La ripresa del mercato dell’auto a gennaio «è solo apparente perché lo scorso anno era iniziato con una pesantissima flessione (-27%) dovuta al fatto che, nel pieno della crisi globale, pochissimi Stati avevano già varato misure di sostegno della domanda di auto». È il commento dei dati sul mercato europeo diffusi dall’ACEA (European Automobile Manufacturers Association) del Centro Studi Promotor (CSP) che sottolinea come, «per valutare più correttamente i dati del gennaio scorso, sia opportuno fare riferimento ad un mese normale come gennaio 2008 in cui le immatricolazioni furono 1.313.822. Nei confronti di questo livello gennaio scorso accusa un calo del 17,4 per cento».Secondo il CSP, per valutare le prospettive del mercato europeo appare particolarmente utile l’analisi dei dati dei cinque principali mercati. In Germania, per esempio, si registra un calo del 4,3 per cento dovuto al fatto che gli incentivi alla domanda sono finiti in settembre e nei mesi scorsi si è esaurito anche il consistente portafoglio ordini accumulato proprio grazie agli incentivi.Gli altri quattro grandi mercati, invece, sono tutti in crescita per il fatto che beneficiano ancora di incentivi o che comunque possono ancora contare su un consistente portafoglio ordini accumulato proprio grazie ai bonus statali.«Particolarmente rilevante – sottolinea il CSP – è il caso dell’Italia, che in gennaio è stato il maggiore mercato europeo, ruolo che nell’intero anno generalmente spetta alla Germania. La crescita delle immatricolazioni (+30,2 per cento) è dovuta esclusivamente all’evasione di ordini con incentivi raccolti entro il 31 dicembre 2009 (data di scadenza degli incentivi), ordini che possono essere evasi beneficiando degli incentivi fino al 31 marzo 2010».L’analisi di questi dati, secondo il CSP, conferma che il recupero del mercato europeo nella seconda parte del 2009 e nel gennaio 2010 è dovuto esclusivamente agli incentivi alla domanda, che nella maggior parte dei Paesi, Italia compresa, non sono stati prorogati per il 2010 o stanno comunque per scadere.È del tutto evidente che in mancanza di nuovi incentivi – prosegue il CSP – il mercato europeo dell’automobile è destinato a subire forti flessioni nei prossimi mesi con conseguenze pesanti sull’occupazione e sulla ripresa dell’economia, ripresa che, peraltro, appare oggi più difficile di quanto sembrava soltanto qualche settimana fa.Per definire una politica europea per gli incentivi all’auto i ministri dell’Industria dell’Unione europea si riuniranno a Bruxelles venerdì prossimo 19 febbraio. Se intenderanno evitare nuovi pesanti traumi al sistema economico dell’Unione, l’unica politica che potranno adottare sarà l’adozione di nuovi incentivi alla domanda di auto, auspicabilmente concordati in ambito europeo.
Venerdì 19 febbraio, ore 18.30, per la Rassegna Un museo…
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