Chiamarlo telefonino ormai è riduttivo. Questo piccolo oggetto elettronico multifunzionale ha rivoluzionato nel giro di pochi anni le nostre abitudini, tanto da divenire per la maggior parte degli italiani quasi indispensabile. Oltre a fare da agenda, fotocamera, videocamera, a connettersi in rete, scaricare la posta, lavorare ovunque, permette perfino di giocare anche a giochi complessi come Pou (www.trucchipou.com). Il cellulare inoltre, fornisce informazioni di ogni genere (traffico, meteo, sanitarie, news) e permette anche di effettuare micropagamenti. Ad esempio a Siena si possono acquistare i biglietti per i mezzi pubblici e Trenitalia consente ormai da anni l’acquisto dei biglietti via cellulare e ha messo a disposizione un servizio per i viaggiatori nel caso di ritardi o disfunzioni. Con le famose “App” è possibile estendere l’esperienza di utilizzo dello smartphone ampliando sempre di più l’utilizzo di questo oggetto. Si contano infatti svariate migliaia di applicazioni per tablet e smartphone, tanto che gli app store delle maggiori piattaforme, Android ed Apple, sono annoverati tra i siti più visitati in assoluto
Ma che cos’è in sostanza uno smartphone? Uno smartphone o in italiano “telefonino intelligente”, “cellulare intelligente”, “telefonino multimediale” ed è un dispositivo mobile che abbina funzionalità di telefono cellulare a quelle di gestione di dati personali grazie alla presenza di particolari applicazioni ad hoc. Quindi uno smartphone è un cellulare che, per le innumerevoli funzioni disponibili, risulta essere molto simile ad un computer. Ha un suo sistema operativo, può navigare in internet ad alta velocità, connettersi al pc e sincronizzare posta elettronica e altre informazioni (come ad esempio la rubrica telefonica) o usare un browser per connettersi alla rete. Ha la memoria espandibile per contenere molti file (musicali e non), la fotocamera evoluta per fare foto di alta qualità ed è dotato di connessioni wi-fi, traffico dati e bluetooth. Uno smartphone è utile per il lavoro, perché permette di leggere file Word senza bisogno del pc; ma anche per il tempo libero, perché consente di avere sempre a disposizione la propria casella di posta elettronica. La modalità Push consente di visionare le proprie e-mail e riceverle automaticamente nella “Posta in arrivo”. Infine si ha la possibilità di fruire di innumerevoli giochi scaricandoli gratuitamente. In genere gli smartphone hanno un display grande (4-5″) che si può spegnere semplicemente appoggiandolo all’orecchio (il sistema intuisce che si sta effettuando una chiamata e spegne il display). La presenza di browser specifici per l’utilizzo mobile è uno degli aspetti distintivi di questi dispositivi: vedere le pagine web con le caratteristiche originali su uno schermo di queste dimensioni è davvero soddisfacente. Inoltre la navigazione è agevolata dalla semplicità di utilizzo delle funzionalità touchscreen: per muoversi all’interno di una pagina basta semplicemente spostarsi con il dito e la pagina si muove di conseguenza, per aprire un link è sufficiente toccarlo una sola volta. In fondo alla pagina vi sono le classiche frecce per la navigazione, con le quali si può andare avanti o indietro nel browser. Per quanto riguarda i sistemi operativi, le piattaforme più famoso sono:
Lo sviluppo di questi dispositivi, ha però modificato le abitudini e gli stili di vita degli individui dei paesi industrializzati. Se fino a qualche tempo fa l’interazione e la comunicazione avveniva tramite canale vocale (cellulare tradizionale), adesso si ha uno sviluppo verso un tipo di fruizione più “virtuale”, in cui l’interazione è meno marcata, ma si dispone su un altro piano. Quello della rete. Il periodo precedente in cui il modello comunicativo influenzato dai cellulari di vecchia generazione era molto simile a quello faccia a faccia, dove la comunicazione procedeva per dialoghi, ha lasciato il posto a un tipo di comunicazione in parallelo, multipla e liquida. Se in passato il modello dialogico era più simile, per usare una metafora sportiva, a quello di un match di tennis, in cui i due partecipanti si rimpallano la comunicazione, adesso è più simile a un puzzle, dove ogni tassello è preposto a ricostruire una comunicazione frammentata. Per esempio, basta guardarsi intorno nei luoghi pubblici per scoprire come la comunicazione sia cambiata attraverso questi dispositivi: c’è chi scarica la posta o scrive una mail, altri utilizzano una app per comunicare ai propri colleghi alcuni aggiornamenti, altri giocano in multiplayer, e altri navigano sui social network, scrivendo e leggendo quello che gli sta accadendo intorno. Questo tipo di fruizione ha modificato anche lo stile di vita e la percezione che abbiamo sul mondo, che potremmo definire “live”. Sempre più spesso la comunicazione è di tipo “live” con un flusso ininterrotto e costante d’ informazioni e contenuti fruibili non solo “adesso”, ma anche “qui” e la percezione del luogo diventa sempre più contratta perché è possibile interagire con persone e contenuti in qualsiasi posto ci troviamo. Ma non solo. La partecipazione a questo modello comunicativo fa si che, se non si entra a farne parte, si rischia una forma d’anonimato virtuale. Basti pensare alla tipica frase che spesso sentiamo dire da qualcuno in nostra presenza “scatta una foto col telefonino che la mettiamo su Facebook!”. E’ innegabile la spinta dell’uomo a comunicare, così come ci insegna la scuola di Palo Alto “Non si può non comunicare”, e gli smartphone hanno elevato questa spinta a un livello fin’ora mai visto. Adesso sembrerebbe più opportuno intendere questo assunto, secondo un diverso paradgma: “Non si può non comunicare con lo Smartphone”.
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