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La cucina italiana: la storia di una nazione a tavola

Sebbene tutto il mondo tende a identificare la cucina italiana con un bel piatto di spaghetti al pomodoro e una pizza Margherita, in realtà la tradizione gastronomica del Bel Paese è una vera testimonianza della storia vissuta dalla nazione sin dai tempi più antichi.

Da Nord a Sud, sono infinite le ricette, non solo a base di pasta e farinacei, a volte riproposte in diverse varianti, a seconda della regione in cui ci troviamo. Basti pensare alla farinata ligure e alle panelle palermitane, in entrambi i casi preparate con la farina di ceci. L’identità della cucina italiana Soprattutto al Sud, il cibo ha assunto una valenza estremamente importante anche dal punto di vista sociale, diventando praticamente indispensabile per la costruzione dell’identità di una persona o di un gruppo o l’interazione con gli altri. D’altronde, come diceva Feuerbach “l’uomo è ciò che mangia” e la comunicazione avviene anche a tavola, in base a come si decide di preparare un piatto, quali ingredienti utilizzare, come presentarlo agli ospiti. In fondo, se si pensa alla “resistenza culturale” messa in atto da chi decide di conservare le proprie tradizioni culinarie anche al di fuori del proprio paese di nascita, si può ben capire come il cibo leghi profondamente alle proprie origini. La cucina del Sud: eredità delle colonizzazioni I sapori e gli ingredienti che si ritrovano nelle cucine dell’Italia meridionale sono la prova lampante dell’eredità culturale di tutte le popolazioni che si sono scontrate e fuse nel sud del paese. In Sicilia, ad esempio, le affinità con la cucina greca e araba sono tantissime. Avete mai provato la moussaka? È il connubio perfetto tra la parmigiana di melanzane e la pasta al forno. Non c’è pasta, in realtà, ma solo tanto ragù e besciamella tra i vari strati di melanzane fritte, per una delizia da infornare. E che dire del cous cous di pesce preparato nelle isole minori o nella zona del Trapanese? Ha persino conservato il nome arabo originale.

Ma c’è un dolce tipico della tradizione siciliana che può essere davvero considerato l’esempio per antonomasia di eredità gastronomica: la Cassata Siciliana. Il dolce multiculturale della cucina italiana Il suo nome deriva dall’arabo Quas’at, “ciotola rotonda”, poi acquisito dal latino Caseum, “formaggio”. I sapori della mandorla, della canna da zucchero, dell’arancia amara e del mandarino affondano le loro radici nei secoli X e XI, quelli della dominazione araba nel Meridione. Tuttavia, la lavorazione della pasta di mandorle fu durante il periodo normanno, quando le monache del convento della Martorana decisero di preparare dei dolcetti aggiungendo lo zucchero alla farina di mandorle. Il Pan di Spagna, poi, risale proprio alla colonizzazione spagnola, così come il cioccolato importato direttamente dall’America Latina. Ed è nel Barocco che il dolce si veste di sfarzo e colori, fino a giungere ai giorni nostri e diventare l’immancabile dolce delle feste pasquali…e non solo!

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