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Metodo di studio: la creatività

Metodo di studio: la creatività

In questo articolo ti spiego cosa sia la creatività e perchè è importante nel metodo di studio.

La creatività è un aspetto fondamentale della nostra vita.
Quello che ti insegnerò potrebbe essere fondamentale per il tuo apprendimento, qualsiasi sia il campo della tua vita, ma, molto più importante, potrebbe fare la differenza nella tua vita. Lo so che ti sembrerà impossibile, ma continua a leggere e vedrai di cosa ti voglio parlare.
Se hai già letto l’ebook “Come studiare un testo”ti ricorderai l’importanza che
svolgono i due emisferi nel nostro cervello.
I due emisferi sono collegati tra di loro, sennò non potresti compiere un operazione elementare come allacciarsi le scarpe. L’emisfero sinistro controlla la parte destra del corpo, tratta le informazioni in ordine logico, analizza, valuta, critica.
Che lavoro farà una persona che ha sviluppato tendenzialmente l’emisfero sinistro?
L’ingegnere, il matematico o comunque un lavoro che necessità molta logica.
L’emisfero sinistro pensa per immagini, visualizza, è sede delle attività artistiche, il
disegno, la pittura. Una persona che avrà esageratamente sviluppato l’emisfero destro,
che lavoro farà? Il pittore. Ma che differenza c’è tra un Dalì, un Picasso e il pittore di
strada. O tra un calciatore normale e un Maradona, un Pelè o un Platini.
La risposta è semplice: hanno un giusto mix tra logica e creatività.
Nel prossimo articolo ti spiegherò meglio come è importante la creativà nel metodo di studio. Ora ti faccio un esempio divertente che ti illuminerà. Prendi due persone: Carlo,
ingegnere e Carletto, bambino irrequieto. Li chiudi dentro una stanza totalmente
bianca e dai loro un pennarello. Cosa faranno?
Carlo??? Non farà niente. Si metterà forse a dormire. Magari avrai pensato che si
mette a fare i progetti col pennarello. Ma hai pensato a quello che potrebbe pensare
quella persona di Carlo che si mette a scrivere su muro. Le due paure più grosse che
abbiamo è la paura del giudizio e del fallimento. Ne parleremo sull’ebook riguardante
l’importanza dell’ autostima.

Carletto??? Per Carletto è l’apoteosi del divertimento, mi mette a imbrattare tutto il
muro, si sporca e si diverte. Poi il pennarello non scrive più, ma Carletto ha visto
Starwars e il pennarello diventa una spada con il laser, o ha visto l’autoscontro e il
pennarello diventa una macchina.
Probabilmente avrai già capito quello che ti voglio dire, però con questo esempio sarà
tutto molto più chiaro.
Immaginiamo una giornata di lavoro pesante (forse per te non è difficile immaginarla,
magari la vivi tutti i giorni!), torno a casa stanco, dopo una giornata di lavoro, cosa
faccio?
La scena è questa: mi metto le pantofole, leggo il giornale sulla poltrone, mi rilasso il
cervello e nessuno può disturbarmi.
C’è Carletto che ha aspettato tutto il giorno suo papà e appena torno vuole giocare.
Hai già visto una scena del genere? Probabilmente sì.
“Papà, papà, giochiamo?”
e noi “aspetta 5 minuti, leggo il giornale e poi giochiamo”
Secondo voi un bambino avrà la concezione dei 5 minuti? Assolutamente no.
Dopo 1 minuto (forse di meno?) si avvicinerà con il pennarello e farà “MUOM” (il
verso della macchina che sfreccia, secondo me non si capisce, ma ora sai cosa
intendevo).
Sposto il giornale e dico: “ti ho detto aspetta 5 minuti!”
Carletto dopo 1 altro minuti ci salterà addosso dicendo e dai papà giochiamo.
E la risposta?
“Basta Carletto, ti ho detto aspetta 5 minuti”… e poi “Non lo vedi che non è una
macchina, ma un pennarello! Cresci” (peccato che è ancora piccolo!)
E al piccolo Carletto gli arriverà una mazzata (a Roma si dice una tramvata) tra capo
e collo. E poi il colpo di grazia “li hai fatti i compiti!”

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