard qualitativi. Per quanto assumerlo? Normalmente per almeno 60 giorni, anche se viene consigliato un periodo di 90 giorni. Come tutti gli alimenti esistenti al mondo, anche questo presenta delle controindicazioni, tra le quali, l’allattamento e la gravidanza. L’assunzione di dosi elevate può portare nausea, vomito e diarrea. Ed inoltre è sconsigliato assumere aglio insieme a farmaci anticoagulanti/antiaggreganti piastrinici e calcioantagonisti, vitamina E. Per oggi è tutto, continua a seguire il mio blog e ti accorgerai di come sarà facile e divertente prenderti cura della tua salute. A presto, Ermes. Puoi leggere anche altri articoli su www.fitoterapiablog.it

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