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10 Giugno a Gatteo Mare, Coena Romana

Il 10 Giugno 2010 a Gatteo Mare, bellissima località marittima della riviera romagnola, lungo il Viale Giulio Cesare si terrà una tipica Coena Romana (cena romana). Un tuffo nel passato all’insegna dell’antica Roma.

Questa è la quarta edizione della festa romana a ricordo dell’attraversamento del fiume Rubicone da parte di Giulio Cesare con la sua XIII Legio avvenuto nella notte del 10 Gennaio 49 a.C., violando apertamente la legge che proibiva l’ingresso armato dentro i confini dell’Italia e dando il via alla seconda guerra civile. La festa inizierà con il lancio dell’Alea d’oro (il dado d’oro) da parte del sindaco, a ricordo della famosa locuzione latina pronunciata da Cesare: “alea iacta est” (il dado è tratto), celebre frase divenuta poi un motto.

Mille turisti affolleranno i 300 tavoli e le 600 panchine poste lungo il viale di fronte agli alberghi, mentre legionari romani si scontreranno con gladiatori e barbari galli, e danzatrici del ventre si esibiranno con giocolieri e mangiafuoco, coinvolgendo i turisti. Tutti i venti alberghi del viale che conduce alla foce del Rubicone serviranno la cena direttamente in strada.
Fiumi di Sangiovese (da Sanguis Jovis = sangue di Giove) inonderanno le mense, come nelle feste baccanali, mentre i camerieri, in abiti romani d’epoca, continueranno a servire le tipiche pietanze romane.

La cena si protrarrà fino a notte inoltrata e sarà il saluto di benvenuto di Gatteo Mare ai suoi ospiti per l’inizio della stagione estiva. Il brindisi finale sarà a base di vino bianco Albana (da albis = bianco) con deliziosa ciambella.


Ingresso libero e gratuito
per tutti ad eccezione della cena, che sarà riservata esclusivamente ai clienti degli alberghi.

 

Un po’ di storia

Gli antichi Romani consumavano cibo in tre diversi momenti della giornata: una veloce colazione al mattino a base di pane, vino, formaggio e frutta secca (jentaculum); un leggero pasto freddo in tarda mattinata a base di pane, carne, frutta e vino spesso consumato in piedi (prandium); e infine la coena, il vero e proprio pasto principale del Romani, che avveniva nel pomeriggio e in determinate occasioni poteva protrarsi fino all’alba del giorno successivo.

La coena veniva servita nel triclinio, stanza ammobiliata con divani su ciascuno dei quali si accomodavano tre persone sdraiate su un fianco, appoggiandosi col braccio sinistro, lasciando così libero il destro per afferrare le pietanze. Vino e piatti erano serviti da giovani schiavi di bell’aspetto, vestiti di corte tuniche. Una volta seduti al loro posto, i convitati detergevano le proprie mani in acqua profumata.

La coena era suddivisa in tre momenti: un inizio di antipasti e stuzzichini (gustatio), accompagnati da vino mielato; il pranzo (primae mensae), suddiviso in varie portate; e infine le secundae mensae, in cui venivano consumati stuzzichini piccanti per eccitare la sete. In quest’ultima fase si chiacchierava e si assisteva alle esibizioni di cantanti e mimi.

Il cibo si portava alla bocca con le dita. Veniva utilizzato solo il cucchiaio, niente forchetta, e il coltello non serviva perché i servi provvedevano a ridurre il cibo in piccoli bocconcini.

 

Hotel Gatteo Mare

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