Nel 2009 l’utile netto della multinazionale Nestlé è crollato del 42%, a 10,4 miliardi di franchi. Rispetto all’esercizio precedente il fatturato è diminuito del 2,1% a 107,6 miliardi, fa sapere in un comunicato il colosso alimentare.Motivo del forte calo dell’utile netto è il risultato record del 2008 dovuto alla vendita di un quarto delle azioni del fabbricante americano di prodotti oftalmologici Alcon alla Novartis. I dati non sono quindi direttamente paragonabili, afferma Nestlé.A livello organico le vendite sono progredite del 4,1%. L’incremento deriva dalla crescita reale interna dell’1,9% e da adeguamenti di prezzo del 2,2%. Sul giro d’affari hanno avuto un impatto negativo gli effetti di cambio (-5,5%) e le cessioni al netto delle acquisizioni (-0,7%). L’utile operativo Ebit è rimasto stabile a 15,7 miliardi di franchi, il relativo margine è migliorato dal 14,3 al 14,6%. In un contesto difficile Nestlé è cresciuta molto più rapidamente della concorrenza, sottolinea il presidente della direzione Paul Bulcke, citato nella nota. La crisi si è fatta sentire soprattutto in Europa, dove il gruppo realizza circa un quinto delle vendite. Nel Vecchio Continente la crescita organica è stata di appena lo 0,3%. La regione America del Nord e del Sud, con una quota del 30% sul fatturato, ha segnato una progressione del 6,5%. Bene anche la regione Asia, Oceania e Africa (che contribuisce con il 15% al giro d’affari), la cui crescita organica si è attestata al 6,7%.Il giro d’affari nel maggiore segmento alimenti e bevande si è attestato a 99,8 miliardi di franchi, pari a una crescita organica del 3,9% e a una crescita reale interna dell’1,6%. Nestlé Waters ha registrato una flessione organica dell’1,4%, Nestlé Nutrition invece un incremento del 2,8%. Gli altri alimenti e bevande sono progrediti del 6,8%. Il segmento farmaceutico, Alcon inclusa, ha segnato una crescita organica del 6,7%. Nonostante la situazione economica resti incerta, soprattutto nei Paesi industrializzati, Nestlé si attende per il 2010 una crescita organica superiore al 2009 nel segmento alimenti e bevande e un ulteriore miglioramento del margine operativo.Nell’esercizio in corso Nestlé vuole riacquistare azioni proprie per circa dieci miliardi di franchi. Cinque provengono dalla conclusione di un programma da 25 miliardi lanciato nel 2007 e altri cinque da uno nuovo del valore di dieci miliardi da avviare in seguito. Complessivamente il gruppo verserà agli azionisti circa 15,6 miliardi di franchi tra riacquisto di titoli e dividendi.Il Consiglio d’Amministrazione propone il versamento di un dividendo di 1,60 franchi per azione, ciò che significa un incremento del 14% rispetto all’anno passato. Chiede inoltre all’assemblea generale del 15 aprile di eleggere l’ex presidente della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Roth e la professoressa olandese Titia de Lange nell’organo di sorveglianza e di confermare per altri tre anni Peter Brabeck, Steven Hoch e André Kudelski. Per motivi di età Jean René Fourtou si ricandida solo per un mandato di due anni. I risultati superano le attese, soprattutto la crescita organica è migliore del previsto. Agli operatori di Borsa piace anche l’aumento del dividendo e il riacquisto di azioni proprie.Brabeck ha guadagnato 7,49 milioni di franchiPeter Brabeck, presidente del Consiglio di Amministrazione di Nestlé, l’anno scorso ha guadagnato 7,49 milioni di franchi, di cui 1,6 milioni quale salario di base. Nel 2008 aveva ricevuto in tutto 13,95 milioni. Dua anni fa, quando Brabeck aveva ancora sia il ruolo di presidente, sia di direttore della multinazionale, gli era stato versato un salario al merito di 4,2 milioni di franchi.Il trattamento salariale del 2009 comprende azioni Nestlé a vario titolo come ad esempio bonus a breve termine per un valore di 5,89 milioni di franchi. Nel 2008, oltre al salario di base di 2,12 milioni di franchi, Brabeck aveva ricevuto alle stesse condizioni titoli Nestlé per 7,6 milioni di franchi. Foto : Il quartier generale della Nestlé a Vevey
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