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Introduzione al SEO per chi ancora non sà cos’è

Con il sempre maggiore sviluppo del web si sente sempre più spesso parlare di Search Engine Optimization, più comunemente di SEO, la sua abbreviazione rapida.
Ovviamente chi è nel giro della pubblicità e degli affari on-line avrà un idea piuttosto chiara di cosa si tratti, tuttavia chi non fa parte di questa cerchia di persone, oppure chi si stà affacciando a questa realtà potrebbe avere le idee confuse.

Il SEO è un procedimento attuo a indicizzare e migliorare la posizione sui motori di ricerca, con particolare attenzione a Google, che è il vero obiettivo dei pubblicitari in quanto, da solo, ha un numero di utenti giornalieri molto superiore a quelli di tutti gli altri motori di ricerca sommati assieme.

Il posizionamento sul motore di ricerca può avvenire anche in modo automatico, ad esempio un sito online da molti anni e sempre aggiornato verrà preso in alta considerazione sia per la sua anzianità sia perchè dimostra di essere un sito vivo. Tuttavia questo procedimento è assai lento e certo chi punta su rapidi risultati non può affidarcisi.

I metodi di ottimizzazione professionali, quindi, si basano su altre caratteristiche prese in esame da Google che però, ricordiamo, cambiano costantemente, facendo si che i webmasters debbano essere sempre aggiornati.

I motori di ricerca fanno affidamento, per stilare la loro “classifica” alle seguenti caratteristiche.

  1. Metadati, cioè metakeyswords e metadescription, che in parole povere sono le parole che il motore di ricerca userà per “trovare” la pagina in questione e la descrizione che apparirà quando essa verrà visualizzata nel motore di ricerca dall’utente. Una pagina senza metakeys sarà semi-invisibile ai motori di ricerca, una con una cattiva descrizione avrà invece un basso punteggio di qualità.
  2. Link in entrata verso il sito web, cioè quanti più saranno link esterni che puntano al sito in questione, tanto più il sito verrà considerato “autorevole” e degno quindi di posizioni più alte. Non è tuttavia così semplice, i link in entrata perdono importanza se derivano sempre dai soliti siti, meglio cioè avere 10 link su dieci siti diversi che non 5 link su 2 siti, inoltre il link avrà maggior valore in base al valore del sito su cui è presente e in base al testo in cui è inserito. Fare copia/incolla di testo già presente altrove e inserire un link potrebbe essere non solo inutile, ma anche controproducente. Inoltre Google premia la rete di link, cioè non solo link diretti al sito, ma anche link che portano a siti amici che, a loro volta, portano al sito da indicizzare.
  3. Social bookmarking, cioè la diffusione di news e comunicati sui principali social network quali Facebook o Twitter. Questa pratica è molto simile al processo di link building sopra descritto, con l’eccezione di avere un utenza “reale” che visualizza il contenuto pubblicizzato. Il link building infatti spesso viene promosso su pagine interne di siti web con scarsa utenza interessata, al fine ultimo di aggiungere un link proprio sito web. In questo caso invece utenti reali saranno raggiunti da contenuto pertinente, aumentando il numero di visitatori al sito stesso. In realtà questa pratica non è direttamente correlata al SEO, ma è una strategia di marketing che viene sempre affiancata alle precedenti.

Questa piccola introduzione al mondo del SEO non è certo una guida esaustiva ma serve comunque per farsi un idea di come le web agency si muovano oggigiorno all’interno dei meandri pubblicitari dettati dai motori di ricerca.

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