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Il Lazio, i suoi prodotti tipici: il carciofo.

Il Carciofo romanesco è una pianta che si presenta con un fusto eretto che può raggiungere un metro d’altezza, Le foglie esterne sono di colore verde intenso ed alcuni frutti sono senza spine. L’interno si presenta privo di peluria ed il gambo ha una tenera consistenza.

Il Carciofo romanesco ha un diametro introno a dieci centimetri, il sapore è molto gradevole tendente al dolce. Le foglie interne e quelle del cuore sono molto morbide.
Alcune raffigurazioni rinvenute in tombe della necropoli etrusca a Tarquinia testimoniano il fatto che la coltivazione del carciofo era conosciuta fin dall’antichità  ed erano apprezzate anche le sue proprietà medicinali. Oggi la coltivazione di questo ortaggio è diffusa in tutta l’Italia centro-meridionale anche se nel Lazio si sono sviluppate le cultivar più pregiate che ne fanno un prodotto unico tutelato a livello comunitario. La notorietà del carciofo romanesco è tale che viene considerato un vero e proprio simbolo dei prodotti tipici agricoli Laziali al punto che in molti comuni si tengono sagre in suo onore.

La produzione del Carciofo richiede un terreno preparato in maniera attenta livellandolo e concimandolo prima dell’impianto. Questi terreni vengono mantenuti a coltura per un massimo di quattro anni. Le specie di Carciofo romanesco sono il Castellammare e il Campagnano da cui derivano i relativi cloni. Il periodo della raccolta inizia a gennaio e può arrivare fino a maggio in funzione delle condizioni climatiche.
Il Carciofo romanesco è un prodotto IGP e come tale viene identificato attraverso un marchio di forma ovale che ha come simbolo l’immagine stessa del carciofo. Le confezioni di questo prodotto poste in commercio devono essere sigillate e sono ricoperte con rete di plastica.

Le proprietà nutritive del Carciofo sono numerose ed importanti per l’organismo conferendo inoltre un basso apporto calorico. Questo ortaggio si presenta ricco di ferro, potassio, sodio., fosforo, calcio, proteine e vitamine. Infine la presenza nelle foglie e nello stelo di una particolare sostanza chiamata “cinarina” aiuta la diuresi renale e regolarizza l’intestino.
Ritroviamo l’uso del carciofo anche nella cosmesi in quanto il succo presenta proprietà tonificanti per l’epidermide oltre ad essere molto efficace contro la foruncolosi, le irritazioni cutanee.
Con il termine “cimarolo” viene indicata la parte del cuore centrale del carciofo che viene cucinato in diverse maniere. La ricetta tradizionale detta “alla romana” richiede la cottura a fuoco lento con aglio, prezzemolo, pepe ed abbondante olio. In alternativa la preparazione alla “giudia” che una volta eliminata la parte più legnosa prevede la frittura del carciofo nell’olio con il gambo in alto rendendolo croccante. Quando si presenta particolarmente fresco e tenero il carciofo si può consumare crudo tagliandolo a fettine sottili e condendolo con olio, limone,e scaglie di parmigiano. Un diffuso utilizzo di questo meraviglioso ortaggio è quello della conserva sott’olio facendolo prima o grigliare o sbollentare in acqua e aceto.
Il Carciofo romano va conservato in frigo e va consumato in breve tempo.

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