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L’ALBA DEI CAFFÈ ROBOTICI

Il 19 luglio scorso, Giorgio Metta, vicedirettore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha presentato il primo Robot casalingo: R1, “your personal humanoid”.
Il Robot lavorerà in ambito personale e domestico (servirà il caffè e assisterà gli anziani) e, in attesa dell’approdo nel mercato degli elettrodomestici, lo troveremo presto nei centri commerciali, negli aeroporti e negli ospedali.
Uno dei primi robot commerciali al mondo, R1 ha una silhouette rassicurante e amichevole di design italiano, ha 2 ruote per spostarsi in modo stabile e sicuro, braccia allungabili per raccogliere oggetti in terra, il busto estensibile, un peso totale di 50 kg, una struttura in fibra e carbonio e materie plastiche ed è alto 145 centimetri. Ha 28 motori per i movimenti, comunica non verbalmente con espressioni visibili sul volto impersonato da uno schermo composto da luci led a colori e sensori per la visione, l’equilibrio, la generazione e percezione del suono.
R1 potrà collegarsi ad internet grazie a una scheda wireless e l’aggiornamento del software avverrà in remoto. Dovendo operare in ambito domestico, peculiare attenzione è stata riservata al tatto, R1 infatti ha mani sensibili, rivestite di pelle artificiale e prensili per afferrare e manipolare. Sa prendere decisioni e risolvere problemi perché è intelligente.
Una rapida diffusione di robot umanoidi, grazie alla loro funzionalità e socialità, potrebbe farli diventare molto presto efficienti membri della famiglia, tanto da non doverci più preoccupare delle piccole mansioni come raccogliere i giocattoli, caricare la lavastoviglie o fare il caffè…ci penserà R1 a servirlo a tavola!
Ma non è tutto, i caffè robotici sembrano proprio protagonisti di una nuova era. A credere di poter rivoluzionare ulteriormente il settore è Cafe X Technologies, una startup di Hong Kong che vuole mescolare la robotica con il piacere dell’aroma di un buon caffè. La società ha proposto un prototipo funzionante di un chiosco trasparente al cui interno un braccio robotico dispensa il caffè in corrispondenza di quattro aperture presenti nel vetro. Il chiosco è direttamente collegato ad un’App, necessaria per poter ordinare la propria bevanda scegliendo la miscela, la marca preferita o un certo grado di tostatura, aggiungendo il latte o eventuali aromi come vaniglia e nocciola.
Secondo Jack Sun, co-fondatore e direttore finanziario della società, il motivo oltre alla vasta possibilità di personalizzare il proprio caffè è il guadagno in termini di tempo: invece che stare in fila o attendere che venga chiamato il proprio nome in uno di quei negozi che vanno tanto di moda, sarà possibile ricevere il caffè fumante non appena si arriva al chiosco, grazie al sistema di geolocalizzazione dello smartphone con cui il software di Cafe X Technologies calcola i tempi di percorrenza del cliente per arrivare a destinazione.
Pronti per questi tecno-coffee?

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