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Le Grotte di Catullo viste da vicino

Le Grotte di Catullo sono un’attrazione di primo livello per chi si trova a Sirmione. L’ampia area archeologica raccoglie i resti di una villa costruita quando i Romani dominavano la zona. La vasta superficie occupa il punto più settentrionale della penisola sirmionese, dando l’idea di trovarsi in un’isola circondata dalle acque lacustri. Ecco una breve guida per visitarle, se vi trovate alloggiati in un hotel di Sirmione e intenzionati a trascorrerci qualche giorno.
Questo sito archeologico prende il nome di Grotte di Catullo perché chi le scoprì per primo vide delle caverne parzialmente ricoperte da vegetazione spontanea. Catullo ricorda il poeta latino che effettivamente visse a Sirmione; non è attestato però che la villa gentilizia fosse di proprietà dello stesso.
La scoperta avvenuta nel quindicesimo secolo seguì, con l’arrivo di Napoleone Bonaparte, una prima analisi dei resti archeologici. Si deve a Girolamo Orti Manara il merito di aver avviato gli scavi e aver redatto una successiva pubblicazione scientifica.
Soltanto qualche decennio orsono le autorità statali decisero di valorizzare le Grotte di Catullo, rendendole visitabili da tutti. Si deve percorrere circa un chilometro a piedi dal centro storico di Sirmione per visitare il sito
Gli studi più recenti hanno fissato tra il primo secolo avanti Cristo e i due secoli successivi la creazione della residenza. La villa appartenne, molto probabilmente, a un console romano, il cui cognome è Valeri.
Le dimensioni perimetrali della villa la dicono lunga sull’imponenza: i lati misurano quasi 170 metri sul lato lungo e poco più di 100 in quello più corto, per ricoprire una superficie totale superiore ai due ettari.
L’andamento non regolare e inclinato del terreno costrinse i progettisti dell’epoca a tagliare da un lato la roccia e dall’altro a costruire dei sottofondi di compensazione. Sono proprio questi ultimi a essere maggiormente conservati, perché riparati dalle intemperie. 
I resti della villa mostrano che lungo i lati perimetrali c’erano dei grandi porticati. Le qualità terapeutiche delle terme di Sirmione devono essere state note fin dall’antichità, se all’interno delle Grotte di Catullo sono state ritrovate degli spazi termali, situati in più vani.
La particolarità delle Grotte di Catullo è la disposizione degli spazi abitativi, ai due lati (settentrionali e meridionali), mentre nella parte centrale c’era un giardino ora occupato da ulivi. Perfino duemila anni di piogge e altre intemperie non sono riusciti a distruggere totalmente alcuni affreschi.

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