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ARTE FIERA: ALCE NERO presenta AFRODITA

Alce Nero presenta la prima mostra bolognese del giovane artista Pierpaolo Miccolis, un’esposizione in cui l’arte dell’essere agricoltori, apicoltori, di produrre cibi veri, autentici, buoni, si fonde con la rappresentazione degli stessi in opere d’arte. Alce Nero Caffè, che unisce caffetteria, ristorante e punto vendita dei prodotti biologici dei suoi soci, è la location dell’evento. Il design particolare del Caffè che mescola antico e attuale, sarà un perfetto contenitore per la contemporaneità delle opere d’arte proposte nella mostra. La mostra rimarrà aperta dal 28 Gennaio 2012 al 20 Febbraio 2012 Lun/Gio 8> 20 Ven/Sab 8> 23 . L’inaugurazione avverrà il giorno 28 gennaio 2012 ore 18, in occasione di Arte Fiera presso Alce Nero Caffé, via Petroni 9/b. La mostra curata da Simona Gavioli mette in luce lo stretto rapporto che ha l’arte con la sensualità e la cucina focalizzandosi sull’alimento Miele che per l’artista è il più provocante, evocativo e sensuale alimento che si possa raffigurare, in quanto riesce a sintetizzare perfettamente il legame arte/cibo/sensualità. Per questa mostra verranno proposte tre lavori site – specific.



“Sesso ed appetito sono i grandi motori della storia, conservano e diffondono la specie, provocano guerre ed ispirano canzoni, informano le religioni, la legge, l’arte. L’intero creato è un processo ininterrotto di digestione e fertilità; tutto si riduce ad organismi che si divorano l’unl’altro, si riproducono, muoiono, fertilizzano la terra e rinascono trasformati. Sangue, seme, sudore, cenere, lacrime e l’incurabile immaginazione poetica dell’umanità alla ricerca di un senso…”


Isabel Allende

Il cibo è intimamente saldato al piacere. L’appagamento del gusto non risponde solo al bisogno fisiologico del nutrimento, ma compiace i sensi, dando soddisfazione e piacere. Cibo e sesso hanno la medesima localizzazione cerebrale, gli stessi circuiti neuroendocrini e gli stessi ormoni che li controllano. Stimolando le medesime molecole del cervello, se non accontentiamo l’appetito sensoriale, il desiderio si sposterà sull’appetito da cibo. Sesso e Cibo fanno socializzare, aumentano la soddisfazione personale, appagano e non per ultimo, sono necessari per la sopravvivenza della specie oltre ad essere un buon metro di cambiamento ed evoluzione per la stessa. Non a caso questa relazione ha riflessi sulla nostra esistenza, domina l’umore, assopisce i pensieri, calma gli animi e li porta in uno stato di apparente tranquillità e serenità. C’e sempre stato, un attimo della nostra vita in cui la nostra coscienza sessuale è andata a pari passo con quella del gusto. La vera educazione al piacere nasce dalle sinergie che si sposano, o quantomeno si prendono a braccetto, attraversando la gola, esaltandone odori e colori, pulsando sulle papille gustative per poi scendere e toccare quell’universo sconfinato che arriva all’estasi. È risaputo che, due, tra i sette peccati capitali, lussuria e gola, sono ambasciatori congiunti fin dalle origine dell’uomo in quanto nell’esegesi biblica il peccato originale viene interpretato come un peccato di gola, scaturito dal divieto divino di cibarsi del frutto proibito. Nel Medioevo, rispettando questa visione, regnava l’idea che il primo peccato fosse stato di gola e che attraverso questo, tutti i mali fossero entrati nel mondo. Lo sconfinato amore per il cibo è menzionato in modo ricorrente nei testi medioevali, la gola addestrava al piacere fisico ed era la prima occasione di cedimento ai sensi e alla lussuria

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