La rassegna non si limita al semplice obiettivo di omaggiare la suddetta attrice, bensì l’intenzione di riproporre al pubblico trepellicole, per l’esattezza:
"Gli orrori del castello di Norimberga" (1972) di Mario BavaInterpreti principali: Joseph Cotten, Elke Sommer, Massimo Girotti, Rada Rassimov, Antonio CantaforaTrama: Un americano di origini austriache (Cantafora) torna nel paese di provenienza per far luce sulla vita di un suo lontano parente, chiamato dagli abitanti del luogo "Il Barone Sanguinario". Con l’aiuto della formula magica di una vecchia pergamena, riesce a riportare in vita l’antenato, purtroppo zombi ed assetato di sangue.
"Le orme" (1974) di Luigi BazzoniInterpreti principali: Florinda Bolkan, Peter McEnery, Nicoletta Elmi, Klaus Kinski, Lila KedrovaTrama: La sanità mentale di Alice (Bolkan), interprete per la FAO, comincia a percorrere una pericolosa e mortale strada verso l’oblio quando una serie di circostanze, apparentemente sconosciute, tornano a galla dopo l’ennesimo incubo (in cui un astronauta viene abbandonato sulla Luna a scopo scientifico).
"Il medaglione insanguinato" (1975) di Massimo DallamanoInterpreti principali: Richard Johnson, Joanna Cassidy, Evelyne Stewart, Nicoletta ElmiTrama: Un documentarista televisivo (Johnson) parte assieme alla figlia (Elmi) alla volta di Spoleto, incaricato di girare uno speciale sul demonio nella pittura. La bambina, già in passato preda di terrificanti incubi, sembra peggiorare giorno dopo giorno, in particolar modo dal momento in cui la segretaria di produzione (Cassidy) è entrata di prepotenza nei pensieri del padre. Centra qualcosa il medaglione della madre defunta?
Titoli, soprattuto gli ultimi due, emarginati a loro tempo dalla critica e bisognosi di una consistente rivalutazione. Ovviamente, il programma è stato concepito riflettendo sulla figura della Elmi, in quel momento ancora bambina, ed include i ruoli più introspettivi della sua breve carriera. Scoperta dal regista Ettore M. Fizzarotti, che la volle nel "musicarello" "Il suo nome è Donna Rosa" (1969), e lanciata nell’horror/thriller da Mario Bava in "Reazione a catena (Ecologia del delitto)" (1971), riceve la consacrazione nel 1975 con "Profondo rosso" (1975), di Dario Argento. L’abbiamo poi rivista adolescente in prodotti dal taglio più "naif", come la serie TV di Claudio Risi "I ragazzi della 3 C" (1987/88), ma troviamo addirittura ovvio che le sue radici d’attrice siano strettamente legate alle sue caratterizzazioni infantili, in cui riusciva a dare il meglio di sé con una naturalezza a dir poco unica.
Nel caso vogliate firmare la petizione, vi invitiamo a visitare il sito Firmiamo.it. Per maggior informazioni su Nicoletta Elmi, invece, potete spedire un’e-mail all’indirizzo [email protected].
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