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COME ORGANIZZARE IL BACKUP DEI DATI PER IL VIDEO DIGITALE – 4 di 4

CAPITOLO 2 – LA SICUREZZA IN LABORATORIO – LA CURA DEI DETTAGLI Parte 4 – Ulteriori misure di sicurezza e prevenzione

Una volta concluso il procedimento di cui sopra i vostri video footage possono dirsi quasi protetti. Dico “quasi” perché rimane da coprire un 10% di probabilità che potrebbero comunque compromettere i vostri archivi. Infatti, se il file è tutelato da crash di sistema o rotture di hard disk, niente potrà salvarlo da calamità di questo tipo: – incendi
– scariche elettriche improvvise ad alta potenza (fulmini, vertiginosi cambi di tensione ecc.)
– distruzione fisica del server (caduta del modulo rack ecc.)
– errori umani di cancellazione / formattazione Per ovviare a questi prevedibili problemi, e per arginare quelli meno prevedibili, ho elaborato una specie di decalogo delle buone abitudini, così da non dover mai dire “non lo sapevo”.

1) Regola base di chi lavora attraverso un archivio remoto: non utilizzare mai un file direttamente dal server. Ovvero: se ho bisogno una qualsiasi inquadratura video (magari relativa ad un progetto del passato) non devo mai inserire nel mio lavoro un file proveniente direttamente dall’archivio. Se ho bisogno il totale di una piazza realizzato l’anno prima, ad esempio, prima vado a cercarlo sul server (magari cercandolo secondo nome, poi usando il sistema di preview per vedere se la ripresa mi interessa o meno), poi lo copio all’interno della mia piattaforma (magari chiamando una new folder col nome “files da server”), ed infine lo inserisco all’interno del progetto. In questa maniera si eviterà di sovrascrivere i footage, di eliminarli per errore, di rompere collegamenti già esistenti e così via. Insomma, il vostro archivio dovrà essere di “semplice consultazione” e trasferimento, mai di lavoro.

2) Non cancellate – salvo taluni casi – i files convertiti. Per capir bene cosa voglio dire occorre aprire una parentesi. Sappiamo tutti che i moderni sistema di conversione – prendiamo ad esempio il rinomato Apple Prores – sono ottimi files, ma hanno l’enorme svantaggio di avere un peso apocalittico. Se un file sorgente della durata di un minuto (ad esempio un footage Canon dslr H264) pesa solitamente qualche decina di mega, lo stesso file convertito in Prores può pesare anche cinque/dieci volte tanto. Come si fa a capire se serve eliminare i files convertiti in questi formati una volta terminato il processo di editing? Facile: occorre calcolare il rapporto tra costi e benefici. Il procedimento di conversione può tenere occupato un computer anche per molte ore. Tempo significa soldi, perché le macchine non possono lavorare o lavorano a ritmi ridotti. Se avete investito in un server molto capiente, e non avete problemi ad occupare molti giga per ogni progetto, allora non buttate nulla. Altrimenti se lo spazio su disco è vitale, e ritenete meno oneroso iniziare nuove conversioni piuttosto che mantenere le vecchie, allora dovete buttare tutto e tenere nel server di backup solo i files sorgente ed il progetto (oltre che – ovviamente – gli export ultimati).

Leggi il seguito su: http://www.thomasgraziani.com/articoli-video-dslr-fotografia/come-organizzare-il-backup-dei-dati-per-il-video-digitale-4-di-4

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