Grandi famiglie, convivialità, enormi tavolate erano una delle caratteristiche che connotavano l’italianità. Queste usanze e queste tradizioni, oggigiorno, sono andate sempre più perdendosi, complici il poco tempo che tutti noi abbiamo a disposizione e il ritmo frenetico delle nostre giornate sempre troppo brevi. Anche l’insorgere di nuovi interessi e nuovi modi di passare il tempo libero hanno avuto la loro influenza su questo. Forse però questa tendenza sembra stia cambiando e si respira nell’aria quasi un ritorno ai tempi passati.Cos era che riuniva le grandi famiglie e tutti quegli amici insieme? Generalmente un enorme banchetto, una grande tavolata era il fulcro di tutto questo e il forno a legna ne era il complice più influente.Le persone si riunivano un po’ per rivedere vecchi volti un po’ per parlare un po’ per il semplice stare assieme e il buon cibo era la scusa per fare tutto questo. Il cibo era il più vario: poteva trattarsi di carne, pizza o pasta al forno o anche pesce, salumi o arrosti; il piatto cambiava ma generalmente tutto passava dal forno a legna e le persone si riunivano attorno a questo e attorno al cuoco, improvvisandosi loro stessi degli chef occasionali e divertendosi nel farlo. Questo tipo di forno infatti con la sua fiamma così vicina al cibo, dava e da, un senso di “saper fare” inequivocabile (proprio come i grandi chef): rende il cuoco protagonista e lo pone allo stesso livello di un grande chef o della famosa nonna che cucinava benissimo; quindi le persone non erano solospettatori ma anche attori di questi cibi che prendevano vita.Con un genere di forno come questo, ogni gesto, ogni passaggio diventa quasi un rituale, una tradizione da rinnovare ogni volta che se ne presenta l’occasione riunendosi con la propria famiglia e con i propri amici.Non bisogna essere dei grandi esperti di cucina o degli chef internazionali per poter cuocere in un forno a legna;si comincia con l’accensione, il processo è semplice, come il resto dopotutto: si deve creare un piccolo cumulo di legna tagliata fina al centro del forno, vicino la bocca, per facilitarne la manovrabilità. Si accende questo piccolo falò, e man mano che la legna arde vanno aggiunti ciocchi sempre più grandi fino a raggiungere un medio spessore.A questo punto avremo un vero e proprio fuoco scoppiettante, che andrà spostato lateralmente a sinistra (generalmente i forni a legna a cottura diretta che hanno una predisposizione di questo tipo, sono i più funzionali). Mantenere la temperatura desiderata è forse la parentesi che implica un po’ di attenzione in più: grazie al termometro posto lateralmente alla bocca, bisognerà fare attenzione a tenere il calore sotto controllo in base al cibo che si vuole cuocere; la pizza predilige temperature più alte, sui 350 gradi Celsius, mentre scendendo sui 200 gradi Celsius troveremo tutte le pietanze più comuni come pane, arrosti o dolci.Aggiungendo altra legna ed usando lo sportello come regolatore, mantenere la temperatura desiderata non sarà così complesso.L’ultimo passaggio è sfornare il cibo, in modo che tutti possano ammirare e sopratutto assaggiare il capolavoro che cuoco e forno hanno creato.Con un forno a legna a cottura diretta si vivrà in modo diverso qualsiasi esperienza culinaria; testimoni sono coloro che la testano tutti i giorni nella vita quotidiana.
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