CAPITOLO 1 – LA SICUREZZA IN FASE DI RIPRESA
Parte 1 – Sul set
Questo tutorial parte dal presupposto che i lettori possiedano e utilizzino un macchina da presa totalmente digitale. Una Canon/Nikon dslr, un camcorder a schede, una redcam. Quindi nessuna cassetta, nessun backup ulteriore su hd, nessuna regia a valle del flusso dati. Montiamo la camera sullo stativo, prepariamo il set e le luci, inseriamo la scheda e registriamo. Bellissime immagini, vi auguro. Ma una volta terminato, che si fa? La scheda di memoria deve iniziare il suo flusso di lavoro. Per cui va portata alla più vicina postazione di lavoro, che voi o i vostri assistenti avrete nel frattempo allestito. Questa postazione è composta da: – 1 computer portatile attrezzato con software per il montaggio video e per le conversioni– 2 hard disk portatili che non richiedono alimentazione e configurabili a cascata– Card reader con slot adatto alle vostre memorie– Software di acquisizione (solitamente in bundle con la cinepresa)
La configurazione a cascata è un sistema che permette di inserire più hard disk sfruttando una sola porta del computer. Ovvero il primo degli hard disk si collega all’elaboratore, il secondo si collega alla relativa porta del primo hard disk e così via. In questo modo le periferiche saranno tutte visibili anche da computer (come quelli portatili) notoriamente dotati di poche porte. Innanzitutto occorre acquisire il materiale tramite apposito software, copiando i files nel primo hard disk esterno. Da qui – immediatamente – nel secondo, in modo da avere fin da subito due copie dello stesso file. Una volta verificata l’effettiva duplicazione dei files, il responsabile del backup può restituire la memory card all’assistente operatore che la formatterà e la renderà disponibile per una nuova registrazione. Intanto che la troupe procede con il lavoro di ripresa, si eseguono le conversioni primarie trasformando i files acquisiti nel formato più “digeribile” per le postazioni di montaggio. Se parliamo di Macintosh, ad esempio, il formato di conversione sarà certamente uno dei setting della batteria Prores. La finalità di questa prima fase è semplice: proteggere i video footage fin da subito attraverso una doppia copia e creare una terza copia dei files attraverso la conversione. Partendo col piede giusto possiamo essere sufficientemente sicuri di arrivare a fine giornata senza patemi d’animo eccessivi. Parte 2 – La revisione serale e il consolidamento delle acquisizioni
Il backup diurno ha la finalità primaria di acquisire e mettere al sicuro i dati in fase di ripresa. Per quanto le card siano stabili e conservate con cura è sempre meglio scaricare i dati almeno su una postazione, così da evitare qualsiasi intoppo. Inoltre le card di registrazione non sono infinite, e può capitare di dover liberare dello spazio per fare posto a nuove riprese. Da qui si capisce l’utilità della procedura sopra descritta. Qualunque workflow decidiate di adottare sul set, certamente una seconda fase del lavoro inizia la sera, quando si utilizzerà del tempo per rivedere il girato con cura, tentare delle bozze di editing ma soprattutto per consolidare le acquisizioni.I professionisti allestiscono sempre una postazione fissa nel luogo dove soggiornano. Questa può essere composta dallo stesso computer che abbiamo usato in fase di ripresa oppure da una seconda macchina – di solito più performante – sempre allestita per l’editing.
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Tags: backup, canon, dati, dslr, nikon, reflex, video, video digitale
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