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LA VERITA’ E’ IL FATTO QUOTIDIANO?

La verità esige una dimostrazione costante” Ghandi.
Riflssioni sul libro di Marco Travaglio “La scomparsa dei fatti”per una riforma dell’Ordine dei Giornalisti.
In televisione l’ho sempre evitato perchè mi risultava antipatico con quell’aria da primo della classe e nemmeno la sua imitazione riusciva a strapparmi un sorriso. Definito un robivecchi giudiziario, un meschino rimestatore di veleni che non cerca la notizia ma il caso, vince invece con il suo umorismo anche un premio di satira politica. Liberal Montanelliano ma anche reazionario giustizialista, vota a favore dell’Italia dei Valori e va in scena in teatro con lo spettacolo “Promemoria: 15 anni di Storia d’Italia” per ricordare la verità sul governo del nostro paese. Nel 2009 vince il premio “Per la libertà di Stampa” e nel 2010 il “Premiolino” il più importante ed antico premio giornalistico per la stampa libera dimostrando così di essere il miglior giornalista investigativo d’Italia. Nonostante le numerose querele per diffamazione nessun procedimento penale si è finora concluso con una sentenza definitiva di condanna. Per tutti i giovani laureati che vogliano apprendere le sue tecniche di indagine, consiglio di visitare il sito della Eidos Communication di Roma dove compare tra i docenti. In otto weekend, per 128 ore al costo di 5900€+iva, questo master consente una collaborazione fino a 24 mesi con importanti testate per l’esame da Pubblicista. Sul sito www.giornalismoinvestigativo.org si promuove un master a Milano della durata di 1500 ore al costo di 5000€ dove il dottor Travaglio tiene una lectio magistralis ed è previsto un modulo di 12 ore sulla difesa da querele. Se non siete in grado di effettuare degli spostamenti potete seguire 50 ore di videolezioni on line del Corso di Giornalismo d’Inchiesta al costo di 300€ su www.flipnews.org della Free Lance International Press di Roma che rilascerà ai partecipanti un attestato di frequenza. Oltre al sito dell’Ordine dei Giornalisti, l’art. 595 del c.p. per i reati attinenti alla professione quale la diffamazione a mezzo stampa, è presentato anche su www.peacelink.it nella “Piccola guida per evitare querele, citazioni per danni ed altri guai in tribunale“. La Federazione Nazionale della Stampa ha istituito un apposito Fondo Antiquerele come assicurazione obbligatoria da far pagare agli editori a favore dei giornalisti e dei praticanti, ma ogni contributo stanziato non può superare i 7.500€. Forse è per questo motivo che il Giornalismo Investigativo o d’Inchiesta non ha molto seguito in Italia e può essere praticato soltanto da chi può permetterselo come Report e Presa Diretta. La querela per diffamazione può essere più rapida ed efficace di un proiettile perchè ha come elemento essenziale la volontà punitiva. La richiesta di risarcimento danni è uno degli strumenti ai quali ricorre la criminalità organizzata per far tacere i giornalisti dove le spese legali da affrontare sono un deterrente efficace. Mentre il processo penale ha il compito di accertare la verità dei fatti, quello civile si limita a quantificare i danni subiti dalla persona che si ritiene diffamata ed è immediatamente esecutiva fin dalla sentenza di primo grado. Il giornalista anche se ha scritto delle verità può essere condannato per il tono usato nel redigere l’articolo mentre chi racconta fatti veri dovrebbe essere al riparo da ogni conseguenza civile e penale. I dati, le cifre, i racconti documentati, bastano a garantire una notizia. Per considerare una persona in collusione con la Camorra non è necessario attendere una sentenza basta una foto. Se un caso è archiviato non vuol dire che non è successo nulla. Una sentenza come quella di prescrizione non cancella un fatto. Il segreto investigativo non copre quasi nessuno dei verbali e delle intercettazioni telefoniche e le carte giudiziarie diventano la fonte dalla quale attingere materiale per un articolo. Le carte processuali sono importanti perchè raccontanto dei fatti accertati. Una restrizione o “legge Bavaglio” sulla libertà di Stampa impedirebbe al giornalista investigativo di fare il suo lavoro. Senza fatti si possono sostenere solo opinioni come avviene nei telegiornali dove il giornalista è un direttore del traffico dei giudizi altrui. Un giornalista di partito ha il compito di depotenziare gli scandali sfavorevoli. Tende ad uniformarsi alle opinioni dominanti per non essere emarginato dall’integrazione al Sistema, nascondendo le opinioni contrarie quando ritiene di essere in minoranza. La verità è scomoda. Una notizia vera, accertata, discussa da vari punti di vista è un arricchimento, ma imparzialità non vuol dire obiettività o neutralità. Se il giornalista è in buona fede è imparziale pur avendo delle idee proprie. Un giornalismo autentico nasce da inchieste, da un’analisi dei fatti che vengono freddamente sezionati in tutte le loro sfacettature e spiegati al lettore. Un giornalismo sentinella che conosca le cifre e le statistiche e sia in grado di correggere in diretta il potente di turno quando mente. Le colpe della nostra stampa non sono mai per eccesso ma per difetto perchè si dice la verità sempre troppo poco. La stampa libera deve stare alla larga dal Potere che deve continuamente controllare a richio della propria esistenza. Quello che emerge dal libro del dott. Travaglio e da tutte le sue inchieste, è una Società corrotta e corruttibile dove pochi sono gli Alfieri della Legalità disposti a lottare per una informazione libera. Probabilmente bisognerebbe riformare l’Ordine dei Giornalisti e dividere gli iscritti in varie sezioni. Da una parte gli Addetti stampa ed i Redattori che devono seguire la linea editoriale del loro direttore come fanno tutti gli impiegati sotto padrone e dall’altra i giornalisti d’Inchiesta con il compito di controllare l’Informazione, operando anonimi, protetti dall’articolo 9 del codice civile che offre allo pseudonimo una tutela identica a quella del nome, per poter lavorare senza il rischio di venire intimiditi dal potente di turno. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, da quando mi è cessato il contratto a tempo indeterminato non ho incontrato un solo imprenditore onesto. Mi chiedo quando qualcuno si deciderà ad aprire un’inchiesta sull’operato delle Agenzie Interinali che non rispettano i diritti dei disoccupati operando discriminazioni per età e sesso dato che rappresentano un collocamento obbligatorio per poter lavorare. L’Italia è al 72° posto per la libertà d’opinione forse perchè parlare e tutelare i propri diritti vuol dire restare soli. Rainbow7

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