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guernica e il suo significato come espressione di drammaticità

Guernica è forse l’opera più conosciuta a livello mondiale dell’artista Pablo Picasso. Dopo l’ esposizione, quando il governo repubblicano era ormai caduto, Picasso non permise che il suo dipinto più famoso venisse esposto in Spagna, dichiarando esplicitamente che avrebbe potuto tornarvi solo dopo la fine del franchismo. Senza sconfinare nel descrivere le vicissitudini per quanto riguarda l’esposizione di quest’opera in spagna, basti ricordare che fu esposto nella sue sede definitiva addirittura sei anni dopo la morte dell’artista. Questa opera fu commissionata a Pablo Picasso dal governo repubblicano spagnolo per una esibizione mondiale a Parigi. L’artista prese spunto in modo particolare da un articolo in cui il giornalista descrisse la brutalità dell’evento, evidenziando, anche attraverso una fotografia, che la città era stata completamente rasa al suolo.  Quest’opera è per l’autore la sua protesta contro la guerra e la crudeltà della guerra stessa. I colori che furono utilizzati, tutte le varianti dal bianco al nero era puramente un mezzo per enfatizzare e sottolineare la crudeltà e la drammaticità degli eventi. Guernica rappresenta la distruzione dell’omonima cittadina, ma non vi è alcun riferimento al bombardamento che la rase al suolo, se non il palazzo in fiamme che si può notare allinterno dell’opera. Il toro che appare nella parte alta a sinistra rappresenta la brutalità e la crudeltà della guerra, la donna con in mano una lampada ad olio sembra quasi voler delineare un tunnel di degrado che inevitabilmente ogni guerra porta con se, poi c’è la madre che urla verso il cielo con disperazione guardando il figlio sul suo grembo ormai esanime. una flebile scintilla potrebbe essere data dal bagliore che scaturisce dalla spada spezzata tenuta in mano da un cadavere. Ogni luce ed ogni ombra contribuiscono a dare ancora più drammaticità e disperazione e a rendere il tutto ancora più cruento ci sono figure deformi e linee che si intersecano tra di loro. Tutto è reso per rappresentare morte e distruzione. Anche la misura concorre ad enfatizzare la durezza delle scene e la violenza degli atti e doveva rappresentare al mondo intero l’ingiustizia e la crudeltà delle guerre. Nel corridoio della sala del consiglio dell’Onu vi è un arazzo che riproduce quest’opera che, ovviamente, fa da sfondo ogni volta che vi sono dichiarazioni di questo organo, in modo da ricordare quali scempi e crudeltà vi possano essere durante i conflitti. Ma quando vi furono dichiarazione durante la discussione di una guerra “preventiva” in Iraq, tale arazzo venne stranamente coperto con un telo blu.

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