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Su www.treccani.it un percorso per andare alla scoperta del mistero che circonda la figura del Giorgione, morto 500 anni fa, giovanissimo. Proprio lui, creatore di pitture dal significato enigmatico e di grande intensità poetica. Cinquecento anni or sono, il 25 ottobre del 1510, Isabella d’Este marchesa di Mantova chiedeva in una lettera a Taddeo Albano, suo agente a Venezia, di cercare di acquistare un dipinto di Giorgione, “una pictura de una nocte, molto bella et singulare”. Il pittore di Castelfranco era morto in quei giorni, e già la sua fama – e il suo mito – erano iniziati. Il breve epistolario tra i due personaggi ci offre una delle poche testimonianze sulla vita di Giorgio da Castelfranco, morto a Venezia trentaquattrenne, secondo quanto afferma Giorgio Vasari, probabilmente di peste. Sono infatti pochissimi i documenti sull’attività dell’artista, ridotti al breve periodo 1506-08, e in gran parte riferiti a opere non più esistenti; e pochi sono i dipinti in modo unanime considerati certi. Ignoto è anche il suo casato, che alcuni riconoscono nella famiglia dei Barbarella. Ma l’incertezza della sua biografia, il riconoscimento dei contemporanei e l’eccezionalità della figura dell’artista, creatore di pitture d’intensità poetica e di significato spesso enigmatico, hanno contribuito al subitaneo interesse di studiosi e collezionisti, e al proliferare di ipotesi anche molto diverse sulla ricostruzione della sua attività e del suo catalogo, oggetto di rinnovata attenzione nelle ricerche promosse in occasione del quinto centenario dalla morte. Il fascino inevitabilmente esercitato dalla difficile allegoria o dall’ermetismo di molti suoi soggetti, dai temi prediletti, dall’astrologia, alla musica che egli stesso praticava, dai costanti riferimenti alla cultura ebraica, rivolti necessariamente a una committenza ristretta e di élite, ha coinvolto gli studiosi nell’interpretazione, con proposte svariate e diverse, delle sue opere più note. La biografia del pittore delineata da Vasari, seppure con qualche variazione tra le due edizioni delle Vite, ci permette almeno di stabilire approssimativamente la data della sua nascita tra 1477 e 1478. Per il resto, grazie a un’iscrizione apposta sul retro della sua Laura al Kunsthistorisches Museum di Vienna, lo ritroviamo al 1506, già maestro, attivo a Venezia presso la bottega (cholega) di Vincenzo Catena. Il dipinto, riconosciuto anche come la rappresentazione di una sposa e dell’amore matrimoniale, mostra quell’adesione al leonardismo che caratterizza il suo stile e quella ‘maniera moderna’ che gli è subito riconosciuta e che presto lo distacca dalla tradizione pittorica veneziana. Leggi il percorso >
Tags: arte, giorgione, pittura
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