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Fast&Furious 5 vs Thor: scontro tra titani nei botteghini italiani

Tra tutte le novità al cinema, è curioso sapere quali film hanno ottenuto il maggior successo da parte del pubblico: non che questo sia indice di qualità della pellicola stessa, ma è un modo per confrontare i propri gusti con quelli del resto d’Italia. Gli incassi al botteghino raggiungono cifre che i comuni mortali non riescono nemmeno a immaginare: vediamo un po’ come sono andati i film in uscita nelle ultime settimane.

La dura lotta tra titani si è avuta tra i due film americani: in una sola settimana Fast&Furious 5 ha spodestato Thor, detenendo il primo posto della classifica con ben 4.900.734 euro di incassi; Thor è quindi al secondo posto con 5.770.830 euro, ottenuti però in due settimane. La vetta della classifica è quindi appannaggio dei due blockbuster americani, che in Italia, come quasi in tutto il resto del mondo, stanno attirando una vastissima fetta di pubblico. Sicuramente, buona parte del successo ottenuto dal quinto episodio di Fast&Furious è dovuto alla presenza dell’amatissimo attore Vin Diesel.
Netto è lo stacco con gli altri film da poco usciti al cinema, Come l’acqua per gli elefanti, che si era rivelato piuttosto deludente anche in patria e Machete, sul quale forse ha pesato anche l’estremo ritardo con il quale è uscito nelle sale: entrambi sull’ordine dei 350.000 euro.

Per quanto riguarda i film italiani, dopo Source Code e Rio, troviamo in classifica Habemus Papam di Nanni Moretti, che ha sfiorato i cinque milioni di incassi (in quattro settimane); dopo di lui, seguono Senza arte né parte e Faccio un salto all’Avana. L’ultimo posto se lo aggiudica Limitless, film di Neil Burger, sempre un prodotto made in USA: Robert de Niro non è bastato a far schizzare gli incassi del film. Il film italiano che è andato meglio al botteghino, almeno nelle ultime settimane, è, dunque, quello di Nanni Moretti. Il film si apre con la riunione nella Cappella Sistina del Conclave, che ha il difficile compito di eleggere il nuovo Papa; si sceglie il cardinale Melville, che, dopo aver accettato in maniera titubante l’incarico, non riesce a trovare il coraggio di mostrarsi alla folla in attesa davanti alla Basilica di San Pietro. Tanti dubbi, incertezze, titubanze sulle proprie capacità nello svolgere un ruolo di guida così complesso. Caso più unico che raro, viene presa la decisione di affidare il pontefice a uno psicoanalista, che deve capire i motivi che hanno portato il cardinale Melville al rifiuto. Un Papa ritratto umano e sensibile, dipinto con grande ironia, componente che ha sempre caratterizzato le pellicole del regista; un uomo che riconosce le proprie debolezze ed è conscio dei propri limiti, il che non comporta in alcun modo la messa in discussione della sua fede; viceversa la paura del pontefice è quella di non essere in grado di servire Dio. Il film ha sicuramente suscitato tante polemiche, soprattutto da parte di coloro che non hanno compreso il messaggio della storia, che si basa su una qualità molto importante e oggi spesso dimenticata, l’umiltà.

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