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3 cose che (probabilmente) non sapevate sul Lago d’Orta

Il Lago d’Orta – luogo di incomparabile bellezza – è famoso in Italia e nel mondo non solo per i suoi paesaggi suggestivi, gli scorci incantati e la natura incontaminata che avvolge borghi storici di grande interesse, ma anche per alcune sue peculiarità. Oltre ad essere un luogo turistico infatti, la zona che abbraccia il Lago d’Orta riserva anche suggestioni e leggende, a metà strada tra storia e mito. Ecco cinque cose che probabilmente non sapevate su questa zona d’Italia.

1) Esiste una “città dei cuochi”

Armeno, uno dei comuni appartenenti al distretto del Lago d’Orta, è stato soprannominato “il paese degli alberghieri”, per il gran numero di locali, nati qui e poi partiti per trovare lavoro in altre parti d’Italia, o all’estero, che si sono specializzati nel settore gastronomico o alberghiero. Da qui sono nati infatti chef, cuochi, camerieri e direttori di hotel dalla grande professionalità. E non a caso, ogni anno, proprio nel paese di Armeno si celebre un singolare raduno degli chef armeniesi, ormai attivi da anni in varie parti del globo, che si ritrovano nel loro luogo di origine per celebrare il mestiere dell’albergatore. Secondo alcuni fonti storiche, pare che gli armeniesi abbiano scoperto la professione alberghiera andando a lavorare come cuochi, camerieri e inservienti presso le corti dei nobili milanesi nel periodo in cui questi, per scappare alla terribile peste dell’Ottocento, si trasferirono in gran massa proprio nella zona compresa tra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore. Da qui nacque una lunga tradizione che ancora oggi fa parlare di Armeno. Proprio qui infatti sorge il Museo degli Alberghieri di Armeno si trovano oggetti di lavoro, fotografie, testimonianze scritte, appunti, i menù di celebri incontri, libri e ricettari rari di cucina, articoli di giornali e ritagli che raccontano una parte di storia del nostro Paese.

2) Robin Hood è stato qui
Secondo alcune ricostruzioni storiche, gli antichi borghi che si affacciano sul Lago d’Orta hanno ospitato un Robin Hood tutto italiano. Si chiama Francesco Demichelis, soprannominato il “Biondin”, e diventò celebre per la sua attività di brigante nel periodo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, in diverse zone tra Piemonte e Lombardia. Da Milano si spostò verso Alessandria, passando per il Novarese, per poi rifugiarsi nel distretto di Vercelli e Biella. Accusato di aver commesso alcuni crimini (ma nessuno può conoscere la vera realtà dei fatti, visto che i Robin Hood e i rivoluzionari dell’epoca erano sistematicamente accusati dei crimini più disparati solo per macchiare la loro reputazione presso l’opinione pubblica ed evitare che altri seguissero le loro orme). Secondo la storia, a metà tra realtà e mito, il Biondin era un bandito gentiluomo, moderno Robin Hood della risaia, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Godette della protezione e del favore dei contadini e dei poveri, che spesso gli davano rifugio nelle loro case di campagna.
Galante e gentile con le donne, era solito vestire in modo curato e parlare in modo forbito, tanto da passare alla storia come un brigante romantico.

3) E’ la meta preferita degli amanti del Geocaching
Da alcuni anni il Lago d’Orta è diventata una delle mete preferite degli italiani che amano il Geocaching, una sorta di caccia al tesoro di ultima generazione, con tanto di GSPS. Ogni giocatore utilizza un GPS per nascondere o trovare contenitori di varie dimensioni, definiti semplicemente geocache o cache (dal franchese cacher, ovvero nascondere) dove sono contenuti dei gadget (come omaggio al giocatore che la trova per primo) e un piccolo diario, dove il giocatore può lasciare traccia del suo passaggio.

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